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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Febbraio - ore 20.10

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Puc, l'appello al sindaco: "Basta con la melina"

Il primo cittadino assente al dibattito sul Piano urbanistico organizzato da Leali a Spezia. Melley: "Documento un po' vincolistico e iter non ideale, ma ci sono lati positivi. Peracchini lo vuol far decadere? Lo dica, basta con le risposte evasive"

Puc, l'appello al sindaco: "Basta con la melina"

La Spezia - Un'assenza che si è fatta sentire, quella del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, alla tavola rotonda sul Puc organizzata ieri da Leali a Spezia e moderata da Paolo Ardito, capo redattore del Secolo XIX. Il primo cittadino in mattinata ha dato forfait per un impegno fuori città e non si è dunque presentato al Centro Allende per le conclusioni del dibattito sul Piano urbanistico adottato alla fine del mandato Federici e all'incontro è dunque venuto a mancare l'interlocutore verso il quale tutti i relatori, in un modo o nell'altro, hanno rivolto ragionamenti e interrogativi. Primo fra tutti quello relativo alla posizione che l'attuale amministrazione ha nei confronti del documento redatto dagli uffici di Palazzo Civico e attualmente in stand by, in attesa di essere rimandato alla Regione per l'avvio della procedura di Vas. Un iter che potrebbe però interrompersi, facendo decadere il nuovo Puc e riportando in vigore il precedente.

"Siamo all'interno di un quadro normativo e culturale in grande cambiamento. Gli strumenti urbanistici attuali sono figli di una stagione ormai superata, da più parti c'è la convinzione che bisogna cambiare direzione - ha spiegato l'architetto urbanista Doriano Lucchesini -. Gli strumenti occorrono per raggiungere gli obiettivi che ci diamo con la pianificazione. E poiché ci troviamo a dover far fronte a problemi pressanti, primo fra tutti quello del dissesto idrogeologico, occorre una pianificazione che sia costante".

"Dopo le risposte vaghe, generiche del sindaco Peracchini, speravo davvero che potesse esserci un chiarimento, ma la sua assenza non ce lo permette - ha esordito Guido Melley, leader di Leali a Spezia -. A noi il Puc non dispiace: vediamo positivamente la scelta di incentivare gli interventi sul costruito e di limitare le costruzioni, così come la volontà di salvaguardare l'arco collinare. Iter di adozione forse non è stato ideale, ma le riduzioni dei volumi nelle aree ex Sio ed ex Ip sono aspetti positivi. E accogliamo con favore il no a nuove residenze e la previsione di grandi aree di verde pubblico e di insediamenti di industria avanzata nell'attuale area Enel. Parliamo di un Puc che forse ha un approccio un po' vincolistico e che non è molto chiaro, ma non è certo carta straccia. Se qualcuno è contrario - ha detto rivolto all'amministrazione comunale - lo dica, si assuma la legittima responsabilità politica di dire che la pensa diversamente dai suoi predecessori". Concludendo Melley ha invitato la città ad avviare un periodo di ragionamenti e discussioni, anche sulle questioni urbanistiche, anche in considerazione del cambio cui si è assistito in Comune e ai vertici dell'Autorità portuale.

"Forse parliamo di un Puc poco dibattuto, ma l'indirizzo del no al consumo di suolo è da mettere in campo ora. Anche perché questo Piano - ha sostenuto Stefano Sarti, vice presidente regionale di Legambiente - lo fa in maniera non draconiana: rimane la possibilità di realizzare interventi. Inoltre blocca la nascita di nuovi centri commerciali, meglio tardi che mai. Per quel che riguarda le colline, consente ampliamenti a patto che ci siano garanzie di coltivazione e sistemazione dei terreni, cosa non fa, per esempio, il Piano casa della Regione".
Secondo Sarti, inoltre, ci sono le condizioni per portare le osservazioni in consiglio comunale e poi inviarle alla Regione. "Se l'amministrazione vuole cambiarlo, senza stravolgerlo, per noi va bene, ma basta con la melina. Gli uffici hanno risposto alle oltre 200 osservazioni che sono state presentate, si vada avanti con gli step necessari all'approvazione. In sede di Vas sarà possibile fare ulteriori ragionamenti approfonditi. O forse, come pensano alcuni, il sindaco e la giunta vogliono far decadere il Puc? Nel caso sarebbe comunque meglio dirlo. Basta con questa ambiguità".

Ha sottolineato l'assenza di Peracchini anche Giorgia Bucchioni, presidente del consorzio Discover ed esponente di Confindustria, il cui intervento è stato incentrato sul molo crociere, assente dal Piano urbanistico. "Manca l'interlocutore naturale di questa discussione, non abbiamo la sfera di cristallo. Da troppo tempo questa città e questo Paese sono attanagliati dal male dell'ambiguità, della non scelta. Il molo per la stagione crocieristica serve, e questo Puc non aiuta a uscire dall'impasse attuale. Nel 2006 - ha ricordato Bucchioni - Royal Caribbean ha ormeggiato in rada alla Spezia a causa di una tempesta che aveva investito il porto di Livorno. Perché oggi, insieme a Msc, si propongono per lo sviluppo del nostro scalo? Perché siamo fortunati: abbiamo bellezze paesaggistiche riconosciute, una posizione strategica e un golfo in cui le condizioni marine sono sempre buone. Siamo una destinazione ideale per molti turisti, e il nostro porto viene spesso dopo la tappa a Civitavecchia, per cui il giorno seguente alla immancabile visita a Roma, tanti crocieristi scelgono di restare in città. Non è vero che vanno tutti a Firenze e Pisa: dal 30 al 45 per cento dei passeggeri che arrivano alla Spezia non fanno escursioni che li portano fuori città. Dal prossimo anno avremo in porto Symphony of the seas, dalla quale scenderanno 6.500 passeggeri alla volta e che ha elevati standard di rispetto dell'ambiente. Msc e Royal sono pronte a investire 33 milioni, realizzare la stazione marittima sul molo crociere da realizzare e consentire così quattro approdi in contemporanea, con due navi al Molo Garibaldi ovest e due ormeggiate al molo di Calata Paita. Spezia ha poco da scegliere: questa è l'occasione per avere un volano economico annuale, non solo stagionale. John Tercek, vice presidente Sviluppo commerciale di Royal Caribbean viene alla Spezia dal 2008 con l'intento di investire nel nostro golfo. Dopo nove anni potrebbe anche iniziare a stancarsi di attendere".

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