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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 16.48

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Pecunia agli iscritti Pd: "Serve la collaborazione di tutti: basta con le reciproche accuse pubbliche"

Dopo le parole del Ministro Orlando di lunedì sera.

Pecunia agli iscritti Pd: `Serve la collaborazione di tutti: basta con le reciproche accuse pubbliche`

La Spezia - Care compagne e cari compagni,

è un momento molto difficile quello che stiamo attraversando. La sconfitta di giugno con la perdita del Comune capoluogo ha costituito un colpo duro e ora abbiamo davanti a noi scenari inediti e complessi. Il nostro pensiero ora deve essere unicamente rivolto a reagire.
Dobbiamo e possiamo rialzarci, ci aspettano appuntamenti politici troppo importanti per il Paese e per il nostro territorio già nella prossima primavera. Per farcela tuttavia occorre una precondizione: dobbiamo uscire dalla logica distruttiva delle reciproche accuse, delle recriminazioni che mirano a personalizzare le ragioni delle nostre difficoltà, degli attacchi condotti sulla stampa o nelle pubbliche piazze. Chi riveste ruoli di responsabilità dia l’esempio, non si aizzino le fazioni, non si delegittimi tutto e tutti. Abbiamo bisogno di rialzarci, di darci una organizzazione, di far vivere pienamente il Pd con tutte le sue energie. Ma per far questo serve la collaborazione di tutti, serve l’apporto concreto e responsabile di tutto il gruppo dirigente, occorre mettere in secondo piano i propri destini e i propri disegni personali e far prevalere quelli del partito.

C’è da mettere in campo una riorganizzazione, c’è da riconnetterci con il territorio, da promuovere il nostro progetto politico, da costruire legami unitari nel centrosinistra. Questo è quanto abbiamo da fare.
Allora la prima proposta che faccio è: coloro che ricoprono i ruoli di maggior responsabilità si mettano a disposizione generosamente. C’è da fare una segreteria provinciale. Dunque prima di chiunque altro, chi è in parlamento, in regione, chi ricopre cariche istituzionali importanti vi partecipi contribuendo direttamente e fattivamente alla riorganizzazione delle nostre forze. Ne verrebbe un apporto robusto e un segno forte e significativo al nostro popolo, e non solo al nostro popolo, di volontà di riscossa.

C’è poi un secondo punto. In questi mesi, e in questi anni se pensiamo alla Regione, abbiamo tenuto viva la voce di una opposizione costante e incalzante. Ma ora non si facciano più sentire soli coloro che l’hanno interpretata e ancora la interpretano. Anche in questo caso chiedo spassionatamente che tutto il gruppo dirigente si senta impegnato nel contrastare la peggior destra che potessimo immaginare alla guida degli enti regionale e locali. Che le voci più qualificate si facciano sentire non sempre e solo in polemiche interne, ma contro la Lega, i neofascisti, i populisti che dilagano.

Terza questione. Ho cercato in questi mesi un dialogo costante e sul merito dei problemi con tutte le forze di opposizione. In prevalenza ho sempre trovato strade chiuse: è evidente che ci troviamo di fronte a una strategia che vuole isolare il PD e, per alcuni, che mira ad annientare il PD. La vicenda referendaria d'altra parte è stata emblematica facendo emergere un aspro rigetto verso le nostre volontà riformatrici. Ciononostante non dobbiamo rinunciare al dialogo e alla proposta politica verso le forze che a sinistra e al centro dello schieramento politico possono rappresentare il campo delle nostre alleanze. Penso che se uniti, ma senza rinunciare a un confronto sul merito piuttosto che sugli aspetti ideologici, penso che con il contributo di tutti, evitando di dare il senso che ognuno giochi una propria partita, questo obiettivo di composizione di uno schieramento ampio sia effettivamente raggiungibile. Ma se il messaggio continuerà ad essere ambiguo o distorto, se il gioco sarà quello di costruire con forze esterne intese surrettizie o sotterranee per contrastare questa o quella parte di PD, allora non ci può essere disegno che tenga.
Ho cercato di essere chiara, ma solo per andare a quelli che attualmente penso siano il cuore dei nostri problemi. Vorrei che questa nostra discussione si concludesse presto e che si potesse andare alle prossime battaglie uniti. Uniti per la nostra gente, per il nostro territorio, per le nostre idealità. I compagni che in questi mesi ci hanno abbandonato per fare altre scelte, quelli che ancora sono tentati di farlo vorrei che riflettessero. Il sogno del PD, quel disegno originario che Walter Veltroni ha recentemente rievocato, è sempre vivo perché è quello di cui ha più bisogno il paese. E quel sogno che non va abbandonato, anche quando tutto sembra perso. Ci convocheremo al più presto per discutere di questi temi, a partire dalla segreteria e dalla Unione Comunale del capoluogo, e di tutti gli altri che vorrete proporre.

Un fraterno saluto

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