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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 19.20

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Pucciarelli: "L'unione monetaria è un esperimento fallito"

Intervista alla candidata all'uninominale del centrodestra per il Senato. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Pucciarelli: "L'unione monetaria è un esperimento fallito"

La Spezia - Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"Sono stati i militanti del mio partito a fare il mio nome, come candidata a queste elezioni politiche. Il mio obiettivo resta lo stesso di sempre: lavorare per il nostro territorio. Se avrò la possibilità di farlo in Senato, cercherò di portare qui in Liguria più risorse possibili da investire per programmi concreti di sviluppo".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e della sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"Nella loro vita quotidiana, nel loro benessere e nella loro serenità. Mettere un freno all’invasione clandestina, garantire più sicurezza e certezza della pena per chi delinque significherebbe portare più serenità nella vita delle persone: in particolare degli anziani e delle donne. Una rivoluzione fiscale che abbassi a tutti le tasse, farebbe invece ripartire il Paese aumentando i consumi di imprese e famiglie migliorando al contempo il tenore di vita di tutti. Inoltre, l'abolizione della Legge Fornero permetterà a tanti uomini e a tante donne un meritato accesso alla pensione. Italiani e spezzini".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"Non penso proprio, del resto sono i cittadini della nostra provincia che ci votano. Io sono sempre pronta al confronto pubblico con i miei avversari. Lo ero prima di essere candidata al Senato, si figuri ora che devo convincere le persone della bontà dei miei programmi!".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"Io condanno a priori ogni violenza ideologica e ogni forma di razzismo. Ma la condanna pubblica non basta, bisogna domandarsi perché siamo arrivati a questo punto. A questo proposito, ritengo che gli ultimi cinque anni di governi fallimentari a guida Pd abbiano portato nel Paese il caos sociale e un’enorme emergenza sicurezza: in un simile contesto, dove lo Stato è assente e alimenta nei cittadini la convinzione di essere dalla parte dei criminali, si apre lo spazio per azioni illogiche, insensate, e per il diffondersi del germe del razzismo. L’unico modo per riportare serenità nel Paese è ristabilire l’ordine e la sicurezza con politiche serie, che garantiscano l’espulsione dei clandestini, il blocco degli sbarchi e la certezza della pena per i delinquenti. Le sceneggiate antifasciste sono soltanto un modo per non affrontare i problemi reali. Del resto, faccio presente che nelle ultime settimane ho visto picchiare poliziotti, disabili, inneggiare alle Foibe e distruggere vetrine in nome dell’antifascismo".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"Sì, ritengo necessaria la realizzazione del quarto lotto. Mentre per quanto riguarda il rigassificatore, è bene sottolineare che si parla di un sito strategico a livello nazionale ma che, al contempo, nei prossimi anni sarà strategico anche per la nostra dimensione portuale. Una direttiva europea, prossima a entrare in vigore, imporrà difatti alle navi di spegnere i motori e navigare a gas all’interno del porto. Il rigassificatore assolverà così una funzione preziosissima per l’economia del nostro territorio. Tuttavia i disagi che porta alle zone circostanti devono essere risarciti con politiche mirate, e la sicurezza dell’intera struttura deve essere regolarmente migliorata".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"Ritengo che parte dell’arsenale debba tornare alla città ed essere utilizzata per progetti all’avanguardia che attirino sul territorio risorse e posti di lavoro, garantendo sviluppo e futuro alla Spezia. Penso agli incubatori di start up, o ad eccellenze imprenditoriali che producano servizi o merci a zero impatto ambientale. Ad ogni modo, al di là dell’aspetto concreto della destinazione d’uso o della dimensione delle aree da demanializzare, trovo essenziale che i cittadini del territorio debbano avere voce in capitolo sul ruolo e sulle funzioni dell’arsenale per la città. Io collegherò il territorio al ministero, e farò sentire la loro voce".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"In tutto il Paese bisogna ripartire dall’economia reale, sostenendo le piccole e medie imprese che sono la parte preponderante del tessuto socioeconomico (99,4%). La Liguria e la nostra provincia sotto questo punto di vista non fanno eccezione ma naturalmente, come ogni regione, vantano le loro particolarità. Tra queste la più importante è il tessuto turistico-ricettivo. Quello che un parlamentare ligure deve fare è tutto sommato semplice, a dirsi: lavorare per portare a casa più risorse possibili e difendere a livello nazionale le peculiarità del nostro territorio contro norme che potrebbero svantaggiarla. In questo modo la Regione Liguria e i Comuni avrebbero maggiori margini di manovra per sostenere i nostri comparti virtuosi, fare formazione rivolta ai giovani che entrerebbero subito nel mondo del lavoro, e offrire servizi a misura di imprenditore per non dare l'impressione che la burocrazia sia un nemico dell’impresa. Ovviamente a Spezia abbiamo anche delle realtà industriali che hanno rilevanza nazionale, e l’importantissima dimensione portuale che è quasi un mondo a sé, con tutto il comparto che si trascina dietro. In questi casi, su cui si potrebbe parlare per ore, il percorso da affrontare è diverso, ma l’attenzione deve sempre essere rivolta al territorio".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Sono certa che il mio partito non farà accordi post-elettorali con i partiti che hanno affossato l’Italia".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"Occorre distinguere bene l’Unione Europea dall’unione monetaria, che per quanto mi riguarda è un esperimento fallito. L’Unione Europea si può ancora salvare, ma bisogna cambiarne alcuni assunti fondamentali e far passare il principio che è meglio per i paesi membri affrontare in comune un numero ben limitato di tematiche. La sovranità appartiene al popolo, non ai burocrati. Per quanto riguarda l’euro, gli unici a guadagnarci sono i tedeschi".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"Andare a vivere all’estero deve essere una scelta libera, non una costrizione. Purtroppo da alcuni anni esportiamo all’estero giovani ricercatori italiani e importiamo in Italia i ricercati stranieri. A una giovane appena laureata posso dire soltanto, senza ipocrisia, che lavoro per fare in modo che nessuno si senta costretto a lasciare l’Italia per sopravvivere".

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