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Raffaelli (Pd): "Enel? Peracchini preferisce lasciare che le cose scorrano da se"

"fondamentale la pressione della regione"

La Spezia - "Come un mantra l’amministrazione ed il sindaco Peracchini - con la recente aggiunta del gruppo di maggioranza dei totiani - continuano a ripetere che la competenza sull’approvazione o meno del progetto di Enel, riguardo alla costruzione di una centrale a turbogas, è del Ministero dello Sviluppo Economico. Qualsiasi sia la critica mossa, o il consiglio dato, la risposta ci fa sentire sempre il solito refrain. È chiaro che il pronunciamento ultimo, in merito a tutto ciò, è dell’ente governativo presso cui il progetto è stato presentato e depositato, ma intorno a quel tavolo non siedono solamente esponenti e tecnici nazionali". Così Marco Raffaelli, consigliere Pd, torna sul tema del futuro di Vallegrande: "Nella conferenza dei servizi sono presenti anche gli esponenti dell’Amministrazione Comunale e di Regione
Liguria. E difatti questi saranno presenti, perché convocati, anche nella giornata del 27 Gennaio. Pertanto quella decisione, seppur del Ministero, si dovrebbe formare tenendo conto delle valutazioni e dei giudizi degli enti locali. Ora, sappiamo che l’amministrazione precedente, di centrosinistra, insieme ad Enel stessa, aveva impostato un progetto di dimissione della centrale Montale e di completa riconversione delle aree bonificate, libera da qualsiasi tipo produzione energetica da fonti fossili, inserendo La Spezia all’interno dei progetti Futur-E".

"Ma l’amministrazione Peracchini in questi due anni e mezzo ha fatto naufragare il percorso e per un certo momento ha addirittura aperto all’ipotesi di una centrale a turbogas. Successivamente, quando Enel ha presentato il suo progetto al Mise, il Consiglio Comunale della Spezia si è espresso all’unanimità contro quell’ipotesi. Parallelamente a questo percorso nelle istituzioni comunali, Regione Liguria, attraverso il Presidente Toti, in molte sedi pubbliche ed in dichiarazioni alla stampa, si è espressa favorevolmente al progetto di Enel. Ora parrebbe chiaro che anche un Ministero indeciso sul da farsi, nel trovarsi di fronte, da una parte, un Comune - non competente in materia di politiche energetiche - contrario al progetto, e dall’altra una Regione - con una competenza in materia - invece favorevole, si sbilancerebbe anch’esso a favore. Ecco quindi il motivo per cui, da sempre, diciamo che è quanto mai necessario che anche Regione Liguria si esprima, con dichiarazioni ed atti pubblici, contrariamente al progetto in campo. Come può una catena resistere di fronte a Enel, se non trovasse tra i suoi anelli quello più forte, ossia la Regione? Perché appunto sovraordinato istituzionalmente e con una competenza concorrente con lo Stato. Ecco perché abbiamo consigliato, e consiglieremo sempre, a Peracchini di esercitare fino in fondo il ruolo politico che ha. Con una pressione costante, fatta di richieste incalzanti e pretese di chiarezza indirizzate anche a sopratutto a Toti. Ma questo non si vuol fare. Si preferisce tacere e lasciare che le cose scorrano da se. Semmai spostare il tiro completamente sul Governo centrale, fregandosene del fatto che sarebbe molto probabile riuscire a bloccare tutto con una Regione a combattere la battaglia al nostro fianco".

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