Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Aprile - ore 14.32

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Puc adottato, con la minoranza sull'Aventino

Solamente Bucchioni resta in aula e vota a favore della delibera insieme alla maggioranza, tutto il resto dell'opposizione ha lasciato i banchi prima del voto.

Puc adottato, con la minoranza sull´Aventino

La Spezia - Tredici anni dopo la città ha cambiato Puc. Ieri sera, al termine di una lunga seduta di consiglio, il nuovo Piano urbanistico è stato adottato con i voti della maggioranza e dell'esponente di Rifondazione comunista. Hanno lasciato l'aula, invece, tutti gli altri membri dell'opposizione: una decisione motivata con l'impossibilità di approfondire ulteriormente la discussione su un tema cruciale, che viene invece letta dall'amministrazione come un modo per non prendersi la responsabilità di approvare un documento che va a toccare gli interessi economici di gruppi economici e di privati cittadini.

Schermaglie da campagna elettorale, accentuate dalla folta presenza di pubblico in Sala consiglio. Esponenti del mondo ambientalista, commercianti, candidati alle prossime elezioni: al di là della balaustra c'erano le categorie più disparate, tutte interessate al Puc.
"Questo è l'atto amministrativo più importante di questi 10 anni. Chiarisco subito - ha detto il vicesindaco Cristiano Ruggia nel corso della presentazione della delibera - che nel programma del 2012 c'era la revisione del Puc come uno dei massimi impegni dell'amministrazione. Rappresenta la sintesi di azioni interdisciplinari (come i settori idrogeologici, agronomici, sociali ed economici) e il progetto di futuro della città. Abbiamo fatto decine di incontri con la cittadinanza e con i portatori di interesse e gli uffici hanno lavorato secondo il mandato del consiglio comunale. Siamo partiti da progetti come l'Arco e le frecce, la Campagna urbana, la mitigazione del rischio idrogeologico... un modo nuovo di fare urbanistica. Non solo zoning e indici edificatori, ma una città che non si deve più espandere ma rigenerare al suo interno. Riduciamo del 45 per cento gli indici di edificazione, per una edilizia di maggior qualità, una economia più minuta che vada a ricucire il tessuto che attende di essere ricomposto. Anche il trasporto cambia, con piste ciclabili e metropolitana leggera. Ritorna forte la centralità delle periferie, come luoghi identitari. E ritorna l'edilizia residenziale pubblica, non ghettizzata ma distribuita in varie zone della città. Abbiamo eliminato strade previste e aggiunto parcheggi di interscambio. Nell'area Enel proponiamo industria moderna, mentre nell'area Ip nuovi spazi per la produzione e una riduzione dei volumi del 35 per cento. E anche nel waterfront prevediamo meno costruzioni, oltre a confermare la non edificabilità nelle zone collinari e pedecollinari. Il Puc non è un percorso di arrivo, ma è in itinere: infatti abbiamo previsto un Ufficio di Piano permanente, per recepire in modo più rapido eventuali modifiche. E ora prenderanno il via il percorso della Vas e la fase delle osservazioni".

Respinta una pregiudiziale posta dall'esponente di Fratelli d'Italia, Maria Grazia Frijia, la discussione ha preso il via con le parole di Giulio Guerri, della lista "Per la nostra città", che ha censurato "l'aver portato la discussione del Puc in piena campagna elettorale, a poche ore dalla fine del mandato". Guerri ha inoltre sostenuto che per porre fine allo sfruttamento del territorio e alla cementificazione sia possibile fare di più e per questo ha proposto tre emendamenti per la riduzione del 75 per cento degli indici edificatori nell'area Ip, per avere un waterfront che preveda solamente verde urbano e per ridurre ulteriormente i volumi nei distretti di trasformazione. "Ci sono appartamenti sfitti non c'è bisogno di nuove costruzioni", ha detto prima di definire "ricatto politico" l'adozione del Puc come unica strada per bloccare i Sua di Valdellora e dell'ex Sio.
Bucchioni ha condiviso il tema delle tempistiche: "Abbiamo perso tempo per dissidi interni alla maggioranza, ma ci sono aspetti positivi in questo Puc, a cominciare dalla fotografia dell'esistente dalla quale sono partiti gli uffici. Propongo che si preveda un percorso partecipato per individuare le funzioni del waterfront, affinché Calata Paita diventi bene comune, al quale tutti dovranno poter accedere".

Dalla maggioranza Paolo Carro ha sottolineato "rigenerazione e sviluppo quali cardini sui quali è stato costruito il Puc, Conservando valori naturalistici e paesaggistici dell'arco collinare", mentre Luca Liguori ha rivendicato il "lungo e articolato percorso, con tanto di fase di partecipazione, a differenza di altre volte. C'è una grande novità nella costruzione del piano: non si parla di urbanistica e basta. Ma di qualità della vita - ha detto il capogruppo Pd - puntando a ricreare il tessuto sociale e commerciale laddove si è deteriorato. E portare un Puc a termine, anche all'ultimo respiro è segnale di credibilità. E non c'è favoritismo per i grandi gruppi, anzi, al contrario".

Per il Movimento cinque stelle ha preso la parola Terenzio Dazzini, che ha fatto accenno alla necessità di portare a zero il consumo del suolo e di rafforzare i servizi nelle zone periferiche e collinari, per contrastare il fenomeno dell'abbandono.
"In città ci sono 1.600 alloggi sfitti e 1.380 sono quelli in collina. Con questo Puc - ha detto - si arriverà ad avere 3.000 alloggi sfitti. È assurdo, anche perché questo riduce il valore delle case e disincentiva la rigenerazione dell'esistente. E l'edilizia pubblica risponderà solamente al 10 per cento delle necessità".
"Abbiamo fatto un lavoro importante - ha spiegato il sindaco Massimo Federici - senza consulenze esterne, come invece solitamente accade. Dobbiamo considerare il contesto storico: Spezia ha un Puc del 1987 stilato secondo un'economia sviluppista e una crescita quasi fuori misura. La revisione lo ha riformato, ma serve il coraggio di un nuovo Puc. I centri commerciali tanto criticati sono dentro, quella cultura e quello strumento. In 14 anni è cambiato il mondo. Non potevamo fare altro, al di là della coerenza col programma, che seguire questo cambiamento: prima dell'alluvione avevamo già adottato la variante delle colline, a dimostrazione dei nuovi indirizzi necessari. Nel Puc ci sono le tematiche smart della sostenibilità, della rigenerazione, della mobilità dolce, della centralità dei quartieri... ed è coerente con indicazioni del consiglio, che oggi è chiamato ad avere il coraggio di andare contro i poteri forti. La città ha subito ferite profonde sull'altare della funzione statale, del progresso industriale. Ma ora, con i cambiamenti profondi di questi anni in fatto di qualità dell'aria, dell'acqua, con l'avvio delle bonifiche, si modifica il corso della storia della città, verso nuovi orizzonti. In discontinuità rispetto al passato".
Critico il consigliere della lista "Fiammetta Chiarandini sindaco della Spezia" che ha ricordato come i portatori di interesse avessero "chiesto maggiore approfondimento. Discutiamo una delibera da aula giudiziaria - ha detto - con una fretta che si spiega con la necessità di sbandierare il raggiungimento dell'obiettivo, ma che costerà in termini di rimborsi alle società Talea e Intertech (rispettivamente per gli interventi nell'area ex Sio e a Valdellora) a causa delle delibere della giunta sbagliate. Voi state col Puc, io con la legge", ha concluso citando lo slogan lanciato dal comitato "Io sto con il Puc", presente in sala.
"In alcune zone c'è richiesta di edificare, contro lo spopolamento dei borghi. Così invece si creano parchi in zone che parco non sono", ha aggiunto Luigi De Luca di "Area popolare" presentando un emendamento per fare marcia indietro sullo stop alle costruzioni nelle colline del Ponente.
"Riteniamo che il percorso fatto sia importante - ha commentato Pier Luigi Sommovigo, per il Partito comunista italiano - con un doppio ciclo di incontri con i cittadini, per capire le criticità e successivamente per presentare le linee guida. Anche noi siamo portatori di interesse, di coloro che rappresentiamo e le rimostranze di Intertech e Talea non devono spaventare" i consiglieri devono fare le scelte politiche, sino in fondo".
Anche Maurizio Ferraioli, per il Pd, ha stigmatizzato l'accenno alle questioni legali: "La diffida è stata un atto grave perché ha tolto serenità ed equilibrio ai consiglieri. Oggi dobbiamo ritornare ad acquisire tranquillità per la grande responsabilità di andare a decidere sul futuro della città e delle prossime generazioni".
A chiudere il ciclo degli interventi è stato l'azzurro Sauro Manucci: "Questa amministrazione sembra quasi voler vincolare chi verrà dopo con delibere importanti - ha affermato, facendo riferimento ai temi di Acam, Atc e del Puc, la cui discussione a fine mandato ha suscitato infuocate polemiche -. E lo fa senza dare ai cittadini il tempo di capire che si sta cambiando il Piano urbanistico comunale".

Ruggia, nella replica ha respinto con forza le accuse di un deficit di partecipazione: "è uno dei Puc più partecipati d'Italia e le prove sono su internet, nei verbali delle riunioni. La partecipazione è stata fatta a monte, prima delle linee guida, dopo di che, come è doveroso, non c'è stata nessuna ingerenza politica nei confronti degli uffici. Le riduzioni dei volumi - ha concluso - sono state coraggiose: sul waterfront non sono previste residenze o centri commerciali, solo un albergo alto quasi quanto i palazzi di Viale Italia. E nei distretti di trasformazione c'è molto meno cemento. Avremo una riduzione totale del 45 per cento della cementificazione".

Finito il ping pong degli interventi, l'opposizione ha lasciato l'aula, mentre la maggioranza e Bucchioni hanno adottato il Puc, innescando l'applauso dei consiglieri e del poco pubblico rimasto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure