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Pecunia dal prefetto. Per Guerri e per Rosson

L'esponente di Italia viva ritiene illegittimi sia la scelta del presidente del consiglio, che le ha negato un intervento per 'fatto personale', sia la presenza del capogruppo leghista in Via Veneto.

"Dovevo poter parlare"
Pecunia dal prefetto. Per Guerri e per Rosson

La Spezia - La consigliera comunale Federica Pecunia, esponente di Italia viva, si appresta a fare un viaggio da sua eccellenza il prefetto. Per due motivi. Uno, freschissimo, risale al consiglio di ieri sera. L'ex segretaria Pd ritiene infatti illegittimo che non le sia stato consentito di rispondere per fatto personale alle dichiarazioni extra consiglio – un comunicato stampa - del capogruppo di Forza Italia, Fabio Cenerini (querelato dalla stessa Pecunia e dalla segretaria Cgil Ghiglione, entrambe tirate in ballo dal coordinatore provinciale azzurro). “Il regolamento, all'articolo 50, dice che si può rispondere quando viene lesa la dignità di un consigliere, intervenire per fatto personale era mio diritto”, osserva, ribadendo la sua versione, differente rispetto alla via imboccata ieri sera dal presidente Guerri e dal segretario Sortino, che hanno ritenuto che quanto normato dal regolamento del consiglio comunale riguardi, appunto, quanto accade entro le pareti del civico parlamentino.

L'altra ragione della visita al Palazzo del governo è la già sollevata questione della legittimità della presenza in consiglio provinciale del capogruppo della Lega Alessandro Rosson, subentrato a gennaio 2020 ad Andrea De Ranieri in qualità di primo dei non eletti della compagine del centrodestra. Pecunia sostiene che, avendo perso per alcuni giorni la carica di consigliere comunale (per stare in Via Veneto occorre essere amministratori comunali) nel passaggio dall'assise di Bonassola (fine legislatura) a quella di Framura (nuova elezione), non avrebbe di fatto potuto restare in sella come primo dei non eletti. Il quesito posto da Pecunia al segretario generale della Provincia non ha prodotto una risposta che ha soddisfatto l'esponente renziana. Una nota in cui da un lato si dice che la surroga è legittima e dall'altro si ripercorrono le note tappe che alla surroga hanno portato, richiamando altresì quel passaggio della Delrio per cui “non si considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto sindaco o consigliere in un Comune della provincia”. Cosa pacifica ma che non calza particolarmente con il caso i questione. Pecunia, convinta che Rosson non potesse subentrare, rincara sottolineando che “se ha votato degli impegno di spesa potrebbe esserci anche un interessamento della Corte di Conti”.

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