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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Settembre - ore 22.25

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Prima la lite Cenerini-Caratozzolo poi la questione cinghiali

La commissione-audizione inizia con l'ennesima lite, questa volta non a mezzo stampa, fra i due consiglieri di minoranza. Poi si entra nel merito e il match è fra Bonanini e Niggi.

disputa sull'ordinanza firmata da peracchini
Prima la lite Cenerini-Caratozzolo poi la questione cinghiali

La Spezia - La minoranza, eccezion fatta per Dina Nobili che ne detiene la presidenza, salta a piè pari la commissione sulla caccia, ma ci pensano i duellanti Fabio Cenerini e Massimo Caratozzolo a dirsele di santa ragione. Questioni tecniche (“Ritengo che un’audizione non sia funzione della commissione controllo e garanzia”, rivendica il capogruppo della Lista Toti-Forza Italia), alla base della disfida fra i due consiglieri ma chiaramente basta un attimo che le due parti si infervorino davanti a tutti i colleghi, attoniti, dopo gli ultimi scambi off limits a mezzo stampa e social. Finisce con un “Ho seri problemi con te”, urlato quattro volte da un indiavolato Caratozzolo, colui che materialmente ha chiesto ed ottenuto l’audizione in questione, con un decisamente meno ortodosso “Hai bisogno di curarti” di Cenerini mentre un laconico Umberto Costantini dichiara di andarsene e rinunciare al gettone di presenza non ritenendo corretto che il tema fosse affrontato qui anziché nella commissione presieduta da Marco Tarabugi, suo collega consigliere e vicino di banco in "La Spezia Popolare".

Passata la buriana, si fa per dire, tocca a Mario Bonanini, responsabile dell'Ambito territoriale caccia della Spezia, ad entrare nel merito della vicenda. Un tema più volte affrontato su CittadellaSpezia e ribadito quest'oggi fra botta e risposta pieni di nervosismo e un pubblico partecipe, come sempre, quando si tratta di questi temi. Contesta, ancora una volta, la delibera firmata settimane fa dal sindaco Pierluigi Peracchini in riferimento al contenimento dei cinghiali, secondo le linee guida dell'Ispra. Il problema è che, a mali estremi, la delibera prevede anche l’abbattimento degli animali, pur senza sottolinearlo chiaramente. “La parola periurbano non descrive esattamente i confini di competenza - attacca Bonanini -. La differenziazione fra urbano e periurbano (basta guardare la carta del suolo della Regione) taglia fuori di fatto i volontari. Non potreste insomma usarli a meno che non gli comprate tutto: non è che se vanno a spegnere l’incendio ci vanno col secchiello! Volete gestirvi i cinghiali? Fatevi un vostro centro da voi gestito e finanziato. Secondo me l’ordinanza è da ritirare perché ci sono delle problematiche di legge. Io non sono un organo di polizia ma ve lo dico, poi siete voi a decidere. Se pensate che il nostro aiuto non vi serva andate avanti con quella delibera. Ieri mattina è arrivata una denuncia che dal Don Gnocchi c’erano due cinghiali: mica sono andato là per farli fuori?”.

La replica della dirigente comunale Laura Niggi, che battibecca con il consigliere Caratozzolo sulla compilazione dell'ordinanza (il famoso "refuso" o "falso", a seconda dei punti di vista) è similare ad altre: “C’è una ordinanza-tipo a livello regionale che stabilisce che in questo ambito senza una previa delibera non può intervenire la faunistica regionale. C’è stato chiesto di fare un’ordinanza spiegandoci che l’abbattimento degli animali è escluso. Il Comune fa quello che richiede la legge e se c’è un’emergenza scattano gli obblighi. E non è vero che non ci sono emergenze: sono arrivate le segnalazioni e sono agli atti, quindi non abbiamo fatto alcuna forzatura. Se questa ordinanza crea altre tensioni parliamo anzi di quelle. Ci dicono che i cinghiali arrivano alle Terrazze ma per poter intervenire ci deve essere un'ordinanza e personale di pubblica sicurezza sul posto, magari si arriva a dover interdire la circolazione semmai fosse necessario. Lo smaltimento delle carni però non è un problema del Comune, come altri temi”.

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