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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 22.30

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Pietrini saluta Luni: "Lascio un Comune sano e pronto a spiccare il volo"

Secondo mandato ai titoli di coda, il sindaco: "Vado via con differenziata all'80% e messa in sicurezza quasi completata. Ho dato tutto ogni giorno cercando di aiutare la comunità. Voce stonata nel Pd dei personalismi, sosterrò Pisapia da cittadino".

Pietrini saluta Luni: `Lascio un Comune sano e pronto a spiccare il volo`

La Spezia - “Cosa farò dopo l'11 giugno? Sarò un normale cittadino di Luni. Ho fatto l'amministratore per tanti anni, ora è il momento di dedicare un po' di tempo alla mia vita privata”. Fra un mese Francesco Pietrini, classe 1950, concluderà il suo secondo mandato da sindaco nel comune che ha amministrato prima come Ortonovo e poi in questi ultimi mesi col nome dell'antica città romana. Un percorso lungo ed intenso che poco prima dei titoli di coda il primo cittadino ripercorre con onestà e schiettezza, ma anche col sorriso e l'ironia che non gli sono mai mancati come prova la suoneria del cellulare con "Blowin in the wind" di Bob Dylan. “Sono nato in una grotta ad Equi – afferma ridendo – ma è la dimostrazione che anche nel piccolo c'è grande sensibilità”.

Sindaco lei di strade ne ha percorse parecchie in questi anni su e giù per le frazioni, i momenti delicati non sono mancati
“Fra questi ci metto sicuramente la situazione legata al debito fuori bilancio di un milione e ottocentomila euro spesi per le fognature. E' stato un trauma ma dopo lo sconforto iniziale sono andato prima dal procuratore della Repubblica dicendomi pronto a rispondere di ogni mia responsabilità, e poi alla Corte dei Conti, ho rimosso il responsabile del servizio, impegnandomi a risanare le casse comunali. Ho preso precisi impegni politici e mi ha fatto piacere che anche l'opposizione in consiglio comunale non abbia mai messo in dubbio la mia onestà. Ho chiuso gli ultimi due bilanci con avanzi di amministrazione cospicui: più di un milione l'anno scorso e circa 400mila euro quest'anno, quindi consegno al mio successore un comune con i conti in ordine. Anche se non è dipesa da me, considero un'altra ombra anche la mancata fusione con Castelnuovo Magra. Purtroppo c'è stata poca lungimiranza ma in parte noi ortonovesi siamo riusciti a rimediare con il recente referendum per il cambio di nome. Non ha rappresentato alcuna rivalsa ma solo la volontà di far ripartire un percorso che possa sviluppare potenzialità occupazionali dando lustro a tutto il territorio”.

Il rilancio dell'area archeologica come traino dell'economia locale è stato al centro dei suo operato. Oggi lascia in un momento che può essere di svolta per il sito
“Come detto il cambio di nome ha creato una possibilità gettando le basi per qualcosa di concreto ma non si può pensare che si possa cambiare tutto con uno schiocco di dita. Nei giorni scorsi “Val di Magra formazione” ha creato un progetto per finanziare, grazie a fondi europei, una cooperativa che dia vita ad un'impresa dedicata all'accoglienza turistica. Una volta completati i lavori di collegamento fra autostrada e sito – la cui passerella è in fase di assemblamento in cantiere – si dovranno infatti creare i presupposti per sfruttarne le possibilità. Finalmente stanno per arrivare anche i finanziamenti per la ristrutturazione dell'area per un museo sempre più “territoriale” che sfrutti i collegamenti con i nostri centri storici, a fronte anche delle 7.000 presenze in più registrate l'anno scorso. Si stanno creando le condizioni per un vero rilancio che deve essere però supportato da tutti”.

Nel corso dei suoi due mandati ha dovuto fare i conti anche con tre alluvioni, due delle quali ravvicinate. A che punto è la messa in sicurezza del territorio?
“Nelle ultime due annualità abbiamo messo a bilancio quasi novecentomila euro per mitigare le calamità naturali, soprattutto a San Rocco. Ovviamente se questi soldi fossero stati impiegati in altri ambiti avremmo potuto fare di più per tutto il comune ma la sicurezza ha avuto ovviamente la priorità. Sul Parmignola ci sono novità perché Carrara sta proseguendo sul progetto “Sette quartieri” mentre due dei nostri tre progetti per i finanziamenti europei sono stati approvati. Uno riguarda il ponte Pertini che arriva a San Rocco per alzare e mettere in sicurezza la strada per, con una spesa totale di quasi un milione e trecentomila euro, dei quali 900mila europei. C'è già un cronoprogramma stabilito e si partirà nei prossimi giorni. Il secondo riguarda invece il completamento della parte più fragile del Parmignola nei pressi del ponte autostradale di cui ha dato notizia l'assessore regionale Giampedrone in questi giorni. Servirà per mettere in sicurezza gli ultimi 70 metri garantendo così una maggiore tranquillità di tutto l'asse visti anche gli interventi alla foce”.

Si sente di dare dei consigli al suo successore? Cosa lascia a chi verrà dopo di lei?
“No, non voglio invadere un campo che non è più il mio. Sono felice di lasciare un Comune con i conti in ordine che quindi non pregiudicheranno l'attività amministrativa di chi si insedierà. Lascio anche un Comune nel quale si stanno sbloccando le assunzioni visto che arriveranno un ingegnere per l'ufficio tecnico e due agenti della municipale. Per il futuro sindaco potrà essere un'idea quella di esternalizzare i servizi visto che anche in questi giorni abbiamo a disposizione un solo operaio. In questi anni, anche nei momenti difficili, abbiamo fatto tutto in trasparenza cercando sempre di non abbassare la guardia su temi fondamentali come mitigazione del rischio e servizi sociali. Ritengo infine una scommessa vinta anche quella di Luni Mare con il recupero del centro sportivo mentre auspico che a breve la ditta Agnese possa completare il ponte sull'idrovora che ridarà uno sbocco al mare diretto ai residenti”.

Fra i risultati ottenuti quale ritiene più importante?
“Metto fra le vittoria l'aver sempre privilegiato le piccole attività senza cedere alla logica dei centri commerciali che abbiamo comunque un po' subito a livello territoriale. Sicuramente tengo molto al risultato della raccolta differenziata che oggi si attesta all'80%. Per puntare sul turismo e sull'accoglienza è inevitabile partire da pulizia e decoro e ritengo un obiettivo percorribile per i prossimi anni quello di passare dalla quantità alla qualità del rifiuto”.

Ci sono avversari politici che ricorda più di altri dopo decine di accesi consigli comunali spesso anche molto accesi?
“Non so perché forse ne ho avuti di più all'interno della maggioranza che fra le fila dell'opposizione (ride). Con tutti c'è stata grande dialettica e anche se non spetta a me dirlo credo di aver sempre puntato su un governo “collegiale” confrontandomi sempre e coinvolgendo tutti, anche la minoranza, specie nelle cose più importanti senza inutili decisionismi. Penso ad esempio alle pratiche urbanistiche e alle varianti che hanno portato alla riduzione del 33% della capacità edificatoria. Ci siamo sicuramente inimicati qualche costruttore ma è inutile andare a battere cassa in Regione dopo le calamità naturali senza prima dare risposte concrete sul proprio territorio. Le concezioni urbanistiche sono cambiate, per questo spero che il prossimo sindaco dia un segnale forte puntando su ristrutturazione ed edificazione zero. In molti consigli comunali le pratiche sono entrate in un modo e sono uscite in un altro proprio grazie al confronto con tutti i gruppi e di questo sono contento”.

Sindaco e palazzo civico rappresentano solidi punti di riferimento per popolazione. Come ha visto mutare in questi dieci anni la comunità ortonovese?
“Ho vissuto questa esperienza ogni giorno, ascoltando le istanze di tutti perché il compito di un amministratore è quello di risolvere i problemi. Negli ultimi tempi sono cambiate le persone ma anche le priorità, se prima si veniva in Comune per segnalare problematiche varie ora la gente viene soprattutto per chiedere casa o lavoro, a volte accontentandosi anche solo di essere ascoltate. Vengono con grande dignità e dicono “io voglio solo lavorare”, ed è brutto non avere gli strumenti adatti per risolvere tutti i loro problemi”.

La sua esperienza politica si concluderà l'11 giugno o proseguirà oltre?
“Non nascondo di aver sempre avuto una naturale predisposizione per la sinistra quindi il mio impegno da cittadino avrà un occhio di riguardo per Giuliano Pisapia. In questi anni non ho mai cantato nel coro, anzi, sono sempre stato una voce stonata all'interno del Pd al quale non ho mai chiesto né chiederò nulla. A livello territoriale è evidente che sia una grande frammentazione e lo possiamo vedere anche qui dove probabilmente ci saranno sei candidati sindaci, una cosa mai vista. Saranno quasi più degli elettori. Ma Luni è solo lo specchio di quello che sta avvenendo in provincia a partire da Spezia dove i problemi sono molto più grandi. Non voglio dar giudizi ma credo che gli eccessivi personalismi non abbiano avuto influenze positive mentre per quanto mi riguarda ho sempre cercato di avere una visione territoriale scontrandomi anche con realtà più grandi della nostra che temevano di perdere la propria “egemonia”. Qualcuno si è sentito disturbato anche dall'ultimo referendum ma Luni rappresenta la nostra storia e la sua valorizzazione gioverà a tutti”.

Quanto le mancherà il contatto quotidiano con cittadini, pratiche amministrative e problemi più o meno grandi?
“Ogni giorno di questi dieci anni ho cercato di fare il possibile per aiutare la mia comunità. Qui lascio un po' di cuore come quando ho smesso dopo 35 anni di insegnamento scolastico. Quella mancanza l'ho colmata proprio facendo il sindaco mentre per questa devo ancora pensarci, probabilmente farò del volontariato. Sicuramente leggerò i tanti libri che ho trascurato in questi anni perché ogni volta che entri in comune non hai tempo per pensare al resto”.

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