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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Settembre - ore 22.18

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Sommovigo: "Panigaglia, scelta sbagliata: si pensi a smantellare l'area"

Intervista alla candidata all'uninominale del Movimento cinque stelle per la Camera. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Sommovigo: "Panigaglia, scelta sbagliata: si pensi a smantellare l'area"

La Spezia - Una laurea in Filosofia in tasca e una grande passione per la politica. Questa è Lucia Sommovigo, la candidata nel collegio uninominale per la Camera per il Movimento cinque stelle. "Ho sempre creduto nella democrazia partecipata e vivo l’esperienza politica come servizio. E’ stato il risveglio da un torpore, dall’abitudine a cui ci hanno assuefatto che ci fa lamentare senza far niente per cambiare le cose". Descrive così il suo avvicinamento al Movimento, al quale si è ripresentata con costanza dopo un periodo di stacco.

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"Ho la volontà di mettermi in gioco e di metterci la faccia nel promettere che il mio impegno sarà totale, che sarò trasparente e che rimarrò tra le persone. Sarò come tutti noi del Movimento cinque stelle un portavoce dei cittadini. Mi impegnerò affinché le cose possano finalmente cambiare rotta ma non solo a parole. La differenza con gli altri sta proprio in questo. Loro hanno avuto la possibilità di fare e non hanno fatto. Noi faremo quello che diciamo, lo abbiamo già dimostrato".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e della sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"In realtà in tutto, ma ovviamente ci sono delle priorità che in alcuni casi diventano addirittura urgenze. E’ assolutamente necessario, per esempio, mettere il territorio in sicurezza, impedire la cementificazione selvaggia, favorire la riqualificazione intelligente delle zone abbandonate o degradate, il recupero dei piccoli borghi dell'entroterra che sono un patrimonio della nostra provincia e che favorirebbero un turismo sostenibile.
In città è indispensabile la riqualificazione delle aree esistenti prima di tutto attraverso la necessaria bonifica e poi il loro riutilizzo dal punto di vista socio-economico-ambientale. Questo è un trinomio che guarda all’ambiente per favorire la buona salute, posti di lavoro e far rifiorire l’economia".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"In realtà basta guardare il volantino che distribuiamo noi del Movimento cinque stelle per capire la differenza con tutte le altre forze politiche. Sul nostro volantino sono stampati i 20 punti per la qualità della vita degli italiani. Un estratto del nostro programma. Ciò che andremo a fare una volta al governo. Noi per primi abbiamo sempre parlato con le persone faccia a faccia, siamo sempre andati tra la gente e continueremo a farlo anche dopo. Non ci sono mai interessati i giochi politici. Abbiamo un programma che è stato scritto dagli italiani ed è su questo che si concentra la nostra attenzione. I siparietti li lasciamo ad altri".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"Fino ad oggi, l’Italia è stata lasciata da sola ad affrontare e gestire le migliaia di persone che sbarcano nei porti italiani, mentre serve una vera cooperazione internazionale. È necessario agire, secondo me, su due fronti: ricollocazione dei richiedenti asilo distribuendoli in tutta la Ue (in quanto l’Italia non è il campo profughi d’Europa, come l’hanno trasformata il Regolamento di Dublino e l’accordo sui migranti con la Turchia); obiettivo sbarchi zero e stop al business dell’immigrazione.
Per raggiungere questi obiettivi, abbiamo bisogno di vie legali d’accesso (la valutazione della domanda di asilo politico deve avvenire nei paesi d’origine, di transito o di partenza); potenziamento delle commissioni che valutino in modo ordinato e preciso le richieste di asilo politico, attraverso 10.000 nuove assunzioni per valutare, in un mese, se un migrante abbia diritto a stare in Italia o no; cooperazione internazionale, cioè collaborazione fra stati per aiutare le aree più deboli del pianeta attraverso piccoli programmi di sviluppo agricolo, di formazioni professionale e programmi sanitari, in modo da eliminare le cause profonde dell’immigrazione. Riguardo alla sicurezza il M5S propone una riorganizzazione e un potenziamento delle forze dell’ordine alle quali, fino ad oggi, i vecchi governi hanno tolto progressivamente le risorse . Ripensiamo e rendiamo strutturale l’operazione “strade sicure”. Invece dell’esercito, la affidiamo alle forze dell’ordine, anche con 10mila nuove assunzioni. Prevediamo un potenziamento della ricerca e dell’innovazione legate alla cyber security. Invece sulla giustizia assumeremo 5mila amministrativi e 1.400 magistrati per rendere più efficiente e rapido il comparto.
Certamente l'antifascismo nasce in opposizione all'unica dittatura che abbiamo avuto in Italia ed è stato possibile grazie alla Resistenza. Soprattutto, è parte fondante della nostra Costituzione. Ma lo è in ragione di valori sempre attuali e oggi più attuali che mai come il rispetto degli altri a prescindere dall'etnia, dalla cultura e dalla religione, la tutela delle libertà fondamentali, la condanna della violenza, il contrasto al razzismo, alla sopraffazione, all'oppressione. Sembrano cose scontate, ma non lo sono.
Basti vedere l'odio che circola su Facebook e Twitter, la violenza di certe parole non meno grave di quella fisica, l'intolleranza sempre più diffusa verso idee e culture diverse, la tendenza generalizzante che deve sempre trovare un nemico.
Per questo noi del M5S pensiamo non sarebbe male riabilitare uno strumento politico semplice, ma sempre efficace, come quello dell’antifascismo, rivendicandolo, riconoscendo la sua forza, in opposizione a tutte le bruttissime comunità del risentimento che vedremo formarsi nel nostro futuro davvero troppo prossimo.
Antifascismo oggi più che mai significa tutela delle libertà, delle minoranze, senso di giustizia, di rispetto e di democrazia. A mio avviso questi valori sono in pericolo e non vederlo o non capirlo vuol dire vivere col paraocchi".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"Sulla variante a questo punto penso sia giusto finirla per rendere coerente il progetto complessivo che mira a spostare il flusso di traffico pendolare nella zona pedecollinare riducendo l'intasamento delle arterie cittadine.
Su Panigaglia riteniamo che la scelta del sito sia sbagliata e che quindi si debba pensare ad un suo progressivo smantellamento con i tempi adeguati considerata la strategicità dell'impianto. Nel frattempo siamo contrari a potenzialmente ulteriori dell'impianto anche in relazione al progetto Small Scale LNG presso il Terminal Gnl di Panigaglia. Riteniamo che tale scelta pur rispondendo a normative europee sulla promozione del Gnl nell'autotrazione e nel trasporto marittimo, sia inadeguata per un sito come il golfo di Spezia in quanto aumenterebbe inevitabilmente il rischio di incidenti nel golfo vista la già consistente presenza di traffico container, navi militari, trasporto sostanze pericolose e radioattive. Comunque al di là del futuro di questo impianto e del nuovo progetto di potenziamenti della capacità di stoccaggio del Gnl, ad oggi esiste anche un problema di verifica del rispetto della vigente normativa in materia di rischio di incidente rilevante per il rigassificatore di Panigaglia esistente. Ci riferiamo a aggiornamento rapporto di sicurezza, aggiornamento piano di emergenza esterno, aggiornamento documenti di coordinamento tra pianificazione urbanistica e presenza del rischio industriale dall'impianto (il cosiddetto documento di rischio da allegare al puc di Portovenere). Tutti questi atti non ci risultano aggiornati alla Direttiva Seveso versione III. Non solo non è chiaro se l'impianto di Panigaglia sia attualmente adeguato alla normativa sulle infrastrutture critiche al fine della prevenzione del rischio terrorismo".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"Sul futuro dell'arsenale militare penso che la questione non sia affrontabile strategicamente a livello locale, quindi sarà il nuovo governo in coordinamento con le nuove strategie di difesa nazionali ed europee a definire il destino di questa area enorme. E' indiscutibile che fin da ora però si potrebbe riaprire il confronto su una parte di questa area, ci riferiamo a quelle non utilizzate attualmente e legare questo confronto ad una revisione complessiva della pianificazione di costa attualmente troppo stretta tra container e presenza militare. In secondo luogo siamo comunque contrari a promuovere impianti stabili, nell'area dell'arsenale militare, di demolizione di navi militari, in quanto le aree possibili sono eccessivamente vicine alle zone residenziali densamente abitate. In terzo luogo occorre avviare da subito un confronto sulla bonifica delle zone inquinate a gestione della MM sia per i terreni (zone interne al sito di bonifica di Pitelli) che degli edifici per la presenza diffusa dell'amianto per il quale ad oggi non esiste un censimento sullo stato quanto meno di pericolosità per i lavoratori dell'arsenale ma anche dei residenti ad esempio Marola".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Nel nostro programma nazionale puntiamo sulla cosiddetta “Smart nation”, per arrivare alla quale occorrono un nuovo lavoro e lavori nuovi. Per fare questo, noi del M5S puntiamo su investimenti ad alto moltiplicatore occupazionale per creare nuove opportunità di lavoro e nuove professioni e su investimenti in nuova tecnologia, nuove figure professionali, internet delle cose, auto elettriche, digitalizzazione PA. Questo è applicabile anche alla nostra città, per cui, tenendo conto delle peculiarità del suo territorio, occorre da un lato attivare nuove professioni operanti nell’ambito turistico a largo raggio, dall’altro favorire le industrie che lavorino in modo sostenibile, attuando la “green economy”, che è la nuova frontiera economica per le generazioni del 2000. Io mi adopererei in questo senso, non solo da Roma, ma anche continuando ad ascoltare le istanze dei nostri concittadini per farne l’obiettivo del mio impegno".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Innanzitutto ci tengo a puntualizzare, anche se ormai è chiaro a tutti, che il nostro non è un partito ma un Movimento. Abbiamo sempre dato la priorità alle idee e mai alle poltrone. Abbiamo l’obiettivo di raggiungere il 40% per andare a governare da soli l’Italia. In caso ciò non si dovesse verificare, per noi sarà fondamentale una convergenza sui temi e tra l’altro molti di quei temi che sono stati i nostri cavalli di battaglia fin dall’inizio, ormai sono nei programmi elettorali di tutte le altre forze politiche, quindi non credo che per loro sarà difficile convergere su questi".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"Non crediamo che sia più il momento di uscire dall’euro, è un momento invece in cui l’Italia può e deve contare di più al tavolo dell’Europa con un peso maggiore come paese fondatore dell’Unione Europea. Vogliamo un dialogo ma vogliamo anche contare soprattutto a difesa delle nostre imprese e per risolvere il problema dell’immigrazione. Vogliamo una vera Ue, non una partita in cui tutti giocano sporco per ottenere più vantaggi. I Trattati vanno rivisti, a partire da quello di Dublino, e l'Italia deve avere la forza politica e l'autorità per farsi rispettare e far adeguare le regole in primis alle esigenze dei cittadini italiani, come già da tempo fanno Francia e Germania".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"Le nuove generazioni, più di altri non vanno nemmeno a votare. Questo è indice di una politica vecchia che per disinteresse e volontà non incentiva i giovani. Diventa difficile convincere a parole un giovane laureato a rimanere quando chi fino ad oggi è stato al Governo gli ha tolto la possibilità di un futuro, quando lo studio e il lavoro non sono più un diritto di tutti ma diventano un privilegio per pochi. Ed io ne sono l’esempio vivente. E’ proprio su questo che vogliamo intervenire, vogliamo che i giovani si sentano sicuri che nel loro bel Paese ci sia sempre posto per loro e i loro obiettivi. Si devono creare le condizioni reali di lavoro, reddito ed opportunità, perché i nostri giovani abbiano interesse a restare in Italia, a partire dalle grandi opportunità che offrono la green economy, le startup innovative e molte altre cose che si possono sviluppare solo in un Paese normale, combattendo corruzione clientelismo e interessi criminali".

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