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Post alluvione e pulizia degli alvei, Giacomelli: "L'Ente ha lavorato bene"

Post alluvione e pulizia degli alvei, Giacomelli: "L'Ente ha lavorato bene"

La Spezia - Dura presa di posizione da parte di Maurizio Giacomelli, Assessore provinciale alla Difesa del suolo in merito alle vicende sulla pulizia del letto del Magra. In una nota dell’assessore si legge: “Sono piuttosto sorpreso dalle polemiche sollevate sugli interventi di pulizia che si stanno facendo in questi giorni lungo gli argini dei fiumi. Tali interventi rispondono infatti ad una esigenza del territorio massacrato dall’alluvione del 25 ottobre 2011 che ha causato frane, inondazioni e diffusi depositi di materiali antropici e naturali. Sia nell’immediatezza dell’evento che nelle giornate successive innumerevoli cittadini, esperti e Amministratori locali chiedevano a gran voce e sulla carta stampata d’intervenire per rimuovere i danni e pericoli che incombevano sulle infrastrutture e sulle abitazioni. E’ apparso da subito evidente come l’enorme quantità di materiale depositato lungo i corsi d’acqua rappresentasse un pericolo ed un disagio. Da un primissimo censimento si è individuato che i corsi d’acqua avevano cambiato il loro corso stravolgendo il territorio circostante, erodendo fortemente le sponde, spianando completamente interi boschi a carattere ripariale e depositando materiale vegetale e litoide in prossimità di infrastrutture pubbliche e centri abitati. In alcuni casi i depositi di materiale vegetale presso i ponti hanno sicuramente accentuato l’impeto della piena svolgendo il ruolo di con-causa nella loro distruzione.”
La nota prosegue: “L’Amministrazione Provinciale è intervenuta dichiarando delle somme urgenze per la mitigazione del rischio idraulico nei tratti di sua competenza impartendo alle ditte esecutrici indicazioni per effettuare scrupolosamente la rimozione degli accumuli legnosi presenti in alveo e nelle pertinenze idrauliche dei fiumi Vara e Magra; la rimozione delle piante che presentano la compromissione, anche parziale, dell’apparato radicale; la raccolta, asportazione e smaltimento del materiale antropico trasportato dalle acque di piena; la rimozione degli accumuli legnosi sommersi ed infine la raccolta, asportazione e smaltimento del materiale antropico trasportato dalle acque di piena. A tutt’oggi sono state rimosse circa 3400 tonnellate di materiale vegetale trasportato e depositato dall’ondata di piena in punti potenzialmente pericolosi per il normale deflusso, ed una enorme quantità di materiale antropico eliminato tramite gli ordinari canali di smaltimento.”

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