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Pecunia: "Rosson doveva decadere". La replica: "Io subentrato a gennaio"

La capogruppo di Italia viva in consiglio comunale avanza dubbi sulla legittimità del ruolo del capogruppo leghista in Provincia, che avverte: "Eventuali danni di immagine dovranno essere risarciti".

Che dice la riforma Delrio?
Pecunia: "Rosson doveva decadere". La replica: "Io subentrato a gennaio"

La Spezia - Pecunia attacca, Rosson risponde. La capogruppo di Italia viva nel consiglio comunale della Spezia da un lato rileva che “l'iperattivismo del consigliere delegato al trasporto pubblico locale ci rincuora, perché finalmente qualcuno della maggioranza ha deciso di mettere una toppa all’assenza cronica di Peracchini sul trasporto e la mobilità provinciale e cittadina. Ricordo infatti, a chi avesse la memoria corta, che il primo atto di insediamento del sindaco della Spezia fu quello di togliere 300mila euro al settore. La toppa però rischia di essere peggio del buco perché nei suoi comunicati quotidiani Rosson dimentica sempre la cosa più importante: le risorse economiche da destinare al trasporto pubblico! Atc non ha bisogno di intermediari tra la dirigenza e sindacati, ha bisogno di fondi che la Provincia per l'ennesima volta ha tolto. Non ha bisogno di promesse, ma di fatti. Dove sono finiti, Rosson, i 200 mila euro che voleva stanziare per la sicurezza durante la fase Covid-19?”.

E dall'altro lato l'esponente renziana va a mordere sulla legittimità della presenza del capogruppo della Lega in consiglio provinciale. “Ci è sorto un dubbio – scrive Pecunia -: non è che Rosson non possa stanziare nulla perché in realtà lui non è nulla? Mi spiego meglio, magari Rosson avrà il buon gusto di risponderci. Se le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale si sono svolte il 9 gennaio 2019 quando egli era consigliere comunale a Bonassola e se il 26 maggio 2019 il Comune di Bonassola è andato al voto, per Rosson, venendo meno il ruolo di consigliere comunale, è venuto meno il ruolo di consigliere provinciale. A nulla per lui vale il fatto che il successivo 6 giugno 2019 sia stato proclamato consigliere comunale a Framura perché nel frattempo era decaduto. Invieremo una nota al Prefetto in merito. Nel frattempo consigliamo a Rosson di sospendere la sua attività onde non commettere illegittimità e al presidente Peracchini di ridistribuire senza indugio una delega così importante e delicata come quella al Tpl”.

“Se pensano ci siano illegittimità – commenta Rosson, sentito da CdS – possono farle valere nelle sedi competenti, ricordandosi sempre che eventuali pretestuose azioni in grado di portare nocumento alla mia immagine dovranno essere risarcite, anche economicamente. In ogni caso se necessario, mi difenderò nelle sedi competenti, anche per eventuali danni di immagine. E comunque – precisa l'avvocato leghista – quando io mi sono insediato in consiglio provinciale era la fine del gennaio 2020, essendo io subentrato al consigliere dimissionario Andrea De Ranieri. Allora, da sei mesi, ero consigliere comunale a Framura”. Insomma, in quel 'buco' di venti giorni tra la fine dell'esperienza di consigliere a Bonassola e l'inizio del mandato nel parlamentino framurese, Rosson non era in consiglio provinciale, ma era il primo dei non eletti della compagine del centrodestra.

Ma che dice in merito il regolamento degli enti provinciali, riformato da Delrio nel 2014? Innanzitutto, citando alla lettera la Legge, spiega che il consiglio provinciale è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della provincia. Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica. La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale”. E qui il caso è diverso perché, come detto, quando Rosson è decaduto da consigliere a Bonassola, in consiglio provinciale ancora non c'era. Nove articoli dopo, la riforma aggiunge che i seggi che rimangono vacanti per qualunque causa, ivi compresa la cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere di un comune della provincia, sono attribuiti ai candidati che, nella medesima lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata. Non si considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto sindaco o consigliere in un comune della provincia. E nemmeno queste righe paiono adattarsi in modo particolarmente aderente alla situazione. Starà al Prefetto, nel caso, fare chiarezza su input della nota annunciata dalla capogruppo renziana.

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