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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Aprile - ore 16.50

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Reddito di cittadinanza e Quota cento spiegati dal sottosegretario Castelli

Nel pomeriggio si è svolta in Sala Dante l'iniziativa per approfondire le novità principali delle Legge di bilancio organizzata dal Movimento cinque stelle.

Prossimo obiettivo: la riforma dell'Irpef
Reddito di cittadinanza e Quota cento spiegati dal sottosegretario Castelli

La Spezia - Reddito di cittadinanza e Quota cento spiegati da chi ne ha seguito il percorso legislativo sino all'approvazione da parte del parlamento nella Legge di bilancio del 30 dicembre scorso. Un'occasione organizzata dal gruppo consiliare e dagli attivisti del Movimento cinque stelle spezzino, che hanno portato in Sala Dante il sottosegretario del ministero dell'Economia e delle finanze, Laura Castelli, e il presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco. Un'opportunità che in pochi hanno colto, per lo meno con la partecipazione fisica, visto che l'incontro è stato trasmesso in diretta Facebook.

Le consigliere Donatella Del Turco e Jessica De Muro hanno dapprima ringraziato i presenti, e in particolare il sindaco Pierluigi Peracchini e il segretario generale della Camera di commercio Riviere di Liguria, Stefano Senese. Poi la parola è passata al sottosegretario Castelli.
"Il Reddito di cittadinanza è una misura che abbiamo fortemente voluto: sei anni fa lo stesso Pesco aveva iniziato a stendere una proposta di legge. Nel contratto che abbiamo siglato con la Lega - ha rilevato Castelli - ci sono due dorsali molto forti, che non potevano rimanere propositi sulla carta: il Reddito di cittadinanza, appunto, e Quota cento. Abbiamo lavorato molto per metterli insieme. Siamo convinti che il sostegno per le famiglie in difficoltà possa essere una misura davvero efficace, operando con politiche attive del lavoro e accompagnamento verso l'occupazione. Quota cento, invece, nasce dalla contrarietà alla legge Fornero e ai danni che questa ha creato, esodati in primis. E inoltre darà impulso al ricambio generazionale, una reale necessità della nostra economia. A giorni sarà pubblicato il decreto con entrambi i provvedimenti, che assorbono in totale 16 miliardi di euro della spesa pubblica". Nove sono quelli che finanzieranno il Reddito di cittadinanza, sette quelli per sostenere il nuovo sistema pensionistico.

Castelli ha rivendicato a nome del M5S il merito di aver unificato nelle mani di un unico ministro, Luigi Di Maio, il ministero dello Sviluppo economico e quello del Lavoro e delle Politiche sociali: "Sono due deleghe che interessano rispettivamente i datori di lavoro e i dipendenti e in passato sono sempre stati contrapposti, ma dobbiamo uscire da questa logica".
Parlando del Reddito di cittadinanza, Castelli ha spiegato la contrarietà del M5S al Rei varato dal governo precedente: "Era una misura ristretta a un esiguo numero di cittadini. La nostra norma è molto più vasta e consentirà di entrare (o rientrare) nel mondo del lavoro senza essere abbandonati a se stessi. Non saranno 780 euro dati a tutti, ma a coloro che si troveranno in difficoltà economica (da valutare in base all'Isee del nucleo familiare). Abbiamo finanziato l'intera platea, non come era accaduto col Rei. Abbiamo calcolato quanti italiani potrebbero riceverlo e la successiva riduzione delle risorse a disposizione deriva dal miglioramento della norma, non perché sarà rivolta a meno persone".
Rispondendo alle domande del pubblico Castelli ha chiarito che chi farà richiesta di accesso al Reddito di cittadinanza si impegnerà attraverso un contratto, riceverà una tessera e dovrà dimostrare di impegnarsi per qualificarsi per il mondo del lavoro. Il Rei, ha assicurato il sottosegretario, resterà in vigore, mentre per quanto riguarda il raggio massimo entro il quale dovrà essere accettata una proposta di lavoro Castelli ha detto che sin dall'inizio si ragiona su una misura di 80 chilometri, ma che sarà necessario attendere la stesura definitiva. Per quanto riguarda le modalità di impiego delle somme contenute nella tessera per il momento solamente i circuiti Sisal e Lottomatica verranno esclusi. "Non possiamo certo pensare di sostenere un fenomeno come la ludopatia - ha dichiarato -. E in ogni caso ci sarà una forma di controllo sulle tipologie di spesa. Se ci sarà un residuo a fine mese o magari dopo sei, vedremo la versione finale del provvedimento, vorrà dire che quei soldi non servono alla famiglia e lo Stato li prenderà indietro".

Riguardo a Quota cento, Castelli e Pesco hanno confermato il divieto di accumulo con altri redditi, una volta accettato di andare in pensione. "E' necessario - hanno spiegato - soprattutto per alcune categorie, in particolare nel settore pubblico".

Ampliando lo sguardo alla Legge di bilancio nel suo insieme, Pesco ha ricordato che "l'economia deve ripartire, è soffocata. Per questo abbiamo deciso di aumentare l'apporto di investimenti pubblici, sostenendo per esempio i Comuni e gli enti locali con un fondo di 3 miliardi. Per le aziende abbiamo già varato il taglio dell'aliquota al 15 per cento, ampliando il regime dei minimi e abbiamo approvato che l'Imu sarà detraibile al 40 per cento per gli immobili strumentali. Tra le altre cose il senatore ha ricordato la cedolare secca che è stata istituita per i fondi commerciali, e ha annunciato che il prossimo obiettivo del governo sarà la riforma dell'Irpef.

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