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Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Agosto - ore 22.49

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Spezzinità asili nido. Costa: "Questa è vera integrazione". Cenerini: "Per anni agevolati solo gli immigrati"

Tiene banco il tema sulla "spezzinità" degli asili nido: il centrodestra risponde coi consiglieri comunali. E dal Tigullio l'idea: "Facciamo come a Spezia".

Spezzinità asili nido. Costa: "Questa è vera integrazione". Cenerini: "Per anni agevolati solo gli immigrati"

La Spezia - Il centrodestra risponde ad una giornata di commenti. Le novità sui criteri di accesso agli asili comunali ha letteralmente scatenato la minoranza consigliare e la Cgil, con giudizi trancianti sulle scelte della giunta Peracchini. Dopo le accuse, arrivano le repliche dei vari consiglieri comunali, ma (per ora) non del sindaco e dell'assessore competente, coloro i quali sono chiamati per primi in causa, visto che si tratta di una delibera di giunta firmata e passata agli atti. Ad ogni modo registriamo le parole di Fabio Cenerini, capogruppo della lista Forza Italia: "Leggo stupito le parole di Federica Pecunia, che evidentemente non ha imparato niente dalla batosta elettorale. Per anni ho sentito le lamentele di amici italiani, non ricchi di certo, per il pagamento delle rette degli asili, dove di fatto erano agevolate dalla sinistra esclusivamente le famiglie degli immigrati. Il sindaco Peracchini con il sostegno della maggioranza ha ristabilito un principio minimo di equità sociale, ovvero non premiare gli ultimi arrivati, con la modifica dei requisiti per le graduatorie di accesso agli asili nido e alle materne. Inoltre non mi sembra che gli immigrati siano esclusi, si parla di almeno di tre anni di residenza e si arriva al punteggio massimo con cinque, quindi parlerei di vera integrazione e non di scaricare esclusivamente i figli degli ultimi arrivati a carico sia degli italiani che degli immigrati integrati da diversi anni nel nostro comune. Per anni queste agevolazioni, per non parlare delle case popolari, sono state appannaggio esclusivo degli immigrati, anche se appena arrivati, col criterio del basso reddito e delle famiglie numerose, grazie a una scriteriata sinistra. Ora c’è un parziale riequilibrio, ma la Pecunia è ben lontana dall’averlo capito ovviamente. L’acredine in particolare del PD verso gli italiani, è stato uno dei motivi che ha portato alla clamorosa sconfitta di giugno, col PD stesso al minimo storico 15,30%, chissà quali record negativi vuole raggiungere la segretaria provinciale Federica Pecunia con la sua perseveranza. Comunque un grazie sentito da parte nostra. Sul tema è intervenuto anche Andrea Costa, capogruppo di “La Spezia Popolare” e consigliere regionale: "«I nuovi criteri lasciano inalterati i diritti delle fasce più deboli e protette – puntualizza Costa - Chiarito questo, riteniamo sia importante dare un’opportunità in più a chi nel tempo si è radicato sul territorio, in una vera integrazione cittadina, senza distinzione alcuna di provenienza. Con queste modifiche si sta parlando di vera integrazione nel contesto cittadino, che riguarda tutti coloro che scelgono di vivere nella nostra città, senza distinzione alcuna", dice il capogruppo, spiegando che verrà concesso un ulteriore punteggio alle famiglie residenti da più tempo. Tre punti in più per chi risiede in città da più di tre anni". Ancora l'ex sindaco di Beverino: "Ci sembra doveroso dare un’opportunità in più a chi ha deciso di vivere qui stabilmente: chi arriva alla Spezia, dai paesi vicini o dai posti più lontani del mondo, saprà che dopo tre anni potrà avere una possibilità in più. Non escludo che questo accada anche per altri settori di competenza comunale. Riteniamo che in questo modo si invogli la gente a restare, ad integrarsi realmente. Continua il consigliere: "Mi meraviglia l’atteggiamento del Pd, la sua non comprensione di quanto stiamo facendo che va nella direzione opposto rispetto alla discriminazione ma, anzi, punta ad una reale integrazione, assegnando una possibilità in più a chi vuole restare. D‘altro canto il Pd qui nella nostra città mi pare che su questo tema in passato, quando era alla guida della città, abbia abdicato, ad esempio confinando gli immigrati nel quartiere umbertino e ghettizzandoli: questo è quello che noi non vogliamo fare". Costa spiega po che le “fasce ISEE” non daranno più alcun punteggio ai fini dell’ingresso nelle strutture. Il loro unico scopo sarà quello di essere tenute in considerazione ai fini del calcolo dell’importo per il cofinanziamento delle rette da parte delle famiglie. La disponibilità economica di un nucleo familiare non determinerà più priorità di accesso, "Perché - dice - crediamo che la possibilità per un bimbo di frequentare l’asilo non debba essere messa in relazione con il ceto sociale, qualunque esso sia». Il consigliere ci tiene a tal propositi a sottolineare: «I nuovi criteri non mettono a repentaglio le fasce più deboli, protette per le quali tutto resta invariato - dice- Alla luce di tutto ciò, non capisco perché il Pd si lanci nell’ennesima polemica che non serve a nulla. D’altro canto le azioni a favore dell’integrazioni, fatte nei molti anni di governo della città, sono sotto gli occhi di tutti: forse in materia c’è molto da cambiare…. "

Anche la politica ligure si è interessata al tema ed Alessandro Puggioni, consigliere regionale Lega Nord Liguria, e Gabriele Vecchia, segretario Rapallo e S. Margherita Ligure – Lega Nord Liguria, auspicano che nelle rispettive città le amministrazioni seguano il modello Spezia "modificando i criteri di accesso agli asili nido, valorizzando, prima delle tabelle Isee, il numero di anni di residenza nel Comune e dando quindi precedenza ai nostri concittadini che da anni pagano fior di tasse e hanno contribuito allo sviluppo del territorio”.

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