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Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 07.05

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Peracchini ha giurato, Guerri presidente del consiglio comunale

Si è svolto il primo consiglio comunale della nuova era del centrodestra. Primo cittadino commosso, tra la maggioranza c'è qualche franco tiratore mentre all'opposizione solo musi lunghi, tranne quello di Lombardi, eletto vicepresidente vicario.

Peracchini ha giurato, Guerri presidente del consiglio comunale

La Spezia - Un consiglio comunale formale, all'interno del quale non sono però mancate le sfumature politiche e momenti di passione e partecipazione emotiva.
In una Sala delle adunanze bollente, presa d'assalto da decine di spezzini (amici, parenti e militanti) e resa bollente, la nuova assemblea municipale si è riunita per eleggere il suo presidente (con annessi vicepresidente vicario e vicepresidente) e per prendere atto del giuramento del nuovo sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, e della nomina dei membri della giunta.
Come era stato ampiamente previsto il nuovo presidente, colui che da questa sera siede alla sinistra del sindaco, è Giulio Guerri. Ma il percorso per arrivare alla sua elezione è stato un po' più lungo del previsto.

In apertura a sedere al suo posto è stato Luca Erba, in quanto consigliere più anziano (che significa quello con il quoziente elettorale maggiore, niente a che vedere con anzianità di alcun tipo). Tra i banchi della maggioranza moltissimi volti nuovi, mentre tra quelli dell'opposizione le facce - lunghe - erano in buona parte quelle di personaggi ben noti della vita politica della città. Da una parte i sorrisi e l'emozione, dall'altra una certa freddezza reciproca, con poche eccezioni.
Alle 18.25 i consiglieri hanno pigiato per la prima volta in questo quinquennio i pulsantino del voto, per ratificare la delibera di insediamento degli eletti. Ovviamente all'unanimità.
Non c'è stato accordo, invece, al momento dell'elezione del presidente del consiglio: una operazione a voto segreto, che ha concesso a qualcuno di fare lo spiritoso, e a qualcun altro di prendersi una piccola rivincita nei confronti del sindaco, per il mancato posto in giunta o per la scelta di Guerri nel ruolo di presidente.
E infatti alla prima tornata, necessari i 2/3 dei voti, non tutti i 21 consiglieri di maggioranza hanno votato per Guerri, come era stato deciso in precedenza. I franchi tiratori sono stati almeno tre, e subito si è scatenato un gioco di sguardi per capire chi potessero essere con molti occhi che hanno cercato Patrizia Saccone e Gino De Luca perché in maniera più o meno aperta nei giorni scorsi e ancora oggi hanno lanciato frecciate e anatemi sull'amministrazione e sulle scelte compiute. Ma a "tradire", avrebbero potuto essere anche tanti altri, delusi per essersi dovuti accomodare ancora una volta in Sala consiglio guardando il San Nicola da Tolentino. Il malcontento, dunque, striscia anche in quel centrodestra che sembrava granitico.
Appreso con un sorriso che oltre alle 18 schede per Guerri, alle 11 bianche, alle 2 per Del Turco e a una per Cenerini, ce n'era anche una per il "Sig. Stoppardi", si è andati al secondo turno di votazione, con Guerri che ha raggiunto le fatidiche 21 schede che lo hanno eletto presidente del consiglio. La minoranza è invece andata compatta (11 voti e una bianca) su Massimo Lombardi, come deciso nel corso di una sospensione richiesta da Paolo Manfredini e orchestrata da Federica Pecunia che, osservandone le mosse di questa sera, con Lombardi e Guido Melley sembra aver sotterrato l'ascia di guerra.
"Ringrazio chi mi ha votato e dico a chi non mi ha votato che si ricrederà - ha detto Guerri dopo aver preso posto tra Peracchini e il segretario comunale Angelo Petrucciani -. Mi assumo personalmente l'impegno affinché le risposte alle interrogazioni e i documenti richiesti dai consiglieri arrivino nei tempi previsti dalla legge", ha concluso, toccando uno dei punti che ha sottolineato più spesso nei cinque anni precedenti. Poi è stata la volta dell'elezione del vicepresidente vicario (che spetta all'opposizione) e del vicepresidente, ruoli che sono andati rispettivamente allo stesso Lombardi e a Marco Frascatore.

Poi è stato il turno del sindaco, che ha indossato la fascia davanti all'assemblea, ha giurato e ha declamato un breve discorso, con lo sguardo carico di emozione.
"Ringrazio gli spezzini per questo giorno storico. Siamo di fronte a un cambiamento, si avverte nell'aria. Sarà un cambiamento politico, sociale, economico e finanziario. La mia generazione rimase affascinata dallo sbarco sulla luna. Nel presentare la missione Apollo il presidente degli Stati uniti disse che le città che hanno un futuro sono quelle che ne hanno scelto uno. Noi lo abbiamo fatto il 25 giugno. La pulizia, il decoro e la sicurezza sono temi molto importanti, ma la vera sfida sarà quella di creare occasioni che aiutino sia i giovani che gli anziani: dobbiamo puntare su lavoro e ricchezza. Spero che il nostro lavoro in questo senso si vedrà nel 2022".
Con lo sguardo commosso Peracchini ha incassato un lungo applauso dei consiglieri e del pubblico, replicando con una serie di grazie solo accennati con le labbra.
Infine sono stati presentati il vicesindaco Manuela Gagliardi, gli assessori e le rispettive deleghe e si è svolta l'elezione per le nomine dei componenti della commissione elettorale e di quella per la formazione degli elenchi dei giudici popolari.

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