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Più Europa: "Cenerini chieda scusa ai titolari dell'Osteria della Corte"

Più Europa: "Cenerini chieda scusa ai titolari dell'Osteria della Corte"

La Spezia - Fabio Cenerini, consigliere di maggioranza (Forza Italia), noto ai più solo per i suoi attacchi personali ai membri dell’opposizione e per alcune vicende dal chiaro sapore razzista, finite sulle cronache nazionali, questa volta l’ha fatta ampiamente fuori dal vaso.
Il novello candidato alle regionali nella lista forzista in appoggio a Toti, pur di non farsi mancare l’occasione per avere un po’ di notorietà nei social (e qui, essendo ampiamente esaurito il celebre quarto d’ora di Warhol, temiamo che sia dentro all’accezione di Umberto Eco) ha sferrato un attacco nel personale (e ti pareva) nei riguardi dell’Osteria della Corte,famoso ristorante cittadino, rea, si fa per dire, di aver fatto preparare la cena a un tavolo di razzisti conclamati da un loro dipendente di origini ghanesi.
L’aneddoto, che nelle cronache non aveva mancato di suscitare critiche, a dire il vero più di misura, anche da parte dell’ex assessore alla cultura Paolo Asti, riportava la nemesi che la chef Silvia Cardelli, (che assieme a suo marito Andrea Ferrero gestisce da diversi lustri il prestigioso ristorante), aveva riservato una sorpresa agli astanti a tavola, i quali avevano appena dichiarato di essere allergici alla frutta secca e ai barconi, facendogli preparare tutte le pietanze da Kassim, un ragazzo ghanese, giunto profugo alcuni anni fa ed assunto da Silvia, persona sensibile e molto impegnata nel sociale. Ciò che da fastidio, al nipotino di Almirante, perché è bene ricordare il passato del consigliere forzista nel MSI, è che il locale, che negli anni si è guadagnato il credito più che meritato di essere uno dei migliori ristoranti della provincia, è di aver assunto niente meno che un profugo; chissà che faccia farebbe l’ex missino se scoprisse che uno dei camerieri è albanese e che in cucina lavora anche un ragazzo Bielorusso. Conoscendo molto bene Silvia e Andrea, sappiamo che ogni persona che lavora presso il loro ristorante è trattata come un figlio, e immaginiamo che non ci siano eccezioni, per chi ha lasciato da anni la propria terra e i propri affetti. Non capiamo cosa interessi a un politico, sindacare sulle libere scelte di un imprenditore, come assumere la persona più adatta ad assolvere le mansioni aziendali e soprattutto se aderisce ad un partito che -a parole- ventisei anni fa proclamava la rivoluzione liberale (mai attuata peraltro, anzi, basti ricordare quando Berlusconi mise in fuga Spinetta, AD di Air France, in procinto di acquistare da un traballante governo Prodi, Alitalia, per cederla, dopo essere salito al potere pochi mesi dopo, a nostre spese a una cordata di “capitani coraggiosi“).
Oltre a censurare il grave attacco personale ai titolari del locale e a Kassim, ed esprimendo loro la massima solidarietà da parte del gruppo Più Europa Più La Spezia, consigliamo all’autore dello squallido post di chiedere loro scusa, augurandoci che gli elettori spezzini riflettano bene su chi votare a settembre alle Regionali, prima di mettere la scheda nell’urna.

Il Coordinamento del Gruppo
Più Europa Più La Spezia

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