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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Agosto - ore 14.49

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Piaggi: "Nessun migrante potrà occupare il (possibile) ostello"

Tra volantini e dibattiti virtuali, amministrazione accusata di proporre una partecipazione frettolosa e il sindaco replica: "Avete paura della democrazia?". L'assessore stoppa la voce di 96 posti per migranti in bassa stagione.

L'attacco ai "minus habens"
Piaggi: "Nessun migrante potrà occupare il (possibile) ostello"

La Spezia - E' guerra aperta, ormai, sul futuro della scuola dell'infanzia di Via Firenze. E non potrebbe essere altrimenti, visto che da giorni siamo nel bel mezzo della campagna referendaria sulla questione organizzato dall'amministrazione per le giornate di oggi e domani, dalle 15 alle 18, al Centro civico di Via Castelfidardo.
Una campagna dai toni accesi, dovuti a molteplici fattori. La protesta contro il trasferimento degli alunni nella vicina scuola di Via Napoli e la trasformazione dell'edificio in ostello fu infatti uno dei cavalli di battaglia di quella opposizione alla giunta Federici che oggi siede tra i banchi della maggioranza, rivendicando il diritto di essere coerente rispetto alla posizione tenuta poco più di un anno fa. A questo si aggiunge la situazione politica di partenza fatta di un rapporto non proprio idilliaco tra il sindaco Pierluigi Peracchini e la giunta, da una parte, e il consigliere Massimo Caratozzolo e i membri del comitato di cui faceva parte sino a pochi mesi fa, dall'altra. Nemmeno il fitto conciliabolo tra Caratozzolo e l'assessore alla Partecipazione e ai Lavori pubblici, Luca Piaggi, andato in scena ieri sul pianerottolo del primo piano di Palazzo civico è stato sufficiente per distendere gli animi, che anzi sulla piazza virtuale di Facebook si sono rinfocolati con forza tra ieri sera e oggi. Infine sulle argomentazioni della trasparenza, della correttezza degli atti pubblici e della volontà di difendere un presidio scolastico si sono innestati negli ultimi giorni i tema che più di tutti appassionano il popolo del web: quelli dell'immigrazione e della partecipazione. E la cosa ha mandato su tutte le furie sia Piaggi che Peracchini.

Il tema dei migranti ha iniziato a serpeggiare sulla pagine di quartiere e sui profili Facebook nei giorni scorsi, per poi concretizzarsi nella realtà su un volantino che lascia poco spazio all'immaginazione (vedi sotto).
Secca la condanna dell'assessore Piaggi, sempre via social, perché è lì che corre maggiormente la polemica: "Di fronte a ciclostilati in stile Br come questi non posso esimermi dal ringraziare. Grazie perché ci date l’opportunità di comprendere quanto stiamo lavorando bene, per far emergere la partecipazione e la volontà dei cittadini su temi importanti come il futuro del quartiere Umberto I. Ci fate capire quanta sia la paura della democrazia.
Inutile dire che il manifesto in questione, creato da dei minus habens (lascio a voi la traduzione in spezzino) sia privo di qualsiasi fondamento. Nessun migrante potrà mai occupare il (possibile) centro turistico escursionistico".
Nel pingo pong con i commentatori, che in gran parte appoggiano la sua posizione, l'assessore ribadisce di non avere preconcetti sul destino della scuola e di voler lasciare la parola alla popolazione, respingendo però l'utilizzo di certi "tentativi maldestri di affondare le basi democratiche della nostra città".

Più scomoda la posizione del sindaco Peracchini, intervenuto a commento di un post critico verso l'operato dell'amministrazione sul profilo dell'ex consigliere grillino Fabio Vistori, oggi membro di Effetto Spezia e sostenitore dell'attuale presidente del consiglio comunale Giulio Guerri (e dunque di Caratozzolo) nella scora campagna elettorale per le amministrative.
"Siete allergici alla democrazia? O non avete fiducia dei nostri concittadini? Non ho deluso nessuno - scrive Peracchini - perché non ho promesso nulla su questo tema, solo che prima di rinunciare a due milioni di contributi statali vorrei che i cittadini conoscessero i progetti di riqualificazione e decidessero con coscienza! Se avete spiegato i progetti e i vostri concittadini la pensano come voi dite, perché avete paura che si esprimano ora che dobbiamo dare la risposta a Roma?".
Nella sua replica di Vistori ha ribadito i concetti della foto postata poco prima (vedi sotto), mettendo in dubbio la bontà del percorso partecipativo impostato da Palazzo Civico: "Caro sindaco, la democrazia partecipata prevede che i cittadini siano informati sulle possibili scelte e le implicazioni. Non si può improvvisare. E' un percorso che non si risolve in pochi passaggi o presentando cifre molto approssimate in un singolo incontro. Lei davvero pensa che chi domani andrà a votare sia consapevole appieno delle scelte possibili e di cosa sta votando? Io temo di no".
La discussione è proseguita (e proseguirà, c'è da starne certi) arrivando a evidenziare una spaccatura all'interno del comitato di quartiere, soggetto che più degli altri si batte contro la riconversione della scuola materna: da una parte c'è chi sta col sindaco, dall'altra chi invece dal primo cittadino è rimasto profondamente deluso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il volantino che critica i metodi partecipativi dell'amministrazione Peracchini
Il manifesto che ipotizza l'utilizzo dell'eventuale ostello per accogliere migranti


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