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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 22.30

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Petri (Pd): "Dissesto idrogeologico da combattere con un piano regolatore delle acque”

Petri (Pd): `Dissesto idrogeologico da combattere con un piano regolatore delle acque”

La Spezia - "Il problema del dissesto idrogeologico e la sua prevenzione è un tema che ho già affrontato quando appena entrato in consiglio comunale ho presentato una mozione che affrontava con decisione questa tematica che oggi voglio riproporre in quanto trovo una grande assonanza con l'idea del rammendo dei quartieri del programma di Paolo Manfredini che parafrasando i ragionamenti dell’architetto Renzo Piano cerca di dare una risposta ai problemi connessi con due tematiche diverse ma ugualmente devastanti e cioè gli effetti conseguenti ai terremoti ed al dissesto idrogeologico". Il consigliere comunale Paolo Petri parte dal suo quartiere, Valdellora, per ampliare un ragionamento che muove verso tutta la città: "Qui ho avuto la possibilità di studiare le conseguenze di una pioggia molto forte che si scarica lungo il canale dell’ora e allaga via Galvani, di fatto gli allagamenti ormai sono periodici massimo ogni due anni. Evitando di entrare nel tecnicismo, un fenomeno piovoso di forte intensità potrebbe avere un effetto devastante su via Galvani, coinvolgere via Volta e scaricarsi all’incrocio con via Valdellora verso il tunnel di via Asso invadendolo di acqua e detriti con dei volumi molto importanti (sicuramente superiori ai 1000 mc). Peraltro il tunnel è già stato allagato varie volte".

"Fortunatamente eventi di questo tipo - continua Petri - nella nostra città non si sono ancora verificati. Ma non si può vivere sperando: il reale rischio di allagamento non e’ un problema solamente di Valdellora, ma coinvolge globalmente le zone marginali ossia dove termina la citta’ ed inizia la campagna o meglio i boschi abbandonati. Per questi motivi di fondo propongo un grande progetto per la nostra città che sia una vero e proprio “piano regolatore delle acque” da collegarsi strettamente con il progetto sentinelle del territorio che la passata amministrazione ha proposto investendo importanti risorse derivanti al Por/Fesr sulla lotta al “dissesto idrogeologico” coinvolgendo il Cnr-Irpi nel progetto sentinelle del territorio insieme agli ordini professionali".

Perche’ la Spezia dovrebbe dotarsi di un piano regolatore delle acque? "Perché dobbiamo avviare un approfondito controllo delle zone marginali collinari laddove finisce la città ed inizia la campagna, verificare il sistema di smaltimento delle acque soprattutto in corrispondenza degli inizi delle tombinature. Perché dobbiamo porre una grande attenzione ai piani di taglio delle piante lungo i fossi e canali in quanto si potrebbe verificare un fenomeno di accelerazione dello smaltimento delle acque in quanto viene eliminata una parte di vegetazione che contribuisce comunque a rallentare le acque di ruscellamento. Perché dobbiamo avviare dei piani di manutenzione idrogeologica dei bacini secondari, che coinvolgano i privati cittadini attraverso piani che pongano al centro la salvaguardia della persona umana, in questo senso valutare le opportunità che possono emergere dalle normative regionali ed europee di settore".

Secondo Petri è necessario favorire anche attraverso eventuali incentivi la realizzazione di sistemi di smaltimento controllati delle acque di pioggia in particolar modo nelle fasce a monte delle zone urbane adottando criteri di invarianza idraulica, ossia sistemi che non facciano aumentare il flusso idrico attraverso i canali di scolo: "Dobbiamo avviare una revisione dei capitolati di appalto sulle asfaltature delle strade favorendo il recupero dello smaltimento delle acque di pioggia da parte delle cunette laterali ed evitare che vengano coperte dal rinnovo delle asfaltature delle pavimentazioni stradali, o scaricate in maniera casuale ai lati delle strade stesse; dobbiamo avviare un controllo lungo le strade collinari durante le fasi di piogge intense per individuare le zone dove intervenire ed interrompere il ruscellamento selvaggio lungo le arterie e verificare la capacità di smaltimento delle cunette laterali; dobbiamo favorire azioni manutentive riferite alle caditoie ed alla pulizia delle zone tombate".

"Il piano regolatore delle acque - conclude il consigliere - non è e non deve essere il solito strumento prevalentemente di indirizzo e normativo, ma uno strumento di programmazione finanziaria degli interventi necessari a risolvere le criticità che emergeranno con appositi finanziamenti. Questo strumento inoltre può collegarsi con il monitoraggio dello stato di conservazione del patrimonio edilizio finalizzato ad individuare le situazioni di rischio degli edifici e a programmare nel tempo interventi di ristrutturazione e manutenzione per migliorare la qualità dei fabbricati, il cosidetto “fascicolo del fabbricato”, in quanto anche a seguito anche a seguito dei recenti eventi sismici, gli enti locali e le istituzioni hanno la possibilità di ripristinare l’obbligatorietà di tale strumento. La nostra città potrebbe proseguire un percorso iniziato con il piano sul dissesto idrogeologico e porsi all'avanguardia facendo proprie queste due proposte ossia il piano regolatore delle acque il fascicolo del fabbricato. E' del tutto ovvia le possibilità di lavoro sia in ambito pubblico che privato che si possono aprire specialmente per i progettisti, geometri, ingegneri, geologi, architetti, agronomi e forestali, ma anche per il mondo dell'impresa con la possibilità di programmare interventi finalizzati alla manutenzione del territorio. Questi sono alcuni dei motivi per i quali chiedo la preferenza ai miei concittadini, per portare avanti con forza una proposta tecnica che ponga al centro delle politiche del territorio la salvaguardia del cittadino dal dissesto idrogeologico e dal degrado urbano".

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