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Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Maggio - ore 22.42

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Sinistra attendista, apre al M5S e non chiude al Pd

Gli incontri tra partiti e movimenti provinciali sono in corso da tempo per fare il punto in vista delle amministrative. Problemi di regolamento coi grillini, mentre in ottica Pd con il nome giusto...

Sinistra attendista, apre al M5S e non chiude al Pd

La Spezia - Potrebbero essere l'ago della bilancia. In un quadro politico tripolare, con distanze molto risicate anche pochi punti percentuali potrebbero essere sufficienti per cambiare la storia delle elezioni amministrative che si celebreranno nella primavera del 2017 alla Spezia.
Loro sono la sinistra, quell'insieme variegato di esponenti di partiti storici, come Rifondazione comunista, e di formazioni politiche più recenti, come Sinistra italiana. Passando per Sel, Possibile, Sinistra dei valori, Comunisti italiani... Realtà che cinque anni fa erano alleate con il Partito democratico che sosteneva il sindaco uscente Massimo Federici, ma che nel frattempo sono passate all'opposizione, come nel caso di Rifondazione oppure, e parliamo di Sel, sono scomparse dal panorama consiliare e amministrativo nonostante l'apporto decisivo per consentire al Pd di scongiurare il ballottaggio. Altri, invece, di quel Pd facevano parte, ma l'avvento di un leader ingombrante come Matteo Renzi li ha spinti ad uscire dal perimetro di un partito in cui la sinistra è passata a sentirsi da corrente a corpo estraneo.

In riva al Golfo questa mescolanza di anime sta attendendo il diradarsi delle nebbie che circondano il momento politico. La candidatura di Marco Grondacci per il Movimento cinque stelle sembrava poter dare il via alle danze, ma così non è stato. Troppo presto, per i partiti che - a differenza del M5S - arriveranno alle urne con la possibilità di stringere alleanze, per snocciolare nomi, programmi e strategie. Così all'attendismo di Pd e centrodestra si unisce quello della sinistra.
Tutti d'altronde, sanno che molto dipenderà dall'esito del referendum costituzionale. Se vincerà il no le magagne del Pd potrebbero far esplodere la situazione e i rapporti di forza e le strategie cambierebbero diametralmente.

Intanto da qualche tempo il mondo della sinistra ha iniziato a incontrarsi per valutare le varie ipotesi. Incontri ai quali hanno preso parte Michele Fiore e Lorenzo Cimino per Possibile, Massimo Lombardi, Jacopo Ricciardi, Chiara Bramanti e Edmondo Bucchioni per Rifondazione, Pier Luigi Sommovigo e Matteo Bellegoni per il Partito dei comunisti italiani, Emiliano Cerretti, Marco Azzarini e Andrea Ornati per Sel, Antonio Parrillo per Sinistra dei valori, l'ex Idv Aldo Sebastiani, l'architetto Linda Puccini, i giovani Damiano Moscatelli, Chiara Valenzano e Carlotta Salvatori... ancora non coinvolti al cento per cento, per motivi diversi, l'ex assessore Pd Alessandro Pollio, l'ex sindaco Giorgio Pagano e l'ex segretario provinciale di Sel, Lorenzo Azzolini. Un gruppo eterogeneo, al quale si sono affacciati anche esponenti dell'ambientalismo, del mondo della sanità e del sindacato.

Gli orizzonti possibili sono due, anzi tre.
Da una parte di guarda all'eventualità di ragionare sulle modalità di sostegno della candidatura di Grondacci, una volta che sarà ufficializzata dal Movimento cinque stelle. Uno schema che sembra praticamente impossibile da attuare a causa delle rigidità dei vertici nazionali sul tema "alleanze".
L'esperimento è già fallito per le Regionali, quando la sinistra puntava sul nome di Ferruccio Sansa da appoggiare insieme ai grillini, due gambe che poi avrebbero potuto correre insieme per l'amministrazione. Ma le nozze non si fecero.
Voltando lo sguardo dall'altra parte c'è il Pd. Tutti, singolarmente hanno espresso più volte l'intenzione di non ritornare ad allearsi con questo Pd, ma alla richiesta di confronto programmatico ricevuta recentemente da Federica Pecunia non si tireranno indietro.
Quello che può cambiare le carte in tavola, però, è il nome sul quale il Pd deciderà di puntare: la sinistra spezzina non vede nelle primarie altro che il modo per dirimere le beghe interne a Via Lunigiana e non accetterebbe mai di sostenere un nome di apparato. Quello che cercano è un nome di forte rottura col passato, una figura che possa essere una vera novità.
Al momento non sembrano esserci le condizioni per questa rivoluzione copernicana nei rapporti tra la sinistra spezzina e il Pd, ma una proposta in grado di mettere in crisi i delusi dagli ultimi anni di politica spezzina potrebbe fare il miracolo.
L'ultima opzione è quella di una lista civica composta in larghissima parte dal gruppo di giovani che si sono avvicinati negli ultimi mesi ai lavori che sono stati impostati in vista delle amministrative: under 30, laureati, dottorati, persone di cultura e di impegno civico, insomma, con le quali ragionare insieme all'associazionismo su temi come il Piano urbanistico comunale e le proposte per La Spezia 20.20, contenuti giudicati una buona base dalla quale ripartire.

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