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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 23.40

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Sms al Poletti sbagliato, omonimia tradisce Paita e Giampedrone attacca

L'assessore regionale: "Lavoratori vanno tutelati sempre". Lei: "Violata privacy. E io non parlo di bestie straniere". Cinque stelle: "Epic fail". Pucciarelli: "Chi di Facebook ferisce, di Whatsapp perisce".

Sms al Poletti sbagliato, omonimia tradisce Paita e Giampedrone attacca

La Spezia - Scontro sui generis tra centrodestra e centrosinistra. Da una parte l'affondo dell'assessore regionale Giacomo Giampedrone, dall'altra la difesa della capogruppo Pd in Regione Raffaella Paita, 'rea' di aver sbagliato - complice un'omonimia - il destinatario di un messaggio WhatsApp. Ma andiamo con ordine.
Tutto parte da un post Facebook in cui l'ex sindaco di Ameglia scrive: "Bisogna stare attenti a chi si inviano i messaggi, cara Paita! Passi che abbia scambiato il mio amico fraterno Giampaolo Poletti per il Ministro Giuliano Poletti e che da oggi in poi 'il doc' per me sarà sempre il 'Signor Ministro' ma vi rendete conto del livello di bassezza del PD in Liguria??? ....'Anche in vista delle elezioni sarebbe importante concederlo'. Ahi ahi cara Paita i lavoratori vanno tutelati sempre non 'anche in vista delle elezioni'! E quanto alla fretta di riunire al più presto un tavolo, non è esattamente la stessa premura che hai auspicato dal tuo Ministro. Un po' scorretto non trovate? Anche per questo, e per molto altro, l'undici giugno bisogna mandarli a casa". A chiarire le parole di Giampedrone arriva lo screenshot della whatsappata della discordia, comparsa sul display del dottor Poletti, incautamente scambiato consultando la rubrica con uno dei più brontolati ministri dell'esecutivo.
Nel messaggio di stamani Paita scrive al Poletti sbagliato che in consiglio regionale ci sono i lavoratori di Ericsson e che vogliono un incontro con il ministro per parlare in cassa integrazione. "Anche in vista delle elezioni sarebbe importante concederlo. Posso dire che li vedrai?", scrive Paita.

L'esponente Pd, a poche ore dall'attacco di Giampedrone, ha voluto fornire la sua versione con un comunicato: "Questa mattina un sindacalista mi ha chiamata per chiedermi di anticipare la discussione su Ericsson nella riunione dei capigruppo. E così mi sono subito attivata con il presidente Bruzzone, insieme al collega Muzio. Poi si è tenuto l'incontro nel corso del quale, in un clima teso, i lavoratori hanno chiesto di stimolare il governo a concedere un faccia a faccia per la cassa integrazione. Ho inviato un messaggio per chiedere l'incontro. Questa è la vicenda. Secondo il centrodestra dovrei vergognarmi perché ho scritto un sms al ministro Poletti per chiedergli di intervenire sulla vertenza Ericsson. Ma d'altra porte cosa dobbiamo aspettarci da gente che non ha mai difeso in  vita sua i lavoratori? Non ho mica parlato di “bestie straniere” o messo “mi piace” a chi chiedeva di mettere gli stranieri o i gay nei forni, come hanno fatto illustri esponenti della destra ligure. E se ho parlato di elezioni imminenti, nel mio sms, è solo perché non volevo – come infatti poi è accaduto – che il centrodestra strumentalizzasse la vicenda Ericsson per fini elettorali. Il mio unico errore è stato quello di spedire il messaggio al Poletti “sbagliato” (un omonimo del Ministro). Quando mi sono accorta dello sbaglio, ho inviato l'sms al Ministro del Lavoro. Credo sia mio dovere, come esponente dell'opposizione, fare di tutto per difendere l'occupazione sul mio territorio. Se per il centrodestra questo è sbagliato, allora sono loro che dovrebbero chiedere scusa. Naturalmente pubblicare sms privati (anche quelli in favore dei lavoratori) come il mio è una violazione della privacy e dimostra che la mia sensazione di 'strumentalizzazione politica' era del tutto fondata".

“Chi di Facebook ferisce, di Whatsapp perisce. Di quanto importi alla capogruppo del Pd Raffaella Paita dei lavoratori lo si vede dal contenuto del suo messaggino al Ministro Giuliano Poletti, inviato per sbaglio all’omonimo medico spezzino. Infatti, secondo l’esponente del centrosinistra, il Ministro dovrebbe incontrare i sindacati di Ericsson solo perché "in vista delle elezioni sarebbe importante". Non si gioca sulla pelle dei lavoratori. Men che meno in campagna elettorale. Paita si vergogni e chieda scusa”. Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale della Lega Nord Liguria, Stefania Pucciarelli. “Se oggi i dipendenti della multinazionale svedese e di altre aziende in Italia – ha aggiunto Pucciarelli - indipendentemente dal contratto e dal lavoro che svolgono, rischiano quotidianamente di rimanere disoccupati, è colpa della riforma del lavoro voluta dall’ex premier ed attuale segretario del Pd Matteo Renzi e del Ministro Poletti. Se in generale tutti gli accordi, in precedenza siglati tra Aziende, Sindacati ed Istituzioni oggi vengono considerati carta straccia, è colpa del Pd e del Ministro Poletti. Se oltre 100mila Italiani, solo nel 2015, risultano emigrati all'estero in cerca di lavoro, è colpa della disastrosa politica sul lavoro del Pd e del Ministro Poletti. Pertanto, Raffaella Paita dovrebbe vergognarsi per avere preso in giro, ancora una volta, i lavoratori”.

Nella diatriba s'è infilato anche il Movimento cinque stelle. Così in una nota i pentastellati liguri: "Uno scambio di battute da pelle d'oca che dimostra come le dita, spesso, siano più veloci del cervello e tradiscano la vera natura di chi scrive.Chi lo ha detto? Raffaella Paita, pochi giorni fa, stigmatizzando - giustamente - la vergognosa xenofobia social di Toti. La stessa Paita che oggi, con l'epic fail dell'sms al Poletti sbagliato, rivela la concezione cinica, calcolatrice e opportunistica che ha della politica e del ruolo delle istituzioni. Utilizzare i lavoratori di Ericsson in crisi occupazionale per un tornaconto politico-elettorale rivela la vera natura di un Partito Democratico che ha ormai perso ogni rapporto con la realtà, con i problemi veri dei cittadini e dei lavoratori, trattati come bieco strumento di propaganda. Ecco quanto valgono i lavoratori per il Partito Democratico. È questa l'idea di cambiamento che hanno in mente per i prossimi cinque anni a Genova?".

A stretto giro di posta è arrivato il commento del gruppo regionale Pd: "Sulla vicenda dell’sms inviato al Poletti “sbagliato” crediamo sia in atto un goffo tentativo di strumentalizzazione da parte del centrodestra, che dev’essere davvero messo male per attaccarsi a una vicenda come questa. Lo spirito con cui il nostro capogruppo ha inviato quel messaggio era sollecitare un intervento del Ministro, in una vertenza importante e difficile come quella di Ericsson. E ci chiediamo sinceramente cosa ci sia di male nel sollecitare un proprio rappresentante di governo a intervenire il più velocemente possibile in favore dei lavoratori, anche per evitare strumentalizzazioni elettorali come quelle che si sono puntualmente verificate. Ringraziamo comunque gli esponenti del centrodestra di aver segnalato la cosa, così la nostra capogruppo ha potuto mandare il messaggio al Poletti giusto".

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