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Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Agosto - ore 13.30

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Sorrentino: "Puc tronco". Si va verso la decadenza

L'assessore: "Manca uno studio idraulico per rispondere alle osservazioni. Abbiamo chiesto le risorse per farlo e sono arrivate solo ieri". Sui grandi contenitori commerciali: "Contrari alla desertificazione del centro, si valuterà caso per caso".

Sorrentino: "Puc tronco". Si va verso la decadenza

La Spezia - Il Puc spezzino adottato nell'aprile scorso all'ultimo giro di giostra dell'amministrazione di centrosinistra va verso la decadenza. Il prolungamento di quasi un mese e mezzo dei termini ultimi per la presentazione delle osservazioni alla Regione (passati da metà novembre al 27 dicembre) non sarà sufficiente per mantenere l'impianto normativo urbanistico costruito dagli uffici comunali e votato con non poco pathos dallo scorso consiglio comunale.
L'impressione di molti e i timori manifestati dalle attuali opposizioni e dalle associazioni ambientaliste di una fine ingloriosa per il corposo documento sembrano a un passo dal concretizzarsi. Il Puc venne bocciato dalla Regione già prima delle elezioni, con una richiesta di integrazioni tecniche che era stata etichettata dalla giunta Federici come un attacco politico, e oggi la fine di quella che tecnicamente viene definita una variante generalizzata sembra segnata.
A spiegarlo, senza in verità trarre conclusioni, è stata Anna Maria Sorrentino, assessore all'Urbanistica, nel corso della seduta della commissione consiliare competente che si è svolta nel pomeriggio. "Manca uno studio idraulico e senza quello non è possibile dare una risposta alle 250 osservazioni presentate, sia a quelle ammissibili che a quelle che non lo sono. Solo ieri abbiamo avuto notizia dell'arrivo delle risorse necessarie per svolgere lo studio". La conclusione del ragionamento l'hanno tratta le espressioni facciali dei commissari presenti in aula: in quattordici giorni lo studio non potrà essere pronto e il Puc decadrà.

Un botta e risposta che non è mai entrato nel cuore delle questioni, quello che si è svolto tra i consiglieri Guido Melley e Federica Pecunia da una parte e l'assessore dall'altra. Alle domande a sfondo politico le risposte sono state di contingenza tecnica ed è parso di assistere spesso a un dialogo tra sordi, col concetto di decadenza del Puc mai pronunciato, ma lasciato intendere. Dall'altra parte del tavolo, nella platea dei commissari di opposizione, sguardi di rassegnazione e in qualche caso stizza: "Avrebbero fatto meglio a ritirarlo, il Puc, sarebbe stato un atto politico più coraggioso", è il commento dei rappresentanti di centrosinistra a margine della commissione.

La seduta ha visto però anche la presenza delle associazioni di categoria invitate per una audizione passata quasi in secondo piano, di fronte alla volontà della minoranza di conoscere la posizione dell'amministrazione sulla questione. Anche perché la linea dei presenti, ovvero Ance, Confcommercio e Cna era già nota ai più.
Giampaolo Fregoso, in rappresentanza dei costruttori edili di Confindustria, ha ribadito che per l'associazione di Via Don Minzoni il Puc non deve essere "mero strumento urbanistico, ma una struttura normativa semplice nell'attuazione e incentivante". Sono quindi giunte le richieste di adesione al Piano casa regionale e alla riconversione dei sottotetti, per dare impulso alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, prevedendo incentivi volumetrici anche per chi prevede di intervenire nel miglioramento dell'antisismica e del contenimento energetico. "Per la mitigazione del rischio idrogeologico - ha proseguito Fregoso - non bisogna intervenire solamente con l'attività agraria ma anche abitativa e fondiaria, per garantire il presidio del territorio, mentre pensiamo sia da confermare la quota di aree a destinazione industriale".
"Dal Puc ci aspettiamo la possibilità di uno sviluppo economico e sociale. Occorre puntare al recupero demografico e in centro servono investimenti per la viabilità e la sosta", ha aggiunto Roberto Martini, direttore di Confcommercio, ribadendo un secco no alla realizzazione di nuovi poli commerciali al di fuori del centro storico. "Bisogna mantenere gli ambiti produttivi e il waterfront è un aspetto fondamentale, sul quale è opportuno mettere da parte ogni tipo di scontri. L'area Enel - ha dichiarato - sia decisamente votata al comparto produttivo e le aree militari che possono essere utilizzate, vengano messe a frutto per la città: ci sono spazi per parcheggi che potrebbero risolvere gli annosi problemi del centro".
Daniela Cappelletti, per Cna, ha posto l'accento sulla necessità di una maggiore flessibilità per i distretti produttivi, considerando di comprendere anche l'indirizzo commerciale per attrarre maggiormente la cittadinanza verso aree sempre troppo ai margini del tessuto urbano".

E' poi andato in scena il ping pong tra l'assessore Sorrentino e i due consiglieri di minoranza, con l'intromissione del solo Fabio Cenerini.
"Le carenze evidenziate - ha detto l'assessore nel suo intervento iniziale - non riguardano il consenso al Puc, ma aspetti di dettaglio. Per ragioni tecniche, come la corsa compiuta a fine legislatura e le tante osservazioni presentate, è difficile poter soddisfare la pianificazione urbanistica in modo equo e ragionato per prossimi anni. Stiamo valutando l'ipotesi di adottare varianti di salvaguardia per tutelare le colline, e sono già avviati i ragionamento su interventi in Costa di Murlo e a Valdellora. Il waterfront deve essere visto come disegno strategico e condiviso, tenendo conto di diversi aspetti che vanno dalla sostenibilità al lavoro, da quelli urbanistici a quelli turistici".
A Melley che chiedeva se si va verso modifiche alla variante generalizzata o modifiche al vecchio Puc, Sorrentino ha risposto che "le carenze sono più significative per quel che riguarda il vincolo idrogeologico, per carenza di fondi e per la fretta di concludere l'iter. Quindi il Puc è tronco. Abbiamo chiesto i finanziamenti per fare lo studio idraulico che necessariamente il Puc deve prevedere. E' notizia di ieri che abbiamo ottenuto le risorse per questo lavoro, vedremo".
Pecunia ha sottolineato che la perizia dell'Università di Siena che accompagna il Piano in discussione evidenzia il doppio dei movimenti franosi presenti nel Piano di bacino su cui si basa il Puc del 2003, tentando di far valere lo spirito di salvaguardia e attenzione al dissesto del documento adottato pochi mesi fa.
La discussione, rinverdita ancora dall'intervento di Melley, si è spostata quindi sul tema dei grandi contenitori commerciali, bloccati dal nuovo Puc. "Corriamo il rischio che ritornino praticabili, obbligatoriamente, per diritti acquisiti, praticabile come il polo commerciale nell'area ex Sio o nell'area ex Ip?", ha domandato.
"Siamo contrari a interventi del genere - ha replicato Sorrentino -, ma valuteremo caso per caso. Occorre flessibilità, come nel caso del polo nautico di refitting in via di realizzazione a Pagliari. Faremo norme specifiche, anche sulla base delle richieste che riceveremo. Di certo non vogliamo la desertificazione del centro".
A questo punto è intervenuto Cenerini: "Ci stiamo un po' prendendo in giro: minoranza e associazioni mettono le mani avanti su nuovi poli commerciali, quando ormai il peggio per i negozianti del centro è già stato fatto. Nel silenzio delle associazioni".
"Siamo sempre stati contrari", ha puntualizzato Martini, mentre Melley ha chiosato ricordando che il tema è caro a tutti, trasversalmente, e che è il caso di affrontare il presente e il futuro della città, al di là di quanto fatto prima.

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