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Più Europa: "Da parte della giunta Peracchini politiche miopi sulla sosta"

Parcheggi nella corsia preferenziale in Via Gramsci

La Spezia - Con la sindrome NIMBY(not in my backyard) sono tradizionalmente connotati quei movimenti o quelle persone che si oppongono alla realizzazione di infrastrutture o di industrie inquinanti delle quali, pur riconoscendone la necessità, si richiede che vengano costruite altrove. Stupisce molto il battage polemico che sta suscitando in seno al consiglio comunale l'installazione di alcune colonnine di ricarica per auto elettriche nel centro storico cittadino, accusate di sottrarre parcheggi necessari alla vita delle attività commerciali.
Ma veniamo ai fatti: il 19 febbraio 2019 sulla pagina ufficiale del Comune della Spezia apparve il comunicato relativo all'intesa fra l'amministrazione e tre gestori nazionali di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, 16 delle quali sarebbero state installate entro la fine dell'estate dello stesso anno, e altre 15 in un secondo momento. Complice la pandemia, e soprattutto l'abitudine dell'attuale amministrazione di pubblicare a tutto spiano roboanti annunci talvolta seguiti anche da costosi rendering, delle colonnine di ricarica non se ne è saputo più nulla fino a novembre 2020, quando hanno fatto comparsa le prime due, installate in vie non proprio centrali (Via Corridoni e Piazza Matteotti). A gennaio di quest'anno è stata collocata una colonnina di Enel X in via Roma nel tratto compreso fra viale Garibaldi e via Di Monale, e subito si sono fatte sentire le lamentele del consigliere Melley che ha stigmatizzato il fatto che la sottrazione di due stalli di sosta possa nuocere alle attività commerciali del centro storico, consigliando di spostarla nella vicina viale Fieschi.
Al malcontento dei commercianti e del consigliere di LeAli si sono accodate le dichiarazioni della capogruppo M5S Del Turco, che ha sostenuto che ad una diffusione capillare sul territorio degli impianti sarebbe da preferirsi una stazione di ricarica unica lontano dal centro, seguite dall' inspiegabile stop per una pausa di riflessione annunciato dell'assessore Casati.
A noi tutto questo ci sembra figlio di una politica stantia, senza visioni, e spesso solo attenta alle proprie rendite di posizione.
Ci spieghiamo meglio.
Il 2020 ha visto, anche grazie agli incentivi statali, un incremento del 150% delle immatricolazioni di auto elettriche (fonte : smart mobility report), e la rete nazionale di ricarica ha superato le 13.000 colonnine pubbliche; sebbene i numeri siano ancora piccoli rispetto alla media europea (il 3% di immatricolazioni full electric contro il 12% di media UE), il trend di crescita è positivo, e sono diversi i player che stanno investendo nei punti di ricarica pubblici estendendo la rete nazionale. Nella nostra città sono presenti 3 punti di ricarica pubblici: le due colonnine Enel X da anni presenti in via della Pianta (tanto per rimanere vicini all'autostrada come richiesto ieri dalla Del Turco), e il fast charge unito alla colonnina da 22 KW di Enercoop; in effetti un po' poco per una città di 93.000 anime. Se cerchiamo su una mappa le colonnine di città vicine, come Pisa o Massa, arriveremo a contarne rispettivamente 30 e 5, e soprattutto si noterebbe che sono presenti anche in centro città. E' così difficile pensare che il cliente di un esercizio del centro città possa far
parte anche di quella piccola percentuale che ha scelto di muoversi con un'auto elettrica, oppure dobbiamo far si che scelga di caricare gratuitamente la propria automobile in una delle 6 postazioni nel parcheggio di un noto centro commerciale cittadino, decidendo di fare li i suoi acquisti? Tanto più che negli ultimi tre anni i posti auto sono aumentati proprio in quella zona, con l'aggiunta di nuovi e discutibili stalli di sosta nel tratto di Corso Cavour al centro della Piazza del Mercato, diminuendo di fatto l'area pedonale. Ragionare nel 2021 ancora in termini che mettono in relazione il numero dei parcheggi con l'andamento degli esercizi commerciali del centro cittadino significa essere rimasti indietro di 50 anni; se si dovessero seguire queste logiche, che purtroppo sono le stesse che hanno permesso la sosta serale dopo le 20:30 sulle corsie dei bus, perché dopo quell'ora non ne passano più, non basterebbero tutti i parcheggi del centro storico per soddisfare le richieste degli operatori commerciali. Non servono nuovi parcheggi, se non per i residenti, ma semmai è più che necessaria una mobilità pubblica che integri il trasporto ferroviario con quello su gomma e via mare, per rendere facili e veloci gli spostamenti dei residenti, dei pendolari e dei turisti in un'area vasta che comprenda, oltre alla nostra provincia, anche quella di Massa, la Garfagnana e il Tigullio. Crediamo che le miopi politiche espresse da questa giunta, che ripercorrono schemi datati e superati da decenni, oltre ad essere poco produttive non permettano alcun tipo di crescita; a titolo di esempio scegliere la stazione di Migliarina come Hub per le Cinque Terre, senza prendere in considerazione il vecchio progetto di una nuova e più grande stazione ferroviaria nello scalo di Valdellora, denota appieno queste mancanze. Ma quello che stride di più è che, se l'amministrazione Peracchini pecca di visione e di organicità di contenuti – è inutile vincere bandi ministeriali per nuovi filobus se poi l'orario di esercizio rimane limitato a 14 ore al giorno, e se si decide di chiudere la biglietteria di Piazza Chiodo- non ci saremmo mai aspettati da consiglieri di opposizione, da sempre distinti per capacità di esprimere idee costruttive e sostenibili, polemiche inutili e non aderenti alle reali esigenze di una città del ventunesimo secolo.


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