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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 22.40

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Quelli degli "Uno di meno" a scuola di solidarietà, lo chiede Lombardi

Mozione dell'ex segretario di Rifondazione: "Peracchini esprima ufficialmente una condanna".

Quelli degli `Uno di meno` a scuola di solidarietà, lo chiede Lombardi

La Spezia - La tragedia della notte della sfilata del Palio del Golfo si appresta ad approdare in consiglio comunale. Accade per via di una mozione presentata da Massimo Lombardi, all'opposizione come consigliere capogruppo di 'Spezia bene comune'. Il punto di partenza della riflessione dell'ex segretario provinciale di Rifondazione comunista è che - si legge nel testo - "in seguito ai fatti avvenuti venerdì 4 agosto 2017, innumerevoli cittadini spezzini hanno barbaramente espresso compiacimento per la morte di di un ragazzo tunisino, con espressioni violente, razziste e xenofobe". Un fenomeno eminentemente social che ha toccato anche la pagina Facebook di CDS.

Partendo dai caposaldi valoriali della Costituzione e dalla storia cittadina, una storia "di tolleranza e di umanità, dall’esperienza di Exodus alle cooperazioni con Jenin", Lombardi sottolinea altresì che sindaco e giunta hanno giurato di rispettare la carta costituzionale e che "la città della Spezia è stata insignita con una delle più alte onorificenze della Repubblica per il suo 'spirito cristiano ed encomiabile virtù civile' con il quale 'si distinse, per particolari iniziative e atti umanitari' in un 'ammirevole esempio di fratellanza umana e di solidarietà tra i popoli'".

E dopo l'articolata premessa, ecco la cosiddetta impegnativa, rivolta al sindaco. Che dovrebbe fare Peracchini? Tre cose.
La mozione chiede infatti che il primo cittadino "esprima ufficialmente la condanna nei confronti di tali atteggiamenti" - cioè le tante uscite razziste e disumane sparpagliate nel web dagli spezzini -, e ancora che "si operi per facilitare l’individuazione di taluni cittadini autori di espressioni incivili e adoperarsi affinché siano coinvolti in progetti di solidarietà e di assistenza umanitaria", e che infine "assuma iniziative concrete di contrasto di tali atteggiamenti e si adoperi perchè in città si affermi un clima di solidarietà e sensibilizzazione umana e civile con particolare riferimento ai migranti". Insomma, dagli 'Uno di meno' su Facebook a un percorso di rieducazione.

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