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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Novembre - ore 10.03

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Piazza sospesa, l'amministrazione deve andare di bolina

L'assessore Piaggi ha spiegato i motivi della rinuncia all'interramento di Viale Itaia e al sottopasso ciclopedonale, ma nessuno dei consiglieri intervenuti ha difeso il progetto proposto dalla giunta nonostante l'invito a non fare voli pindarici.

Schiaffi da tutte le parti
Piazza sospesa, l'amministrazione deve andare di bolina

La Spezia - Tutti contrari al progetto, nonostante le spiegazioni dei motivi che hanno portato alla scelta della passerella sopraelevata per l'attraversamento di Viale Italia da parte di pedoni e biciclette. Come si era già notato nelle commissioni consiliari precedenti la piazza sospesa proposta dall'architetto Alfonso Femia e approvata dall'amministrazione comunale non convince in consiglieri, sia quelli di opposizione che quelli di maggioranza. Un altro intervento, dopo quello di Piazza Cavour, colleziona quindi più critiche che apprezzamento.

Il quadro si è delineato nel pomeriggio a Palazzo civico, nel corso della seduta congiunta delle commissioni II e II, presiedute rispettivamente da Marco Tarabugi e Maria Grazia Frijia. Al tavolo erano presenti l'assessore ai Lavori pubblici Luca Piaggi e il dirigente Claudio Canneti, per spiegare i motivi della bocciatura delle altre ipotesi, quelle che prevedevano l'interramento di un tratto di Viale Italia e la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale.
Il primo scenario scartato è stato quello dell'interramento del traffico.
"Per avere un senso avrebbe dovuto essere di almeno 100 metri, ribassato di 5. E per permettere il transito della auto sarebbero servite due rampe inclinate di 70 metri ciascuna. Il segmento interessato diventerebbe quindi di 240/250 metri", ha illustrato l'assessore Piaggi, andando poi a snocciolare le criticità dell'ipotesi.
"Ci sarebbero gravi difficoltà viabilistiche nel corso dei lavori in uno degli assi viari principali della città, se non il più importante. Per non chiudere completamente il transito alle vetture si dovrebbero realizzare due arterie laterali, che andrebbero a insistere sui giardini da una parte e sui parcheggi all'altezza dell'imbarco dei battelli dall'altra. Si finirebbe per chiudere l'accesso a Via Diaz, perdendo anche i parcheggi che sono in quell'area. Sarebbero necessarie importanti opere a monte per far fronte all'intervento che richiederebbe lo spostamento di sottoservizi e reti di ogni tipo, talvolta non noti sino a quando non si inizia davvero a scavare. Poi proprio in quel punto c'è la testimonianza di una banchina del Seicento e ci potrebbero essere interferenze di tipo archeologico. L'area è a 20 metri dal mare, sono possibili intrusioni idriche importanti. E ancora: andrebbe demolito e spostato il distributore di carburante presente e con le rampe si perderebbero parte dei giardini storici, i parcheggi fronte mare, oltre all'accesso alla Banchina Revel da parte dei mezzi dei pescatori che ormeggiano lì. E se in caso di allerta meteo fosse necessario chiudere il bypass sotterraneo si bloccherebbe la viabilità di tutta la città". Insomma una lista di problemi parecchio lunga, alla quale si aggiungerebbero costi compresi tra i 13 e i 15 milioni di euro per un cantiere dai tempi difficili da stimare.

Andrebbe poco meglio, a detta dell'assessore, nell'ipotesi del sottopasso pedonale.
"Le pendenze restano le stesse della passerella, pari all'8 per cento, per consentire la fruibilità dell'opera ai disabili e alle bici. Per un attraversamento degli 11 metri di Viale Italia servirebbero due rampe da 40. Le criticità viabilistiche - ha proseguito Piaggi - sarebbero più limitate, ma servirebbe realizzare un ponte largo 5 metri per tutta la durata del cantiere. Restano i problemi dei sottoservizi e quello archeologico. E anche in questo caso costi e tempi sono difficilmente prevedibili: la spesa potrebbe oscillare tra i 2,5 e i 3,3 milioni di euro. Inoltre le rampe sarebbero di fatto nuovi ostacoli, creando meno permeabilità nell'area rispetto a quella attuale. Si perderebbero i platani di Via Diaz e l'accesso alla Revel per i mezzi dei pescatori. E i sottopassi sono sottopassi ovunque: sono spesso sporchi e mal frequentati, e le cattive frequentazioni le abbiamo già, ai giardini. Tutto è superabile, certo, ma alla fine si creerebbero più barriere di quelle esistenti oggi".

Il commissario Guido Melley ha chiesto quali sono, invece, le criticità della passerella. "L'unica è che si vede, non è sotterranea, per il resto non presenta certamente i problemi degli interramenti che a fronte di una valorizzazione delle strutture dell'Autorità di sistema portuale prevista dal progetto della piazza sospesa, andrebbero invece a penalizzarle rendendole difficilmente raggiungibili.
Marco Raffaelli ha proposto di fermare il progetto per investire le risorse in altri interventi e ha sottolineato come sino a oggi non siano stati presi in reale considerazione progetti alternativi. "Non ci sono progetti pervenuti al Comune - hanno risposto Piaggi e Canneti -, si è solo sentito parlare di idee o render, ma mai di veri progetti di fattibilità".
Secondo Massimo Caratozzolo non c'è una reale necessità di fare questo intervento. "Basterebbe un semaforo intelligente, migliore di quello che c'è oggi. Invece è stata scelta questa opera invasiva. Esistono anche scale e ascensori, non è indispensabile fare rampe per i disabili - ha detto parlando del sottopasso pedonale -. Le bici? Non sono una priorità".
"Sono da sempre favorevole all'interramento delle auto - ha detto ancora Melley - l'unico modo per collegare la città al mare, e non solo un pezzetto, una via. Servirebbero finanziamenti ulteriori, ma si possono da cercare. A Genova lo hanno fatto. A mio avviso occorre uno studio approfondito per questa ipotesi".
Fabio Cenerini, esponente di primo piano della maggioranza, si è detto concorde con Melley, provocando una smorfia di incredulità nel volto della presidente Frijia. "L'interramento del traffico sarebbe un'opera spettacolare per una città come Spezia e dovrebbe essere complementare alla realizzazione del parcheggio sotto la Pinetina. Anche a Firenze sono stati realizzati sottopassi. Credo si debba fare una riflessione più approfondita con la città, che dovrebbe comunque essere coinvolta anche per portare avanti il progetto della passerella. E per quel che riguarda il degrado: potrebbe esserci anche sotto la piazza sospesa".
Secondo Luigi Liguori la passerella in quella posizione è "una aberrazione. Piuttosto - ha dichiarato - avrebbe senso all'altezza del Molo Italia. E anche per me, sebbene possa essere un sogno, l'ipotesi da cercare di realizzare è quella del sottopasso".
"La passerella interrompe la visuale e rovina Via Diaz, che è l'apertura al mare di Via del Prione - ha aggiunto Roberto centi -. L'opera proposta è sovradimensionata rispetto alle esigenze che ci si prefigge di assolvere. Capisco le criticità dell'interramento, ma sarebbe una prospettiva talmente bella che ripenserei a tutto con una visione più ampia, anche aspettando più anni".
Stessa posizione per un'altra voce della maggioranza, quella di Patrizia Saccone: "L'interramento è un sogno, ma invito l'amministrazione a fare una riflessione ulteriore".

"Anche per me l'ideale sarebbe l'interramento del traffico - ha replicato Piaggi - ma gli esempi portati sono ben diversi dalla realtà spezzina. A Genova vennero investiti 90 miliardi delle Colombiadi nel 1995 per il sottopasso di Caricamento, che a fianco ha la sopraelevata. La situazione viabilistica di Spezia è diversa da quella di Genova e Firenze. Proponete Viale Mazzini come alternativa a Viale Italia? Per due anni o tre... Siamo davvero disposti a far sopportare agli spezzini tre anni di caos totale? Vogliamo approfondire? Possiamo farlo, ma resta il che è andremmo a intervenire sull'unico asse viario. Eviterei di fare voli pindarici".
L'ultimo a parlare è stato un altro esponente della maggioranza, Giacomo Peserico, ma anche da parte sua non è arrivato un intervento a sostegno del progetto promosso dall'amministrazione. "Ieri è stato sufficiente un piccolo lavoro di Iren per bloccare Viale San Bartolomeo. Abbiamo una viabilità debole. Credo che su Viale Italia non si possa fare niente di rivoluzionario come i sottopassi. E ho qualche perplessità anche sulla passerella: in caso di trasporti eccezionali come si farebbe? L'altezza di 5 metri dovrebbero andare bene, essendo la stessa dei cavalcavia delle autostrade, ma se fosse per me lascerei tutto come è oggi".

Il progetto della piazza sospesa, quindi, ha preso schiaffi da tutte le parti. Ma l'assessore a margine della seduta ha escluso un ulteriore approfondimento delle ipotesi già scartate e ha previsto la prosecuzione dell'iter di realizzazione della passerella. Si preannuncia un dibattito infuocato.

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