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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 22.30

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Peracchini: "Cambieremo mentalità a questa città" | Foto

Grande festa per l'elezione del nuovo sindaco, standing ovation per il governatore Toti che fa l'enplain. Il centrodestra esulta, Guerri parla di un'altra liberazione dopo quella del 25 aprile: "Finito un sistema".

Peracchini: `Cambieremo mentalità a questa città`<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/La-festa-del-centrodestra-Peracchini-2413_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - Un palco di palloncini illuminano d'arancione la piazza: Pierluigi Peracchini è sindaco da domenica notte e a 48 ore dalla grande impresa, celebra la vittoria schiacciante del centrodestra spezzino, capace di un divario siderale che ha fatto facilmente il giro d'Italia. Il quartiere Sant'Agostino, un pezzo della città più antica e che aveva ospitato per due mesi i point dei due candidati opposti, Manfredini e Melley, accoglie i supporters, mescolati fra le bandiere di Lega, La Spezia Popolare, Fratelli d'Italia e Gioventù Nazionale (una anche di Forza Italia). Una maglia appesa in alto spicca ed è l'hashtag del giorno: "25 giugno. Spezia liberata". La piazza, con praticamente tutta la giunta regionale presente e già dal principio una buona affluenza di fan e simpatizzanti e curiosi, attende paziente il nuovo primo cittadino. Nell'attesa dello sbarco, sul palco sono centinaia di strette di mano con le prime file, selfie personali e di gruppo, comprensibile gioia da esplodere, dopo tanta adrenalina prodotta. Sale Toti, Giampedrone e Costa ci sono dall'inizio e infine tocca a Peracchini. Le prime parole e il primo ringraziamento lo porta proprio Giampedrone, il pioniere di questa nuova alba del centrodestra, che strappa applausi per gli apparentati Guerri e Cucciniello; il secondo al governatore, sorridente e giustamente soddisfatto per quello che è un significativo successo personale che perdura da tempo. "Avete vinto, non è stato facile perché dall'altra parte le hanno provate tutte, bussando di porta in porta fino all'ultimo - inizia Edoardo Rixi, leader del Carroccio -, Spezia ha tantissimo da dare: l'hanno tenuta bloccata per anni, perchè se non avevi una tessera di partito non lavoravi. Invece dobbiamo puntare sulle risorse che ci sono e sia chiaro che le risorse siete voi e non gli altri, quelli che sbarcano ogni mattina... Noi vi ringraziamo, non è finito il vostro compito, ora bisogna cambiare la storia di questo territorio mettendo al centro il cittadino. La giunta dovrà meritarsi questo consenso, sta a noi dimostrare di poter concretizzare questa svolta epocale che magari domani toccherà anche Roma". Berrino di sentimento, anche Costa è velocissimo, da Guerri arrivano, attesi, i primi pugni agli eterni rivali. Sciogliendo la lingua in corso d'opera: "Domenica sera abbiamo celebrato la liberazione di Spezia. E penso che anche chi crede nei valori del 25 aprile non deve avere nessuna remora oggi. Per Spezia c'è un altro 25 aprile che è il 25 giugno 2017. Fallimenti, soprusi, un potere squallido che finisce. Ripartiamo con un progetto di speranza e serietà: Peracchini è il miglior sindaco possibile, è un grande, ha saputo rendere possibile un accordo per avviare un fronte ampio che ha portato alla liberazione di Spezia dal Pd. Una piaga di cui finalmente ci siamo liberati".

"Siete degli estremisti - scherza Toti, ammiccando col pubblico -, noi siamo diversi da loro. Durante la campagna elettorale non li abbiamo offesi definendoli comunisti o con altri epiteti come hanno fatto loro. Semplicemente li abbiamo considerati e definiti degli incapaci. Degli incapaci che devono andare a casa". In quell'istante in piazza Sant'Agostino si srotola un grande drappo tricolore che rimane per qualche minuto sopra le teste del pubblico presente che canta "chi non salta è un comunista". Ma Toti riparte subito: "Noi vogliamo una città accesa, che sappia mettersi in gioco, sapendo però che chi rimane indietro verrà aiutato. E verrà aiutato indipendentemente dalla parte da cui proviene. C'è un potenziale incredibile e vedere accanto a tutta questa bellezza il degrado ti dà ancora più colpe". Tocca finalmente a Peracchini, che riparte dall'inizio: "Quando ne abbiamo parlato all'inizio di questa avventura, sapevamo che sarebbe stata durissima. Difficile se hai giornali, tv, ministri contro, autorità portuale contro. Hai tutti contro. Ho pensato che l'unica cosa da fare era quella di preparare un grande progetto e spiegarlo alle persone. Non mi hanno fatto un'intervista in due mesi, qualcuno veniva alle conferenze stampa e mai mi chiedeva qualcosa sul programma, con l'altro candidato paginate su paginate. Hanno scritto i nomi degli assessori, hanno parlato di poltrone dopo l'accordo con Guerri e Cucciniello". Dopo l'attacco ai media, Peracchini entra in piena attualità: "Vi racconto la mia mattinata di ieri? Sono andato in comune, mi sono sentito a Beirut. C'era solo una persona che timidamente mi ha detto che non c'era più nessuno!". Divertito e tagliente, il nuovo sindaco degli spezzini va nel dettaglio: "Alle 14 di ieri nessuno dei presidenti e degli amministratori delegati delle partecipate aveva presentato le dimissioni. Vi sembra una cosa normale? Stamattina ho trovato quelle di Goretta, invece qualcuno ha pensato bene di telefonarmi per dirmi che voleva parlarmi. Parlarmi? Guarda che é cambiato il sindaco, forse non hai seguito! Naturalmente gli ho detto che si sarebbe dovuto dimettere, poi allora avrebbe potuto parlarmi. Stamattina vado all'Acam e il discorso è stato simile, anche se le dimissioni, lo riconosco, sono arrivate subito. Poi dopo aver parlato un'ora e mezzo ho specificato che si sarebbero dovuti dimettere tutti i presidenti della holding. Che saranno valutati e semmai ridestinati". La gente chiede piazza pulita, nessuno sconto a chi c'era prima, perché nessuno merita la conferma. Peracchini chiude con l'invito d esserci, a vivere le decisioni della città: "Sono anche andato alla Polizia Municipale, senza avvisare, come faccio sempre. Quando sono entrati si sono preoccupati, ricollegando il fatto che ero Peracchini, il sindaco. Ma poi parlandoci ho trovato persone molto disponibili, che hanno bisogno di aiuto, più risorse, più mezzi e una sede nuova che è già disponibile e che non gli hanno voluto dare. Sarà durissima perché c'è da cambiare una mentalità radicata ma insieme faremo di tutto: sarò per voi una casa di vetro".

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