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Regionali Liguria, il voto online sull’alleanza M5s-Pd è già motivo di discussione

Salvatore ammonisce: "Chi oggi pensa che chiedendo il voto su Rousseau ottemperi al regolamento previsto per le Regionarie, sta sbagliando".

"c'è una postilla"
Regionali Liguria, il voto online sull’alleanza M5s-Pd è già motivo di discussione

La Spezia - Che cosa significa chiedere una votazione sulla piattaforma Rousseau, lo strumento di concertazione del Movimento Cinque Stelle? Un tema che ci interessa da vicino visto che la regione Liguria rinnoverà a maggio i suoi organi di governo e ad oggi si attende la fumata bianca o nera della possibile alleanza tra i pentastellati e il Pd in funzione di un candidato presidente condiviso da opporre a Toti. C'è ottimismo perché il matrimonio alla fine si faccia ma Alice Salvatore, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al consiglio di Via Fieschi, frena: lei è sempre stata contraria a questa intesa, diversamente da Roma dove probabilmente la stessa esperienza del governo Conte bis ha avvicinato le parti, a stretto contatto tutti giorni da mesi. "Le regole delle regionali per il 2020 parlano molto chiaro: c'è una postilla, un comma, che specifica come dopo l’elezione - tramite votazione online - del candidato presidente, il capo politico si riservi, in conformità con il voto del 25 e 26 luglio 2019, di valutare altre possibili strade sia per proporre un candidato presidente diverso da quello scelto dagli iscritti, sia per una possibile alleanza con liste civiche: no partiti".

Salvatore insomma la mette su una questione di regole che vieterebbero al movimento alleanze coi partiti: "Con la votazione del 25 e 26 luglio 2019, noi come MoVimento 5 Stelle, per la prima volta, ed eccezionalmente, abbiamo aperto alla possibilità di valutare (ma senza nessun passaggio obbligato), possibili alleanze elettorali con liste civiche “pure”. Cioè assolutamente non con i partiti, e questa possibilità è stata inclusa all'interno del regolamento per le Regionarie 2020 per la Liguria. Difatti, dopo l'episodio dell’Umbria, che trovo sia semplicemente un errore da non ripetere, ci fu una presa di posizione netta e ufficiale sul Blog delle Stelle che è il nostro esclusivo organo di comunicazione politica ufficiale: in data 28 ottobre 2019 è stata ribadita quella che da sempre è la linea politica del MoVimento 5 Stelle: noi costituiamo e costituiremo sempre il terzo polo, andando oltre il bipolarismo della finta destra e della finta sinistra. E non ci alleeremo più, a livello elettorale, con i partiti".

Secondo Salvatore la possibile apertura alle liste civiche del voto di luglio, non significa affatto un'apertura al cosiddetto patto “civico”, che dovremmo piuttosto chiamare patto “politico”: le liste civiche sono liste formate da comitati, da cittadini liberi che non hanno tessere di partito e che non sono supportati da nessun, né implicitamente né tantomeno esplicitamente. "Le vere liste civiche sono spontanee: ce ne sono poche, è vero, però esistono. Quindi è possibile, di territorio in territorio, valutarne i programmi. La facoltà straordinaria che si riserva il capo politico di proporre un’ulteriore votazione su Rousseau dopo la votazione del candidato presidente, serve, molto banalmente, per poter sottoporre agli iscritti le eventuali liste civiche che il candidato presidente del MoVimento 5 Stelle intende raccogliere sotto di sé; oppure per riservarsi, in qualità di capo politico, la possibilità di proporre un candidato esterno che raccolga sotto di sé il MoVimento 5 Stelle: in nessuna di queste due opzioni è mai contemplata la compresenza di partiti politici. Perché il regolamento delle Regionarie 2020 per la Liguria si rifà alla sola ed eccezionale possibilità aperta con il voto del 25-26 luglio 2019".

Nel caso particolare il capo politico apre ad una ulteriore votazione su Rousseau per far valutare agli iscritti le liste civiche eventualmente individuate dal candidato presidente del MoVimento 5 Stelle, o per proporre agli iscritti un candidato presidente esterno che raccolga sotto di sé il MoVimento 5 Stelle, la votazione si fa a livello regionale tra gli iscritti della regione interessata, come specificato nel Regolamento delle Regionarie 2020. "Chi oggi pensa che chiedendo il voto su Rousseau ottemperi al regolamento previsto per le Regionarie, sta sbagliando. Non è così. Chi propone di fare il voto su Rousseau immaginando che sia per una scelta per una possibile apertura all’alleanza elettorale che includa al suo interno anche il partito democratico (cosa incredibile anche a dirsi per me), propone qualcosa di assolutamente NON previsto dal regolamento delle Regionarie, non previsto dal nostro Statuto, dalla nostra linea politica, dai nostri principi e da quelle che sono da sempre le posizioni del MoVimento 5 stelle.

In questi casi allora cosa succede? "Certamente è possibile provare a richiedere al capo politico una votazione che vada al di là delle regole, al di là dello Statuto e quant’altro, ma in questi casi significa che si va in deroga a quanto previsto, allora la votazione - al contrario di quanto previsto nel regolamento per le regionali - non sarebbe più circoscritta alla sola regione di appartenenza, ma sarebbe estesa a tutti gli iscritti del MoVimento 5 Stelle, sarebbe cioè una votazione nazionale data la sua eccezionalità (come lo è stata la votazione per l’Umbria, come lo è stata la votazione per l’Emilia Romagna). Non sussisterebbe più il principio della territorialità perché si propone qualcosa che non è previsto dai nostri regolamenti e che sovverte e scavalca la posizione ufficiale del MoVimento 5 Stelle, già esistente e netta. Paradossalmente, mi sono sentita dire ingiustamente che sostenendo io, da portavoce e da candidata, la linea di correre da soli alle elezioni in Liguria, come MoVimento 5 Stelle, stessi esprimendo un’opinione personale e quindi stessi in qualche modo operando una forzatura, perché a detta di alcuni mi sarei appunto espressa a titolo personale. Eh no! io sono una portavoce del Movimento 5 Stelle ed è mio compito aggiornarmi costantemente ed essere a conoscenza delle decisioni degli iscritti, delle comunicazioni ufficiali di tutti gli organi del MoVimento 5 Stelle, prima di fare dichiarazioni pubbliche, per poter portare correttamente nelle istituzioni e sul territorio la voce del MoVimento 5 Stelle. Ad oggi la sola posizione ufficiale, la nostra linea politica è, così come lo è sempre stata, di non fare alleanze elettorali con i partiti, cioè di non fare l'accozzaglia con il solo obiettivo di tentare a tutti i costi di vincere. Mettendosi persino con coloro che da sempre consideriamo avversari, quando non veri e propri nemici dei cittadini: gli esponenti del Partito Unico".

Conclude Salvatore: "Riportiamo l’attenzione a ciò di cui ha bisogno la cittadinanza in Liguria. I cittadini hanno anzitutto bisogno di coerenza per nutrire un rapporto di fiducia. Hanno bisogno di idee e programmi chiari e netti per poterli scegliere e decidere in trasparenza. In un passato non troppo lontano, per legge in Italia, ciascun partito si presentava da solo in tutta coerenza, senza coalizioni elettorali, con il suo programma così da essere valutato e scelto, senza queste ammucchiate confusionarie a cui tristemente ci hanno abituato, dove troviamo tante forze politiche tutte insieme che hanno sicuramente elementi e connotazioni genetiche costitutive diverse in programmi che cozzano tra di loro per cui si crea solo confusione, rumore e la gente si disaffeziona alla politica. Noi abbiamo avviato un processo di rivoluzione culturale, però le rivoluzioni culturali sono sempre processi lunghi faticosi, impegnativi e complessi, ma portano a risultati duraturi nel tempo non effimeri il tempo di un mandato elettorale. Durano per le successive e future generazioni perché un politico pensa alle prossime elezioni, mentre uno statista alle prossime generazioni".

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