Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Peracchini firma contro Decaro: "Decreto sicurezza giusto e condivisibile"

Anche il primo cittadino spezzino tra i 33 firmatari della lettera rivolta al presidente di Anci, che aveva criticato la norma voluta da Salvini: "L'associazione sia rappresentativa di tutti i Comuni".

Dibattito nazionale
Peracchini firma contro Decaro: "Decreto sicurezza giusto e condivisibile"

La Spezia - C'è anche la firma del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini tra quelle che compaiono in calce alla lettera inviata al presidente di Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari, che si era espresso ieri contro il Decreto sicurezza.
"Da sindaco e da presidente dell’Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme - ha detto Decaro - mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà. Se ai migranti presenti nelle nostre città non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, né, ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci? Inoltre quando si è deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un’accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. Si è interrotto, così, un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si è favorito l’aumento di tensioni sociali nelle comunità di riferimento. Riguardo alle minacce che il ministro dell’Interno rivolge ad alcuni sindaci, non vorrei essere costretto a fargli notare che poco tempo fa, prima di diventare ministro, egli stesso invitava platealmente i sindaci a disobbedire a una legge dello Stato, quella sulle unioni civili. Pertanto ribadisco il mio invito ad evitare polemiche inutili e a riunire attorno a un tavolo ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come avevano paventato prima della conversione in legge, la commissione immigrazione dell’Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso. Non è possibile sospendere i diritti basilari delle persone così come non è possibile sospendere unilateralmente l'ottemperanza di una legge. I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale - continua Decaro -. Per questo auspico che il ministro dell'Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare".

Una posizione, quella del presidente di Anci, che alcuni sindaci hanno ritenuto non condivisibile e non rappresentativa dell'associazione dei Comuni, composta da un arcobaleno di colori politici.
"Caro presidente, l’Anci è l’associazione che, da decenni, rappresenta tutti i Comuni al di là delle ideologie e degli orientamenti politici dei singoli governi municipali. La forza e la credibilità dell’Anci, negli anni, sono dipese proprio dalla capacità di formulare indirizzi che risultassero rappresentativi di tutti Comuni associati. Soprattutto per questo, l’associazione si è resa protagonista, sin dalla sua fondazione, di una continua ricerca di sintesi e di mediazioni tra posizioni eventualmente divergenti. I sottoscritti - si legge nella lettera inviata a Decaro - avvertono che, negli ultimi tempi, questa sensibilità rischia di indebolirsi in riferimento al dibattito che si è aperto nel Paese sulla questione dell’accoglienza e segnatamente in riferimento al Decreto sicurezza di recente approvazione. Ciò anche alla luce di alcune prese di posizione che recentemente hanno visto protagonisti alcuni sindaci che hanno invitato alla disapplicazione del Decreto sicurezza ritenuto “criminogeno e disumano”.
Premesso prioritariamente che i sindaci devono sempre e comunque rispettare le leggi, pena una grave delegittimazione delle istituzioni che rappresentano, apprendiamo che proprio sulla scorta di queste esternazioni, tu hai ritenuto di proporre un tavolo di confronto per apportare “i necessari correttivi che così com’è non tutela i diritti delle persone”. Nella tua dichiarazione fai riferimento alla posizione assunta all’unanimità dalla commissione immigrazione dell’Anci ma non può sfuggirti che, vista la delicatezza della materia, la posizione ufficiale dell’Anci deve necessariamente scaturire da un confronto che coinvolga i massimi organismi dell’associazione a partire dal direttivo e dal consiglio nazionale. Per quanto ci riguarda i sottoscritti sindaci sono convinti che il Decreto sicurezza contenga norme principi giusti e condivisibili. La gestione dell'immigrazione in questi ultimi anni ha aumentato il senso di insicurezza e il disagio sociale dei cittadini. La cancellazione dei flussi programmati e l’equiparazione tout court tra rifugiati e migranti economici ha prodotto conseguenze che era doveroso contrastare agendo alla radice di quella equiparazione.
Sulle città, sulle prefetture e sulle comunità locali, infatti, si sono scaricati i costi gestionali, sociali e di sicurezza derivanti dal fenomeno con scelte dissennate e illogiche. Lo stesso Sprar che nasce per favorire l’integrazione di quanti (rifugiati, minori e titolare di permesso di soggiorno) avevano già ottenuto il riconoscimento del diritto di permanere in Italia ha subìto una torsione. Dal 2015 lo Sprar - con l’estensione massiva del cd. “ permesso umanitario” - è diventato uno strumento per favorire l’accoglienza dei richiedenti asilo e non già l’integrazione dei regolarizzati. Il Decreto sicurezza del ministro Salvini chiude definitivamente questa stagione cambiando completamente l'approccio alla gestione del problema.
In Italia d'ora in avanti si accoglie solo ed esclusivamente chi ha diritto e chi rispetta le regole, senza aprire le porte indiscriminatamente, così come avviene negli altri paesi europei che peraltro ci hanno completamente lasciati soli nella gestione del fenomeno.
Anche alla luce di queste nostre convinzioni, chiediamo che Anci non dia la sensazione di aderire tout court alle tesi del “partito dell’accoglienza” e che si faccia carico anche della sensibilità di tantissimi sindaci di città piccole, medie e grandi che guardano al decreto sicurezza come a un necessario, e da tempo auspicato, strumento normativo che ha favorito un cambio di paradigma rispetto alla questione dell’accoglienza.
Chiediamo pertanto a te, caro presidente, di farti garante affinché l’associazione su queste ed altre questioni cruciali non venga usata strumentalmente per sostenere le posizioni politiche di una parte del Paese. Certi del tuo impegno in tal senso ti invitiamo a convocare i massimi organismi dell’associazione per avviare un confronto sul tema del decreto sicurezza che elimini alla radice il rischio di una grave lesione dei principi che stanno alla base dell’azione dell’Anci. Un’associazione che sin dalla sua costituzione ha inteso perseguire gli interessi generali fissati dall'assemblea dei soci e dagli altri organismi associativi e non interessi politici di parte. Certi che il nostro invito venga da te raccolto nell’interesse superiore della casa comune dei Municipi italiani ti porgiamo distinti saluti".

I sindaci

Luigi Brugnaro, Venezia
Marco Bucci, Genova
Federico Sboarina, Verona
Alessandro Canelli, Novara
Guido Castelli, Ascoli Piceno
Leonardo Latini, Terni
Alessandro Ghinelli, Arezzo
Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Grosseto
Alessandro Tomasi, Pistoia
Alessandro Ciriani, Pordenone
Roberto Di Piazza, Trieste
Umberto Di Primio, Chieti
Pierluigi Biondi, L’Aquila
Dario Allevi, Monza
Pierluigi Peracchini, La Spezia
Ilaria Caprioglio, Savona
Nicola Giorgino, Andria
Gianfranco Cuttica di Revigliasco, Alessandria
Francesco Rucco, Vicenza
Luca Cannata, Avola
Lucio Pizzi, Domodossola
Marco Segala, San Giuliano Milanese
Mario Conte, Treviso
Marco Facchinotti, Mortara
Giacomo Ghilardi, Cinisello Balsamo
Matteo Bianchi, Morazzone
Patrizia Barbieri, Piacenza
Giacomo Massa, Gottolengo
Ernesto Prevedoni Gorone, Sartirana Lomellina
Giorgio Guardamagna, Mede Lomellina
Marco Broveglio, Torre Beretti
Giuseppe Galata, Castellaro
Stefano Locatelli, Chiuduno

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News