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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Maggio - ore 19.19

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Senza il Golfo e le Cinque Terre, il Distretto per adesso è una promessa

Nervi tesi in commissione Turismo questa mattina, metà provincia rimane fuori dal nascente Distretto turistico. L'assessore Erba: "Un'adesione espandibile in corso d'opera".

Senza il Golfo e le Cinque Terre, il Distretto per adesso è una promessa

La Spezia - Come una sala giunta sa trasformasi in una fantozziana riunione di condominio. Succede spesso e probabilmente succederà ancora mano a mano che l'appuntamento elettorale della prossima primavera si avvicinerà. Ma intanto questa mattina durante la commissione sul distretto turistico presieduta da Paolo Carro, gli urli dei commissari si sono sentiti piuttosto forte. E chissà se quegli strepiti sono giunti sino all'attigua sala consiliare dove la vice-presidente regionale Sonia Viale ed i sindaci della provincia erano già da una mezz'ora intenti a confrontarsi sull'attesa conferenza sulla sanità. La più arrabbiata di tutte è senza dubbio la consigliera Maria Grazia Frijia che, già nella fase iniziale della commissione, spara a zero sull'assessore Luca Erba: "E' evidente che l'impostazione che l'assessore sta dando alla questione distretto turistico è sbagliata. Mi chiedo cosa si vuole promuovere se non c'è un perimetro chiaro, se i comuni di Lerici e Porto Venere non hanno aderito, se le Cinque Terre lo hanno addirittura contestato. Il distretto serve a dare visibilità ad un assessorato che non ha ancora messo mano alla nuova cartina della città dopo le proteste dei commercianti. La verità è che il treno l'abbiamo perso anni fa e con questo un sacco di soldi. Non c'è alla base un lavoro costruttivo, vedo continuamente delle marchette elettorali". Erba dopo una lunga premessa ha tentato di rispondere alle accuse: "Il distretto turistico è uno strumento giuridico varato dal governo Berlusconi nel 2011. Non potevamo rinunciarci, e il lavoro di Caleo da speranze per arrivare ad un decreto ad hoc dentro il 'milleproroghe'. Entro gennaio, sono ottimista, apriremo una finestra".

La questione naturalmente è un'altra e riguarda i rifiuti dei comuni più turistici della provincia: come si fa insomma a creare l'unione senza i luoghi più visitati? "Del distretto fanno parte tre regioni, Liguria, Emilia e Toscana, i comuni che ci vogliono stare, le imprese, i privati, le associazione di categoria ed i parchi - spiega Erba -, non è stato buttato via del tempo, ci sono stati diversi passi da fare e prima di me l'assessore Angelicchio ha lavorato per arrivare ad un certo punto. Dobbiamo farlo a maggior ragione che oggi non esiste più un'istituzione programmatica come la Provincia. Ad oggi c'è una lettera d'intenti recapitata al Ministro Franceschini, firmata da 52 comuni, dai parchi di Montemarcello-Magra, Apuane, Appennino tosco-emiliano, Cna, Confartigianato, Confesercenti mentre registriamo un'apertura da parte di Confcommercio. Un'adesione espandibile anche in corso d'opera". D'accordo, ma le defezioni sono eccellenti, tanto da non poter creare proprio niente senza: "Ho avuto un incontro coi sindaci delle Cinque terre, con i quali si è concordato che in questo periodo loro inizieranno una programmazione interna per una migliore costruzione dell'unione dei comuni, oggi abbastanza asimmetrica. Contestualmente stanno rivedendo la riforma dell'Stl in un coordinamento dei comuni e associazioni. Le Cinque Terre hanno un'economia unica, da difendere: ci saranno delle difficoltà nei prossimi anni nel gestire i flussi, nel rapporto cittadini-turisti. Ma ci saranno anche loro, con gradualità".

E' sugli altri comuni del Golfo che Erba perde lievemente l'aplomb, riconoscendo una certa freddezza: "I sindaci su questo argomento dimostrano di non avere cultura di governo - attacca l'assessore -. Eppure ci siamo incontrati tante volte. Cozzani non si è nemmeno più riproposto, sparito completamente dopo che eravamo rimasti d'accordo per ritrovarsi. Paoletti invece ha dato la disponibilità di stare nel tavolo tecnico ma non manda alcuna lettera per confermare. Ricordo che inizialmente voleva costruire un distretto del solo golfo mentre le condizioni odierne necessitano di andare su modello diverso. Diciamo la verità, scontiamo la fase elettorale, le asimmetrie del colore politico".

Tutti d'accordo i consiglieri-commissari sulla necessità di fare qualcosa. Ma per fare sistema bisognerà davvero coinvolgere le Cinque Terre, superare i loro pregiudizi cronici, senza prevaricare le rispettive identità e magari guadagnandosi sul campo il ruolo di centro turistico di un'area vasta che ad oggi non esiste per nulla. Alla concretezza fa riferimento il consigliere Paolo Petri: "Dobbiamo entrare nel merito della proposta dell'assessore, superando la facile polemica sulla cartina o sulle decretazioni che sono necessarie per raggiungere l'obiettivo. Essere un distretto nazionale è fondamentale e se oggi mancano alcuni interlocutori anche di una specifica importanza, credo che compito della proposta politica sia anche quello di indicare una strada, un percorso, dove alcuni colgono immediatamente la freschezza dell'idea, altri se vorranno potranno coglierla più avanti, ma l'importante è arrivare in fondo. Siamo abituati a ragionare con il metro dell'immediatezza, del risultato utile a breve, quando invece ci sono meccanismi anche economici che si sviluppano nel medio se non nel lungo periodo, e a pensarci bene anche certe aree del nostro paese, che fino agli anni 70/80 erano considerate zone abbandonate, senza prospettive, oggi proprio grazie a quell'abbandono e al
lavoro incessante e tenace degli uomini diventano zone preziose e appetibili, questo è quello che sta accadendo. Del resto cosa sarebbero oggi le Cinque Terre, se non ci fossero stati i contadini che hanno strappato con le loro mani fazzoletti di terra costruendo un sistema di muretti a secco (un sistema di regimazione idrogeologica unico nel suo insieme) su cui piantare dei vigneti che ci hanno resi unici nel mondo? Sarebbe una falesia, bella e aspra ma come ce ne sono tante in giro per il mondo, mentre invece è unica. Una fragilità unica e se non si continua in una manutenzione giornaliera è destinato nel giro di pochi anni a scomparire; ricordiamoci che in circa 30 anni si è perso circa il 50% del territorio terrazzato con un vistoso avanzamento del bosco. Lo stesso ragionamento si può fare per le cave di marmo, piuttosto che le grandi opere della Toscana. Alzare lo sguardo, visto che ci troviamo al centro di un fortunato sistema di Aree Metropolitane. Offrire una visione turistica a tutto tondo nella quale possano trovare valorizzazione alcune perle della nostra zona, la fascia costiera da Tellaro a Bocca di Magra con gli spiaggioni di Tellaro e la rinomata spiaggia di Punta Corvo (una delle spiagge più belle d'Italia), oppure la zona della Marosa dove ci si affaccia in un immenso blu di una emozione unica. Ecco possiamo offrire un insieme di proposte turistiche che valorizzano in maniera positiva il nostro territorio".

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