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Sindacati uniti su SNAM Panigalia

La Spezia. Snam, una questione che unisce, almeno a livello sindacale. Se, infatti, per molte questioni aperte sul piano nazionale e locale notiamo un certa conflittualità tra sigle sindacali, su SNAM Panigalia l'accordo è totale.
Pubblichiamo la nota ricevuta dai sindacati:

"Le Organizzazioni sindacali provinciali, la RSU dello stabilimento GNL di Panigaglia e il personale hanno appreso dalla stampa che tutti i 3 enti locali interessati (Comune di Portovenere, Provincia della Spezia e Regione Liguria) sono intervenuti alla conferenza dei servizi tenutasi a Roma il 27 gennaio u.s. esprimendo parere negativo sul progetto di ammodernamento dell’impianto di rigassificazione.
Temiamo che qualsiasi siano state le motivazioni e le argomentazioni che abbiano accompagnato i suddetti pareri negativi, 3 no sono 3 no cari amici e compagni, e pesano come un macigno per noi lavoratori il cui destino lavorativo è appeso all’approvazione del progetto.
Nel Luglio 2008, dopo il pronunciamento del consiglio comunale della Spezia, peraltro non competente, i lavoratori e il sindacato sono scesi in piazza per richiedere un atteggiamento più responsabile da parte delle istituzioni e della politica.

In quell’occasione il Presidente della Provincia Fiasella ricevette il sindacato e i lavoratori assicurando loro che era impensabile che una provincia disastrata come la nostra dal punto di vista occupazionale mettesse a repentaglio ulteriori posti di lavoro.
In particolare il Presidente Fiasella affermò che, a fronte dei circa 7000 disoccupati della Provincia, non era pensabile aggiungere a tale cifra anche il centinaio di dipendenti di Panigaglia più i lavoratori dell’indotto.

Ebbene, quale traccia è rimasta di tali impegni assunti personalmente davanti ai lavoratori?

Purtroppo nessuna traccia, ci sono solamente i 3 NO che le istituzioni locali hanno portato a Roma senza neanche essersi degnate di considerare chi lavora tutti i giorni per:

assicurare l’approvvigionamento energetico al paese Italia, in un momento in cui la bolletta energetica mette in sofferenza sia le famiglie che le imprese. Per dovere di cronaca dal 1996 ad oggi sono state ricevute al terminale 1.000 navi.

assicurare l’unico rifornimento di gas naturale alternativo al gasdotto.

assicurare la sicurezza dell’impianto con grande impegno e professionalità garantendo l’incolumità della popolazione. L’impianto è in funzione dal 1968 e non si è mai verificato un solo incidente.

A fronte di questo impegno e di questi risultati, che sono sotto gli occhi di tutti coloro che non si voltino per non vedere, richiamiamo la politica e le istituzioni a riconsiderare urgentemente le proprie posizioni.
Se così non accadesse, le istituzioni e la politica locale si renderebbero unici responsabili di un’altra tragedia occupazionale sul nostro territorio: la chiusura di un’altra unità produttiva e la perdita di circa 150 posti di lavoro, con la conseguenza che altre 150 famiglie spezzine precipiterebbero nel dramma della disoccupazione e della povertà.

Siamo stufi di assistere a bagarre politiche sulla pelle dei lavoratori, che nessuno può utilizzare come merce di scambio per fini elettorali.
A questo scopo ci interroghiamo sull’atteggiamento assunto dalla Regione Liguria.
Anzi, oltre a interrogarci, vorremmo interrogare direttamente il Presidente Burlando, al quale chiediamo di rendersi urgentemente disponibile ad un confronto col Sindacato e i lavoratori di Panigaglia.

Siamo disponibili e pronti ad andare a Genova per incontrarlo, ma sarebbe ancor meglio se l’incontro si svolgesse a Panigaglia in modo che il Presidente Burlando possa rendersi personalmente conto della situazione, del fatto che l’impianto non rappresenta una minaccia per la popolazione e che tantomeno la rappresenterebbe se fosse ammodernato.
Contestualmente richiediamo analogo incontro al Presidente Fiasella e al Sindaco Nardini, massimi esponenti delle altre due istituzioni locali gravemente responsabili dei pronunciamenti negativi.

Ribadiamo inoltre che bisogna sgombrare la discussione, una volta per tutte, dai fantomatici e inconsistenti progetti di riconversione dell’area con miracolistiche ricadute occupazionali: in tanti anni di discussione non è mai emersa un’idea seria e convincente, solamente aria fritta.
Vogliamo tempi certi di risposta perché il tempo stringe.
Prima di vedere i posti di lavoro messi a repentaglio scenderemo in campo con ogni mezzo a nostra disposizione per far valere il nostro diritto al lavoro.


05/02/2009 19:00:00
redazione
















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