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Spezialand, Pecunia: "Non c'è niente di divertente"

Il segretario provinciale del Pd replica al consigliere regionale Andrea Costa: "La città ha bisogno di lavoro, comunciamo da qui. Dobbiamo proseguire il percorso serio che quel tavolo ha già intrapreso".

Spezialand, Pecunia: `Non c´è niente di divertente`

La Spezia - Negli anni ‘60 sul nostro territorio si insediò la più grande centrale a carbone d’Italia.
Le battaglie di cittadini e amministratori locali hanno consentito in questi anni una parziale riambientalizzazione della centrale e un suo depotenziamento. Oggi siamo davanti a una delle sfide più grandi per la nostra città: poter decidere nuovamente il destino di circa 73 ettari del nostro territorio, che insistono su due comuni limitrofi e che da anni sono oggetto di interesse, critica e fonte di posti lavoro che necessitano, anche per il momento di crisi che il paese e la nostra città hanno attraversato, una alternativa seria in termini occupazionali oltre che ambientali. Da tempo ormai si parla di una prossima chiusura e per questo, per non arrivare impreparati a quella data, l’amministrazione comunale di Spezia ha aperto un tavolo con tutti i soggetti portatori di interesse, per condividere il percorso da scegliere per costruire tutti insieme un nuovo progetto di sviluppo sostenibile e che diventi un modello positivo di come si può affrontare, prima e non dopo, la riconversione di un sito industriale cosi ampio e così strategico, facendo prevalere idee innovative in ambito di energie rinnovabili , di green economy e di riconversione industriale. Lo studio di fattibilità assegnato a Enea nasce con questa esigenza: capire come potrebbe essere utilizzata quell’area perché dopo anni quel pezzo di territorio, posto in una posizione strategica tra il mare e le nuove infrastrutture, possa essere volano di un nuovo modello di sviluppo che tenga conto del progetto Future -E lanciato da ENEL e che permetta di tracciare la rotta di uno sviluppo che insieme veda protagonisti l’ambiente, il lavoro, si possa cioè trasformare quelle aree in un punto nevralgico accattivante per progetti e finanziamenti, che lo rendano davvero protagonista del futuro del nostro territorio.
Quelle aree, incastonate ormai in un tessuto urbano, hanno bisogno di essere completamente ripensate, ma altresì trovano nella vastità della loro portata la possibilità per il nostro territorio di creare un sito industriale ad alta innovazione tecnologica che abbia come principale obiettivo il rilancio dell’occupazione, della valorizzazione delle risorse presenti e sia in grado di creare l’interesse per quei settori nei quali abbiamo già maturato nel nostro territorio competenze e professionalità.
La città ha bisogno di lavoro. Cominciamo da qui.
Di questo ci dovremo occupare nei prossimi mesi, fondamentali per arrivare al 2019 con un proposta seria, che dia risposte ai cittadini, che tenga conto delle istanze di tutti i movimenti che in questi anni sono nati intorno al tema della centrale e che oggi finalmente hanno la possibilità di vedere nascere un futuro diverso nel cuore della città, ma che non sostituisca alle ciminiere una torre di Space Vertigo.
Non c'è niente di "divertente" nell'idea di Spezialand, idea cavalcata in questi giorni anche dal consigliere regionale Andrea Costa. Uno spazio giochi al centro di una discussione che investe i temi del lavoro mi sembra l'ennesimo tentativo per non dare risposte ai veri problemi della gente. Si tenga conto del tessuto industriale di questa città che ha bisogno di ossigeno e di prospettive non di giochi acquatici. Si investano energie nel proseguire il percorso serio che quel tavolo ha già intrapreso. Non stiamo decidendo dove andare in vacanza, dobbiamo decidere il futuro della nostra città e dei lavoratori.

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