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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Novembre - ore 10.15

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Peracchini vs Manfredini, a tutto ambiente | Foto

Puc, porto, dragaggio, rifiuti, il futuro di Enel e le ricadute lavorative nel dibattito fra i due candidati alla poltrona di sindaco, ospiti del confronto organizzato da Legambiente. Ecco com'è andata.

Peracchini vs Manfredini, a tutto ambiente<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/manfredini-e-peracchini-il-confronto-2403_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - In un'afa da nodo in gola, sopra il parquet del primo piano del circolo velico, Pierluigi Peracchini e Paolo Manfredini iniziano l'ultima settimana prima del ballottaggio con il primo di diversi confronti, organizzato da Legambiente nell'ambito della due giorni spezzini di Goletta Verde. Dopo l'introduzione di Santo Grammatico, presidente ligure dell'associazione ambientalista, tocca a Stefano Sarti introdurre brevemente per poi iniziare dal Puc e da Paolo Manfredini che, facente parte della maggioranza e' uscente, e chiamato a spiegare il perché di una votazione lampo proprio a pochi giorni dal primo turno elettorale che ha sollevato la prima tranche di polemiche tra le frazioni: "Io ho votato il Puc, anche se su un tema ho mostrato alcune perplessità. Partiamo da una questione fondamentale: il consumo del territorio. La tutela dell'arco collinare si lega ad una serie di progetti di valorizzazione, vedi orti urbani, terre incolte, sentieristica, mura di cinta. Negli ultimi due Puc inoltre il rapporto tra ció che è stato costruito e la popolazione, calante, suggerisce qualcosa di significativo nelle scelte di breve e medio periodo". Cinque minuti per parte, secondo le regole della par condicio, ma Peracchini ci mette meno del suo rivale a stendere il suo pensiero, evitando di entrare nei particolari: "Ci è sembrata obiettivamente una scorrettezza grave approvare qualcosa di questo tipo a pochi giorni dal voto. Prima ci dovrebbe essere una seria consultazione con tutte le parti, secondo noi. Io in collina abito e dico che è stato fatto uno scempio, non è vero che non c'è stata cementificazione. E la tutela del territorio non può non tenere in conto delle persone: siamo nel 2017, non all'età della pietra e la valutazione ambientale va fatta assolutamente". Area Enel, questione numero due, mentre aumenta il pubblico, il termometro sfiora serenamente i 40 gradi e lo sventolio un atto collettivo. Sempre a proposito di Enel, Sarti chiede ai due rivali se non ci fosse la necessità di uno studio epidemiologico sull'area di Vallegrande, chiarendo una volta per tutte le vocazioni di quella zona una volta libera e bonificata: "Le indagini epidemiologiche sono state fatte - spiega per primo Manfredini -, sono state anche tema di una riunione fatta nel luglio del 2016. Ma si può approfondire, assolutamente. Parliamo di un'area da 72 ettari che tornerà disponibile dal 2021. La vocazione industriale e' importante perché il nostro territorio può essere appetibile per tantissime aziende, sia nel ramo navale, sia in quello nautico, sia in quello delle energie rinnovabili. Un'industria 4.0, a basso impatto ambientale, ecco perché penso che lo studio voluto dal Comune e commissionato ad Enea sia un giusto modo di agire. Tenere Enel dentro al tavolo e' fondamentale, proprio per pensare insieme la varietà delle vocazioni. E una parte di quell'area, con un bel parco ad esempio, deve tornare ai quartieri che tanto hanno sofferto della presenza della centrale. Un'altra zona retro portuale? Assolutamente no. La politica deve imparare a guidare questi processi, non essere guidata". Tocca a Peracchini che rispondendo alla questione posta, coglie l'occasione per tornare sull'accordo con Guerri, ufficializzato venerdì scorso: "Il motivo dell'apparentamento con Giulio va proprio nella direzione di una necessaria indagine epidemiologica perché ciò che è stato fatto non è sufficiente. Sulle vocazioni penso che si debba essere seri e dire che il futuro non dipende da noi. Enel ha detto che non è più conveniente produrre energia alla Spezia, ma bisogna vedere cosa pensa di questo il Ministero. Ribadiamo che bisogna fare la bonifica integrale e un progetto come Spezialand ti permette il massimo livello di bonifica, non la vocazione industriale. Cosa farci lo deciderà il mercato, siamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica, di fronte a nuovi mestieri. Vocazione industriale? Ripeto, non mi sembra normale rispondere adesso a distanza di anni dall'eventuale dismissione di Enel. Noi dobbiamo pensare alla nautica, a diventarne un polo d'eccellenza, a dare lavoro in quel settore".

Porto mercantile, fascia di rispetto, container. Stavolta parte Peracchini, che rimembra i tempi in cui era a capo della Cisl spezzina e da sindacalista ha seguito da molto vicine quelle istanze: "Io semplicemente non avrei fatto il porto in città, ma oltre la diga foranea. Dopo di che sono stati firmati degli accordi che vivono tutt'ora e che vanno rispettati. Non capisco perché certi approdi, come lo spostamento del fascio di binari, non siano stati portati in fondo, eppure il presidente dell'Autorità portuale lo nominarono proprio loro. Ci sono problemi al Canaletto e in tutto il levante, bisogna recuperare un equilibrio nei rapporti e la correttezza negli stessi". Manfredini difende in sostanza il lavoro di questi anni, con una prospettiva: "Ci sono delle condizioni che devono essere concretizzate, ci sono risposte da dare ad un sistema portuale che merita quelle risposte. Ma siamo avanti per tantissimi aspetti, penso alla quota del 30 per cento nel trasporto ferroviario, penso all'area retroportuale a Santo Stefano che può diventare cruciale e ci permetterà ulteriori miglioramenti". Peracchini e' scettico: "Oggi l'innovazione tecnologica ha reso meno importante il peso del lavoro umano all'interno del porto, per il quale all'epoca firmammo contratti sostanziali. In questi anni sono stati persi treni assurdi e fa strano che oggi si parli di Santo Stefano quando quell'area e' a disposizione da tantissimo tempo. Si parla di porti verdi da otto anni, quando tante navi non possono usufruire delle banchine elettrificate perché prive degli attacchi perché costano troppo. Il porto è la sfida dei prossimi anni ma non si risolve dalla sera alla mattina". Sul dragaggio, altro tema portuale e di caratura ambientale, Peracchini ricorda a tutti di non essere più attivo nel ruolo di sindacalista dal 2013 e quindi fuori dal comitato portuale, organo dove si prendevano le decisioni prima della riforma Delrio: "E' stato sbagliato, voglio leggermi gli atti e capire le responsabilità e semmai prendere anche delle decisioni. Bisognerebbe andare all'estero a vedere come si fanno i dragaggi, ci sono tecniche avveniristiche e funzionali". Anche il pubblico partecipa, soprattutto abitanti delle zone levantine interrogano i competitors. E il discorso portuale, rimane per molto tempo centrale nel proibitivo, nel senso climatico, dibattito del circolo velico, location alternativa alla nave di Legambiente per questioni di affluenza. Innanzitutto le domande vertono sull'inquinamento acustico, sulla necessità di fare delle barriere che attutiscano: "E' la legge che dice se si va o meno oltre soglia, se in questi anni non ci sono stati rilevamenti, ne prendiamo atto. E se ci sarà qualcosa che non andrà interverremo", e' il commento laconico di entrambi i candidati.

Il gran finale non può che vertere sulla raccolta dei rifiuti, il tema 'nazionalpopolare' per eccellenza. Un argomento che scatena Peracchini, che, partendo dal buco di Acam emerso in tutta evidenza dieci anni fa, ricorda i tempi delle battaglie da sindacalista e colpevolizza l'amministrazione per il percorso scelto. Un percorso che fin dall'inizio, secondo il candidato del centrodestra, tutela le banche e chiede sacrifici ai cittadini: "Quando si parla di raccolta differenziata bisogna comprendere qual'è la tipologia di persone di cui è composto il tuo territorio. Non si può chiedere ad una signora anziana, che magari ha anche qualche problema di memoria, di uscire di casa alle 23 per mettere un determinato sacchetto fuori dalla porta. Se si fa così si fanno scelte non in favore dei cittadini ma dell'azienda. E allora dico che col modello Follo-Porto Venere continueremo a fare la differenziata, spendendo fra l'altro il 40 per cento in meno. L'aggregazione con Iren? Voglio vedere i documenti innanzitutto, sono operazioni da verificare e apprendere. Ad ogni modo non mi sembra un'azienda gestita al top quindi anche su quello dovremo ragionare". Sugli applausi, prima per Manfredini poi per Peracchini, qualche puntualizzazione piccata fra i due candidati che scatenano per un attimo la platea... ma in pochi secondi tutto torna alla normalità. Il candidato del centrosinistra replica: "E' il sistema di raccolta che va migliorato ma non per questo abbandonato il porta a porta. I numeri ci danno ragione ma ci sono tanti strumenti che possono aiutare il conferimento. Su Acam dico che i sacrifici di tutti hanno permesso di non licenziare nessuno. E che la possibile aggregazione con Iren potrebbe portare altri investimenti".

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