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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 22.30

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Prime schermaglie in Comune, l'opposizione: "Statuto non rispettato"

Chiesto il licenziamento di due delibere ai capigruppo: "Spetta alle commissioni. Passi quella sul bilancio, ma quella sulle partecipate denota la necessità di occupare spazi di potere. E il primo atto devono essere le linee programmatiche".

Prime schermaglie in Comune, l´opposizione: `Statuto non rispettato`

La Spezia - Ieri si è svolta la prima conferenza dei capigruppo, e sono subito iniziate le schermaglie, con una parte dell'opposizione che oggi dichiara tutto il suo malcontento.
"Nel corso della riunione, condotta dal neo eletto presidente del consiglio comunale Giulio Guerri, e alla quale hanno partecipato anche il sindaco Pierluigi Peracchini e il vicesindaco Manuela Gagliardi, ci è stato chiesto di licenziare due delibere da inviare in approvazione al consiglio comunale", fanno sapere i rappresentanti dei gruppi del Partito democratico, di Le Ali a Spezia, del Movimento cinque stelle, del Psi e di Spezia Bella Forte Unita per Manfredini.

"Come è noto - proseguono - la conferenza dei capigruppo non ha questa funzione, appartenente invece alle commissioni consiliari, che sarebbero dovute già essere composte, come da regolamento, costituendo una priorità assoluta dell'ente quella di far partire i lavori di tutti i suoi organi. Ed ecco la anomalia: l’utilizzo della conferenza dei capigruppo per la disamina di pratiche di commissione, ben consapevoli che l’unica che avesse davvero carattere di urgenza fosse quella sull’assestamento del bilancio, avendo scadenza prossima".
Ma è sull'altra delibera che i gruppi di opposizione puntano il dito, parlando di "anomalia, molto più grave". "Si tratta di un atto che ha per oggetto l’approvazione degli indirizzi strategici di due società partecipate, Atc Mobilità e parcheggi e SpeziaRisorse. Atto funzionale poi alle nomine degli amministratori delle società. Peccato che lo statuto del Comune della Spezia - proseguono i consiglieri di minoranza - preveda che il primo atto pubblico che consiglio comunale debba votare sia quello degli indirizzi programmatici del sindaco, cornice entro cui sta tutta l’attività dell’ente. Passi la delibera urgente sul bilancio, ma proprio non troviamo una ragione valida per cui dovremmo votare un atto sugli indirizzi delle società prima di sapere quali siano le idee del sindaco per la città e per le società che gestiscono i servizi pubblici. Forse siamo davanti ad una spasmodica esigenza di occupare spazi di potere? Così spasmodica da primeggiare alcune nomine ad una discussione sul programma che è imposta dallo statuto.
Qualcuno potrebbe rispondere che il sindaco ha la necessità di nominare nuovi amministratori perché i precedenti hanno rassegnato le dimissioni; ricordiamo a chi dovesse addurre simile lettura due verità. E' stato il sindaco a chiedere loro di dimettersi con irruenza e a mezzo stampa. E inoltre, come Peracchini ben sa, gli amministratori possano agire in prorogatio 45 giorni, che scadono il 25 agosto.
C’è tutto il tempo per seguire una scaletta logica, coerente e rispettosa delle regole delle istituzioni. Prima ci dicano cosa vogliono fare in città, dopo con quali uomini operare".

Ma le critiche piovono anche su Guerri. "Non possiamo non sottolineare l'imbarazzo di fronte al comportamento del neo presidente del consiglio comunale. Possiamo comprendere l'inesperienza, ma una violazione così grossolana dello statuto da una figura che deve garantire il rispetto delle regole proprio non si può accettare. Come forze di opposizione abbiamo fatto una proposta seria e lineare, invece si è guardato più all'intenzione a procedere comunque che al merito della vicenda. Ci aspettavamo che dato l'inserimento già tardivo dovuto al ballottaggio si potesse da subito mettersi al lavoro a partire proprio dall'insediamento delle commissioni alla discussione sulla visione della città, anche perché, come annunciato dal sindaco i lavori saranno fermi dal 4 agosto al 4 settembre. Un brutto inizio per la nuova giunta - conclude la nota - e soprattutto una inutile forzatura nei rapporti tra maggioranza ed opposizione".

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