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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Gennaio - ore 15.42

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Sel si scioglie in Sinistra italiana. Comunali: tutti uniti, senza simboli

Sabato l'assemblea che devreterà la chiusura del partito e l'ingresso nella nuova forza politica. In vista delle amministrative i partiti di sinistra si riuniscono da tempo, strizzando l'occhio al mondo civico e al Movimento cinque stelle.

Sel si scioglie in Sinistra italiana. Comunali: tutti uniti, senza simboli

La Spezia - Dopo nemmeno sette anni di vita chiude i battenti Sinistra ecologia e libertà, il partito nato il 20 dicembre del 2009 dalla fusione di quattro movimenti e da sempre sotto la guida di Nichi Vendola.
Sabato 10 dicembre, infatti, si svolgeranno in tutta Italia le assemblee delle federazioni provincia, per la ratifica del documento con il quale il leader annuncia l'intenzione di porre fine all'avventura di Sel per confluire in un nuovo soggetto politico, più ampio e indipendente rispetto al centrosinistra. Nella fattispecie la casa di gran parte degli oltre 3.000 iscritti a livello nazionale sarà Sinistra italiana, il partito dei fuoriusciti dal Pd che ha dato vita a un gruppo parlamentare proprio con l'ormai ex partito di Vendola.

Niente a che vedere con il Campo progressista teorizzato oggi dall'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, con il quale i rappresentanti spezzini di Sel non sono per niente d'accordo.
"Sel nasceva come partito alla sinistra del Pd nell'ambito di una coalizione di centrosinistra - spiegano Andrea Ornati ed Emiliano Cerreti, segretario provinciale e comunale di Sel -, mentre Sinistra italiana ha l'obiettivo di essere l'aggregatore dei partiti di sinistra, autonomo dal Pd. Si tratta di un nuovo soggetto che non vuole essere la sommatoria delle classi dirigenti dei partiti precedenti, ma vuole partire da chi negli ultimi anni è rimasto emarginato, escluso, senza rappresentanza. Bisogna invertire le politiche degli ultimi governi, dare lavoro, combattere la povertà e rivedere il sistema dei contratti. Sinistra italiana è aperta il più possibile, vuole coinvolgere tutti, anche movimenti e associazioni".
Se per Pisapia il risultato del referendum ha creato le condizioni per il dialogo tra la sinistra e il Pd, a patto che si interrompa l'alleanza con Alfano e Verdini, per gli ex Sel in questo momento in ottica di alleanze non c'è niente di più lontano del Pd.
"Dentro al Pd c'è una grossa parte di compagni, ma abbiamo una enorme difficoltà ad aprire a Renzi: i giovani e i meno abbienti hanno votato un no forte", spiegano.


"L'esperienza spezzina e ligure degli ultimi anni ha preparato la strada per questa rivoluzione: partendo dalle esigenze dei territori dobbiamo andare avanti con una idea di sinistra, per affrontare problemi che ritornano quelli di una volta. Nel caso spezzino è dal 2014 che lavoriamo insieme alle altre forze di sinistra, per una collaborazione che è divenuta esempio. Dalle Provinciali alle Europee, per proseguire con le Comunali di Arcola e Follo, dove ci siamo presentati come alternativa al Pd. E lo stesso è avvenuto a Lerici, dove siamo ripartiti da una base di valori contenuta in un programma elettorale fatto attraverso l'ascolto. Abbiamo ottenuto il 20 per cento, nonostante la presenza di altre liste di sinistra (come quella di Emanuele Fresco - Ndr) e abbiamo eletto un consigliere. Inoltre Rete a sinistra alle Regionali ha ottenuto un buon 10 per cento, ed è rappresentata in consiglio. Il caso lericino, in particolare, è quello che costituisce lo schema da seguire, anche per le amministrative spezzine del 2017", concludono Cerreti e Ornati, affiancati dal segretario Sel di Lerici Giacomo Pregazzi e dall'ambientalista Franco Arbasetti.

Se Sel, che conta in provincia 150 iscritti, si scioglie dentro Sinistra italiana, che a livello locale è rappresentata da Nicola De Benedetto, membro del coordinamento regionale, da parte degli altri partiti non viene fatto mistero di vivere con maggiore resistenza l'ipotesi di una vera e propria unificazione sotto un unico simbolo.
"Ma lavoriamo di prospettiva, tutti insieme, come una squadra. Da mesi - spiegano i vertici di Sel - ci incontriamo con gli altri partiti in vista delle amministrative spezzine. Dialoghiamo con Possibile, Rifondazione comunista, Sinistra dei valori e i Giacobini del golfo, Sinistra italiana... Lavoriamo per arrivare con una proposta unitaria e con una lista credibile, sopra la quale non mettere nessun cappello".
Nello scenario cittadino ci sono altri soggetti politici che ruotano intorno al mondo del civismo di sinistra, e l'effetto Fresco potrebbe essere portato da Giulio Guerri.
"Abbiamo invitato anche lui ai nostri incontri e all'assemblea pubblica di sabato pomeriggio: Guerri ha svolto in questi anni un percorso di opposizione che riteniamo compatibile con la nostra idea". Quale sarà il nome del candidato sindaco, per il momento, non è ancora chiaro. Certamente si andrà su un nome civico, come sostenuto più volte anche dallo stesso De Benedetto: Grondacci sembra ormai fuori dai giochi, circola la voce dell'avvocato Daniele Granara, così come alcuni allungano l'occhio sperando che rispunti Alessandro Pollio. Tutti nomi possibili, ma per ora nessuno sembra concreto, e se ne potrebbero aggiungere altri.
La sinistra entrerà in gioco con una lista che sarà la più ampia e rappresentativa possibile, senza simboli di partito. "Vogliamo proporre un disegno alternativo, fatto anche di politiche di sinistra che possano combattere il rigurgito di destra che c'è nel mondo e in Italia. E' l'unica risposta possibile".

Resta da definire meglio il rapporto con il Movimento cinque stelle spezzino: "Una parte dei loro programmi sono gli stessi della sinistra. In termini elettorali vedremo, dal punto di vista politico è evidente che non sono un blocco unico, c'è una linea dettata da grillo. Ma la vicenda di Marco Grondacci esemplifica le spaccature che sono presenti nel M5S a livello regionale. Inoltre conosciamo bene i consiglieri spezzini e Francesco Battistini: con loro ci sono ottimi rapporti. Una alleanza è più probabile con loro che con il Pd. Ci avevamo pensato al tempo della candidatura Grondacci, e non lo escludiamo a priori. Nel frattempo li invitiamo a venire al centro Allende alle 17.30 di sabato 10 dicembre, per parlare del futuro della città".

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