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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 08.00

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Sette assessorati e quattro nomi svelati, la squadra del M5S

Marco Grondacci, Stefania Giovando, Danilo Capellini e Daniela Marenco faranno parte della giunta grillina in caso di vittoria. Definito anche il nome per la delega alla Sanità e alle Partecipate, ma resta segreto sino alla fine.

Sette assessorati e quattro nomi svelati, la squadra del M5S

La Spezia - In linea con quanto previsto dal Movimento cinque stelle nazionale, anche Donatella Del Turco ha presentato questo pomeriggio i nomi degli assessori che comporranno la sua giunta in caso di vittoria delle elezioni da parte della lista pentastellata spezzina.
"I cittadini - ha spiegato la candidata - andranno alle urne sapendo già quale sarà la squadra con la quale intendiamo amministrare la città. Così facendo dimostriamo anche di essere un gruppo forte e di non dover rispondere, a differenza degli altri, a logiche derivanti dalle percentuali delle varie liste".
Nello snocciolare i nomi e le deleghe Del Turco si è soffermata sull'intenzione di costituire una Assemblea permanente con cittadini e associazioni da convocare per ascoltarne il parere e sulla necessità di dare "un impulso nuovo agli eventi, per far diventare Spezia una città turistica tutto l'anno". Un obiettivo che vuole essere centrato attraverso l'assessorato Spezia viva. "Le risorse?, ci chiedono in molti. Le otterremo anche dal risparmio e dalla gestione oculata del denaro, anche da parte degli assessorati", che saranno solamente sette.

A Del Turco, in qualità di sindaco, rimarrebbero le deleghe alla Sicurezza urbana, alla Protezione civile e alla Polizia municipale. Il vicesindaco, che verrebbe pescato tra gli eletti in consiglio oppure, se non ci saranno le garanzie sufficienti, selezionato tramite bando pubblico, sarebbero affidate le Politiche sociali (Politiche della casa, Politiche comunitarie, Promozione sociale, Ascolto dell'Assemblea permanente, Trasparenza e semplificazione e Pari opportunità).
Sono invece certi i nomi del giurista Marco Grondacci per le Attività produttive (Tutela dell'ambiente, Ciclo dei rifiuti, Ciclo delle acque, Porto, Lavori pubblici, Commercio e artigianato, Pesca e mitilicoltura, Lavoro e sviluppo economico, Energie rinnovabili, Fondi Ue, Aree militari e Area Enel), l'insegnante di Lettere in pensione Stefania Giovando per la Cultura (Pubblica istruzione, Servizi educativi, Università, Politiche giovanili, Sport e impianti, Gemellaggi, Biblioteche e musei e Innovazione e ricerca), l'architetto Danilo Capellini per la Pianificazione e lo sviluppo sostenibile (Infrastrutture, Pianificazione territoriale, Edilizia territoriale, Toponomastica, Piano regolatore generale, Edilizia scolastica, Urbanistica, Decoro urbano, Cura del verde e Mobilità e trasporto pubblico locale) e della funzionaria dell'Agenzia delle entrate Daniela Marenco per il Bilancio (Patrimonio, Contratti, Economato, Affari legali e Servizi cimiteriali).
L'assessorato Spezia viva (Turismo, Servizi demografici, Diritti degli animali, Festa della Marineria, Palio, Vola alla Spezia, Eventi e Rapporti con il consiglio comunale) verrebbe certamente ricoperto da un nome da individuare tramite bando pubblico.
E' stato previsto, infine, l'assessorato alla Salute (Partecipate, Sanità, Statistica e Gestione delle risorse umane) per il quale è anche già stato identificato il nome, che sarà però svelato solamente al momento dell'eventuale elezione. Il motivo lo ha spiegato la stessa Del Turco: "Trattandosi di una persona che appartiene alla società civile, vogliamo salvaguardarne il loro ruolo superpartes, evitando che al suo nome venga associato il nostro marchio, impedendogli magari di poter far parte della giunta nel caso che a vincere siano altre forze politiche. Si tratta d'altronde di un assessorato strategico, basta pensare alla situazione che stanno attraversando Acam e il sistema sanitario spezzino".

"La macchina comunale - ha spiegato Grondacci, che l'assessore lo ha già fatto per nove mesi negli anni Novanta - sarà gestita dalla giunta in maniera trasversale. Le deleghe che abbiamo previsto sono basate sulle funzioni di amministrazione attiva che il Comune ha.
Crediamo che sia poco utile prevedere un assessore alla Partecipazione, se poi i percorsi non vengono rispettati sino in fondo termine, come accaduto nella vicenda della Scalinata Cernaia - ha aggiunto criticando l'amministrazione uscente -. Questo però deriva anche da un limite di fondo, ovvero l'eccessivo potere acquisito da parte di un gruppo di dirigenti verso i quali vorremmo applicare una logica di cambiamento, di rinnovo, ovviamente nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Ruggia ha detto che non sapeva del taglio degli alberi, e questo è emblematico: abbiamo assistito a dirigenti forti, che governano, ma sono stati anche troppo deboli gli assessori".
Passando ai temi ambientali, Grondacci ha annunciato di voler imprimere una accelerata sul tema delle bonifiche, dalle alture di Pitelli alla parte a mare. "Non sono stati utilizzati tutti gli strumenti possibili da parte dell'amministrazione - ha detto -, e non vorremmo vedere il ripetersi di quanto accaduto nell'area ex Ip, dove l'unica parte in cui si è completata la bonifica (lasciamo perdere il commento sulle modalità), ha avuto un impatto negativo sul resto della città. E per quanto riguarda l'area Enel, prima di tutto va capito quanto è inquinata. L'aienda ha depositato lo stato di inquinamento al ministero, ma solo di una parte del terreno: bisogna fare una perimetrazione chiara, per evitare brutte sorprese".

"La cultura - ha commentato invece Giovando - è sempre stata considerata una Cenerentola. Con noi non sarà più così, e i posti di vertice saranno affidati solamente in base alla meritocrazia, e niente altro. Abbiamo preso contatti col Conservatorio, che è una eccellenza nazionale che vogliamo valorizzare. Io sono la figlia di Eugenio Giovando, che ha avuto un ruolo importante per questa città. Essere "figli di" non significa nulla, ma posso assicurare che la cultura è sempre stata una bandiera per la mia famiglia e per me".

Infine è stato ricordato che l'architetto Capellini si è occupato in passato di interventi per la città: fu infatti il proponente di un progetto di fascia di rispetto, insieme alla Compagnia dei lavoratori portuali, che prevedeva una barriera fotovoltaica per la produzione di energia elettrica da realizzare con un finanziamento del 70 per cento a fondo perduto da parte della Comunità europea. L'idea suscitò anche l'interesse di Acam, allora attiva anche nel settore dell'energia, ma non vide mai la luce.

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