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Ultimo aggiornamento: Domenica 28 Maggio - ore 23.10

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Ruggia ha già tutto in testa: "Ecco la città che vorrei"

Il candidato comunista è il primo a presentare il programma: "Giardini al posto di Viale San Bartolomeo, stazione crociere in calata Malaspina, darsena ai carbonili Enel, ciclabile per le Cinque Terre. e una spiaggia con piscina alla Morin".

Ruggia ha già tutto in testa: `Ecco la città che vorrei`

La Spezia - Si parte da un doveroso ricordo. Quello di Marco Rossi Chiocca, ennesimo recentissimo morto sul lavoro deceduto ieri a Ceparana. Prima di tutto, della presentazione del programma di Cristiano Ruggia, vice-sindaco uscente, che ha scelto di uscire dalla composizione di centrosinistra per correre da solo con la lista Progressisti per Ruggia, nella sede di Via Parma del Pci, si inizia con un accorato minuto di raccoglimento per le troppe morti sul lavoro. Ed è Pierluigi "Gipo" Sommovigo, segretario comunista, ad introdurre la conferenza stampa di proposte e distinguo, con un pensiero politico da consigliere uscente: "Mi sono battuto per avere dei comitati di quartiere, mi rammarica non essere riuscito nell'intento, secondo una vera logica di partecipazione. Solo così si può elevare la politica, non possono bastare i mezzi tecnologici, i social network. Altro rammarico è non essere riuscito nella battaglia per ottenere un regolamento sugli appalti per le imprese, clausola sociale e garanzie fideiussorie per il pagamento dei lavoratori, comprese. Anche per questo mi sono dimesso dalla terza commissione. Il senso di questa candidatura? Noi siamo consapevoli che senza l'unità delle sinistre non andiamo da nessuna parte: col Pd così come con le altre forze. Volevamo e vogliamo puntare a risolvere i problemi della città, abbiamo proposto una candidatura e siamo certi di una cosa: senza comunisti non solo non c'è sinistra ma anche centrosinistra".

Falce e martello, terrorismo, Guido Rossa. "Ecco perchè non stiamo coi cugini del Prc". "Una città protesa sul mare coi piedi ben piantati per terra". Cristiano Ruggia inizia dall'esplicitazione dello slogan guida della sua campagna, con un programma di quaranta pagine che contempla, nella sostanza, la ragionevole possibilità di fare cose grandi che siano tuttavia realmente realizzabili. "I problemi non si risolvono con le facili promesse", dice Ruggia, alludendo alle proposte dei suoi competitors, alcune davvero ardite, altre prive di ogni logica di realizzabilità. Ma prima di questo Ruggia è chiamato a rispondere delle scelte del Pci che, dopo mesi di discorsi ed incontri, non ha trovato un accordo con Rifondazione Comunista, per unire le forze intorno ad un candidato unico: "Non è soltanto una divergenza riguardante la candidatura. Coi cugini del Prc ci sono rapporti cordiali, ma il percorso iniziato ad ottobre, con tanto di lettere d'intento, non ha trovato il suo compimento. La falce e martello nel simbolo? Il comunismo ha dato una grande aiuto alla democrazia italiana, ricordo gli anni '70, quelli del terrorismo, quelli di Guido Rossa. Noi ne siamo orgogliosi e portiamo avanti le basi valoriali di quella storia".

"Spostare Viale San Bartolomeo, stazione crociere in calata senza raddrizzamento del molo Italia. E sciorinando il programma, Ruggia non può che partire dal lavoro, dalla necessità di uscire dalla logica del massimo ribasso, dalla clausola che garantisca la continuità lavorativa: "Nella fattispecie proponiamo di costruire un vero e proprio polo della navalmeccanica: università, industrie, Difesa tutte insieme. All'area Enel deve rimanere una vocazione industriale con servizi correlati e subito la bonifica con l’impiego degli operai dell’indotto. Per ciò che concerne l'Arsenale fondamentale dare il via al piano Brin e riaprire la scuola allievi operai". Ruggia passa in rassegna i vari punti del suo programma iniziando a mettere sul tavolo idee riguardanti lo sviluppo della città, a cominciare dalla cosiddetta blue economy: "Potenziamento dei binari in primis e poi un'idea nuova: trasferire viale San Bartolomeo dieci metri verso mare, oltre il muro doganale attuale, (spazio ceduto come fascia di rispetto) e nella attuale sede stradale del viale un grande parco verde attrezzato. A Fossamastra attuare, secondo l’ultimo progetto dell’Ap, una fascia larga. Mitigazione rumore ed elettrificazione delle banchine, costante verifica delle polveri dell’inquinamento acustico, e una sua rappresentazione di facile e immediata comprensione dei dati rilevati, accessibile a tutti". Su primo bacino e water-front: "Calata Paita libera da moli, come prosecuzione della passeggiata Morin, no al raddrizzamento del molo Italia. Solo così si supera il limite più grande della Spezia: una città di mare senza un affaccio importante sul mare, e una grande piscina con spiaggia. Il primo bacino deve rimanere a destinazione urbana e crocieristica. E a proposito di crociere, stazione in Calata Malaspina per fare prima e un no chiaro e deciso a grattacieli, residenze, a favore invece di luoghi pubblici con i soldi risparmiato dal molo crociere, circa 28 milioni di euro". Altre opere possibili: "La metropolitana leggera è possibile, è fattibile tecnicamente come ha ribadito anche Rfi, incrementare il tpl in città. Realizzazione pista ciclabile verso le cinque terre. Realizzare il progetto “arco e le frecce”. sviluppare ipovie. Eliminare il transito degli autobus da piazza verdi".

"Una darsena ai carbonili Enel, no all'albergo al Classico". Impossibile non valutare l'impatto della nautica, uno dei settori traino dell’economia spezzina: "Si può realizzare una grande darsena nei carbonili Enel e connesso canale navigabile. Nella medesima ottica penso alla ricollocazione delle marine comunali alle ex casermette con annesso canale navigabile, al Muggiano il molo Rossetti pubblico, la cosiddetta nautica sociale alla foce del Lagora, il molo Enel di levante pubblico, pontili sociali a Marola come da master-plan, mantenimento circolo velico, canottieri, e Assonautica nelle attuali sedi, realizzazione della famosa “digabeach” nel varco levante della diga". Ruggia parla anche di una collaborazione tra industria, università, ricerca e formazione, del rilancio della scuola “Duran de La Penne” e si dice contrario alla chiusura di scuole e asili in collina. Poi in qualche modo risponde "picche" ad Ance e alla proposta di trasferimento del Liceo Costa ad altra sede per realizzare un albergo in piazza Verdi". Un unico assessorato tra turismo, cultura commercio, in modo di favorire il coordinamento delle azioni dei vari settori. Ruggia insiste molto su questo aspetto e pensa a due nuovi parcheggi, a Porta Sprugola e 2 giugno. Rispolvera l'idea di portare anche lo scalo ferroviario di Migliarina la stazione di partenza e arrivo alle Cinque terre, favorendo lo sviluppo delle affittacamere anche in quei quartieri: "Pensare le colline come un parco, col sistema dei forti, le mura, e la possibilità di creare in Valdurasca un'eccellenza del tempo libero. Lavorare affinché le escursioni e le visite alla città sul nostro territorio diventino “pacchetti” venduti a bordo delle navi creando una proposta concreta. E per quanto riguarda il turismo museale, il Camec può dedicare un piano alla esposizione permanente delle opere di proprietà comunale. Valorizzare la rete dei musei cittadini estesa anche al museo tecnico navale (attuare il progetto di ampliamento compresa la musealizzazione del sommergibile), sviluppare il turismo congressuale e legato alla cultura es. archeologia". Sul commercio, partendo dalla necessità di fermare la proliferazione delle grandi strutture di vendita, Ruggia pensa ad un aiuto ai negozi di quartiere che sono fondamentali presidi di zona.

Un concorso per il restyling di Piazza Beverini. Fra le tante suggestioni, Ruggia ricorda la necessità di chiudere negozi e centri commerciali per le feste religiose e civili (comprese 25 aprile e 1 maggio, 2 giugno), la priorità alle manutenzioni, la riorganizzazione del settore con divisione delle funzioni. "E’ giunto il momento di lavorare prioritariamente al comparto manutenzione della città. Una casa delle associazioni, un concorso di idee per restyling per giovani professionisti di Piazza Beverini, un ostello nell’ex orfanotrofio Garibaldi. Adattamento della galleria dei Buggi che porta verso Monesteroli da progetto dell’ ing. Franco Ferrari. Riqualificazione del parco della rimembranza e “anfiteatro” di viale Alpi". In merito alla mobilità il candidato comunista mira alla realizzazione di parcheggi scambiatori dentro all arsenale presso porta Sprugola, e quelli previsti dal Puc vicino a Mardichi e in prossimità delle discese della variante Aurelia: "E poi una pista ciclabile complanare alla litoranea per arrivare alle Cinque Terre, il grande intervento sulle periferie del bando nazionale: Canaletto, Fossamastra e Pagliari: fognature, nuova area verde, centro sociale intergenerazionale, nuova sede Tarros e conseguente eliminazione dei container, nuova area camper, valorizzazione della batteria Valdilocchi. Realizzazione di nuovi ascensori pubblici di collegamento nel quartiere nelle periferie. Aumentare i fondi per il superamento delle barriere architettoniche, sottopasso piazza Saint Bon per eliminare le code del traffico veicolare su via Fiume. Un nuovo coc in via Costantini e nuovi e adeguati locali per volontari e operai, gestone in tempo reale dell’emergenza". Sulle case popolari Ruggia parla di un nuovo bando di assegnazione, un bando dedicato per padri separati: "Serve implementare un fondo salvasfratti, non vendere le case comunali. E poi un campo a undici al posto del galoppatoio del Montagna, una pista di pattinaggio dedicata alle rotelle, la progettazione di una struttura di sport da ring. E per lo stadio Picco un discorso semplice: deve rimanere dove è proporre nuova convenzione con società per ampliamento e coperture. Realizzare infine la casa del palio nella ex sede delle Dogane".

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