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Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Gennaio - ore 16.50

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Piazza Verdi, col cantiere vanno avanti anche le proteste dei commercianti

Seduta di commissione senza l'assessore Mori, che sarà ascoltato in un secondo incontro. La minoranza:"Fuga dalle responsabilità". I negozianti: "Il Comune non ha emesso fattura sui nostri pagamenti".

Piazza Verdi, col cantiere vanno avanti anche le proteste dei commercianti

La Spezia - Dopo tre anni e quattro mesi di lavori il cantiere è ancora in corso, e i 25 commercianti che hanno la sfortuna di avere le vetrine che si affacciano su Piazza Verdi non ce la fanno più. Tra le altre cose vogliono conoscere il crono programma, vedere installare le fioriere e chiedono l'apertura di un varco pedonale intermedio che consenta ai potenziali clienti di spostarsi da una parte all'altra senza dover fare il periplo della piazza.
Questa la punta dell'iceberg che è stato avvistato nel corso della seduta della commissione consiliare che si è svolta nel pomeriggio, dove alcuni dei negozianti di Piazza Verdi sono stati ascoltati dai commissari.
Il primo argomento toccato è stata la decisione dell'assessore ai Lavori pubblici e alle Attività produttive, Corrado Mori, di non partecipare all'incontro richiesto dalla consigliera Maria Grazia Frijia, rendendosi disponibile per una seduta successiva, che si svolgerà il 14 ottobre.
“Mori ha deciso di sottrarsi al contraddittorio – hanno affermato in apertura la stessa Frijia e Giulio Guerri –, di nascondersi alle responsabilità nei confronti dei commercianti”. Il presidente della commissione, Pier Luigi Sommovigo, ha spiegato che l'assessore “non è obbligato al contraddittorio, il compito delle commissioni è audire i soggetti interessati. Saranno poi i consiglieri a farsi interpreti degli interrogativi emersi. Mori non si è sottratto alle regole. La sua è stata una scelta, opinabile o meno, ma entro i limiti del regolamento”. La minoranza ne ha preso atto, ma Edmondo Bucchioni ha chiesto “almeno di inoltrare il verbale a Mori”.

Al tavolo degli ospiti, commercianti e comitati hanno preso la parola per l'audizione. “L'amministrazione si è resa responsabile di danni economici e materiali sotto gli occhi di tutti. Soprattutto ai commercianti. Inoltre non si presenta al confronto, con un atto che denota l'indecenza di questa amministrazione. Non si può disertare una commissione – ha affermato con enfasi Massimo Baldino – con persone alle quali hanno cagionato danno enormi. Abbiamo la perizia di un agronomo relativa agli atti del 20 febbraio scorso, in cui la Soprintendenza chiedeva di compensare i volumi delle chiome rimosse dalla piazza: ci vorrebbero 360 alberi della tipologia che è stata impiantata. Potremmo andare al Consiglio di stato, ma non lo facciamo perché non vogliamo che una sospensiva faccia perdere ulteriore tempo”.

Per i commercianti ha preso la parola Luciano Rotondo, titolare di una pizzeria: “Siamo qua in pochi perché per il Comune contiamo poco, e senza la presenza dell'assessore Mori tanti hanno preferito fare altro. Credo che le nostre domande resteranno senza risposta, che non avremo il verbale, non avremo riscontri". Quello che ha chiesto rotondo è prima di tutto un crono programma "veritiero, non politico. Le ultime stime parlavano della fine dei lavori a novembre, ma è oggettivamente impossibile. Parliamo con gli operai - ha detto il ristoratore - e sappiamo che si arriverà a San Giuseppe. Inoltre avevamo chiesto l'apertura del passaggio intermedio tra i due cantieri che stanno lavorando oggi. Ci viene risposto che non è sicuro, una barzelletta per Piazza Verdi, dove la sicurezza è una chimera. Per noi è importante: basta un varco largo 1 metro e venti...". Anche le fioriere e le rastrelliere sono una delle priorità messe nero su bianco da Rotondo: "Se ne parla da un anno e mezzo, ma non sappiamo come saranno posizionate, e quando arriveranno. Mori dice che saranno messe a chiudere, ma vogliamo metterle o no? Almeno si potrebbero togliere le transenne, rendere la piazza meno cantiere. O dobbiamo aspettare che finiscano i lavori e i soldi non ci sono?".
Quindi un quesito rivolto a Vannetti: "Cosa dovremo fare, dopo quattro anni di lavori? Comprare arredi di lusso e dehor da 20mila euro? Vorremmo poterne discutere, potremmo dare indicazioni utili anche noi, anche se siamo bottegai. Invece di scoprire all'ultimo cosa ha in mente il progettista. Vogliamo certezze, vogliamo vedere il disegno finito di questa piazza, per capire come potremmo posizionarci con dehor e tavolini. E quando gli alberi verranno collocati? Che essenze saranno? Anche per questi stiamo attendendo novità da 1 mese e mezzo".
Il desiderio è quello di vedere finita la piazza, ma anche di sapere come sarà, visto che le varianti si sono susseguite e per chi ha un'attività commerciale il contesto è ovviamente importante.
In conclusione, Rotondo ha avanzato una richiesta che ha del paradossale: "In 11 commercianti, dopo aver perso il ricorso al Tar, siamo stati costretti a pagare 7mila euro al Comune. Da mesi chiediamo che ci vengano rilasciate delle ricevute, delle quietanze di pagamento, così da poter scaricare l'Iva. E le vogliamo individuali. O forse dobbiamo andare dalla Guardia di finanza e dire che abbiamo pagato il Comune in nero?".
“Mori è forse stanco per le comparsate in tv e sui giornali? Perché non è qua a rispondere? Inizi, in modo volenteroso e morale ad occuparsi di noi. Ha anche la delega alle Attività produttive”, ha aggiunto lo storico edicolate Luciano Polerà.
Anna Superno, titolare del bar Caffè al volo, ha rincarato la dose: “Per due anni il Comune ci ha tolto la tassa sul suolo pubblico, per quest'anno è congelata, ma il prossimo ne dovremo pagarne due”.
Sabrina Matellini, del panificio Casalini, ha illustrato la sua esperienza nella ricerca di ottenere il prestito a sostegno dei commercianti di Piazza Verdi che era stato lanciato dall’amministrazione: “Si tratta di un prestito garantito da Confart, per il quale mi è stato chiesto un tasso allucinante perché non ho garanzie da mettere sul piatto. Se le avessi avute, non lo avrei chiesto. Mi pare evidente. Mi sono trovata di fronte a condizioni capestro, e dopo quattro anni con l’acqua alla gola, di aiuti da parte del Comune non se ne sono visti”.
Il commissario Pietro Antonio Cimino ha ribadito le sue preoccupazioni per la sicurezza di quanti frequentano la piazza, a cominciare dagli studenti, e ha sottolineato le criticità relative al transito dei mezzi di sicurezza. Marcella Ariodante ha evidenziato invece il peggioramento della situazione per il lato a monte, verso l’arsenale, dove la fognatura emette miasmi che prima non erano presenti. Massimo Pannone ha invitato i consiglieri di opposizione a non sfruttare il tema per spot elettorali per la parte avversa e ha proposto che i commissari restituiscano a favore dei commercianti i gettoni di presenza da 80 euro che hanno ricevuto nel corso delle sedute delle commissioni su Piazza Verdi. “Quello, semmai, lo dovrebbero fare solamente i consiglieri della maggioranza – gli è stato risposto in coro – visto che la responsabilità dei ritardi è evidentemente a carico del Comune, che ha potuto lavorare anche durante le fasi processuali, concluse da mesi”.

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