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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Settembre - ore 22.32

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Pecunia: "Per vincere è indispensabile ritrovare un clima unitario"

Per il segretario del Pd non è una questione di primarie o meno: "Non farle rappresenta un'eccezione, ma quel che conta è come arriviamo alla scelta del candidato. Il partito faccia quadrato su una proposta programmatica, prima che su un nome".

Pecunia: `Per vincere è indispensabile ritrovare un clima unitario`

La Spezia - Le grandi manovre sono iniziate da tempo, ma entrano ora nel vivo. Il ministro Orlando e la collega Pinotti hanno messo in dubbio la validità delle primarie del Partito democratico per le amministrative alla Spezia e Genova, portando a esempio la debacle politica ed elettorale alla quale hanno portato in occasione delle Regionali.
Guardando alle Comunali spezzine il terzo polo interno al Pd, quello che si sta consolidando sull'asse Forcieri-Benifei (avvistati giovedì sera insieme a cena a San Terenzo) prosegue il suo lavorio per la candidatura dell'ex senatore.
Una situazione a dir poco complessa, quella che si presenta di fronte a Federica Pecunia, segretario provinciale del Partito democratico, al rientro dalla pausa estiva.

Le carte in mano agli altri partiti iniziano ad essere mostrate, come dimostra la candidatura ormai ufficiale di Marco Grondacci per il Movimento cinque stelle. Il Pd, che ha il banco, non ha ancora nemmeno deciso come scegliere il suo candidato. Cosa state aspettando?
"Non stiamo aspettando le mosse degli altri. Abbiamo dettato una linea nel corso dell'ultima direzione provinciale e ad oggi nessuno ha dissentito da quella decisione. Si è scelto di iniziare dai temi, per poi lavorare nell'ottica delle alleanze e infine procedere con la partita delle candidature. Infatti ora riprenderemo gli incontri con alcuni spaccati della società. A breve ci saranno incontri a ritmo serrato con gli assessori perché vogliamo creare una base programmatica consapevoli di quello che è stato fatto e di quali sono le prospettive future per i diversi temi che riguardano la città. Contemporaneamente, a partire dal 21 con il Ponente cittadino, proseguiremo nell'ascolto nei circoli, nei quartieri, alla presenza del sindaco e dei membri della giunta. Il Pd deve parlare alla città e voglio che la città parli al Pd. Ma ci confronteremo anche con i sindacati e con gli altri partiti, quelli con i quali potrebbero esserci punti di contatto in una cornice programmatica e quindi quelli con i quali abbiamo avuto rapporti di alleanza negli anni scorsi: da Rifondazione comunista a Sel, dai Comunisti italiani al Partito socialista italiano, sino all'Idv".

Un percorso di ascolto, quello di cui ha parlato, che può essere affiancato in parallelo da quello di "Percorsi democratici" del ministro della Giustizia Andrea Orlando oppure no? Si tratta di un arricchimento o di una iniziativa di disturbo?
"Io ero presente a due degli incontri organizzati da "Percorsi democratici" e non ho mai screditato né il ministro, né il movimento, tutt'altro... Quello che voglio ribadire è che io e il Partito democratico in toto siamo a disposizione per qualsiasi iniziativa che sia volta alla partecipazione, sia per quello che concerne le amministrative del 2017, sia per quello che riguarda il referendum".

Il referendum costituzionale, appunto. Quello che da tempo viene considerato il vero momento chiave nel panorama politico nazionale, e di conseguenza locale...
"Un'altra campagna nella quale ci impegneremo molto è infatti quella del referendum. Ogni articolazione del partito sarà messa a disposizione per questa missione. Roberto Pomo, coordinatore provinciale del comitato per il sì, ha organizzato per il 19 settembre un appuntamento di confronto sul tema con personalità importanti della società civile. Intendiamo lavorare alacremente sul territorio per coinvolgere tutto il partito, al di là delle correnti, su un argomento così importante. Dovremo spiegare porta a porta le ragioni del sì".

La minoranza del Pd si lamenta del suo comportamento per quel che riguarda la segreteria provinciale, ritenendo di non aver ricevuto proposte di ruoli di rilievo, una prassi comune negli equilibri interni a un partito. Inoltre chiede, anche con la raccolta di una cinquantina di firme, la convocazione dell'Unione comunale e l'elezione di un nuovo segretario cittadino.
"La segreteria dovrà affrontare in queste settimane i due temi fondamentali di cui abbiamo parlato sino ad ora: Comunali e referendum costituzionale. E per farlo al meglio dovremo essere preparati, serviranno l'apporto e la responsabilità di tutti. Bisogna sedersi intorno a un tavolo e completare gli organismi, tanto a livello provinciale, quanto a nelle altre situazioni in cui occorre rinnovare l'Unione comunale, a partire dal capoluogo. Non c'è nessun tatticismo, a breve sarà convocata l'assemblea comunale cittadina, un soggetto politico importante e indispensabile. Per quanto riguarda la segreteria sino ad ora non si è trattato di una questione di ruoli, ma di rappresentare in maniera uniforme il territorio. Per andare oltre è indispensabile la condivisione sull'idea della gestione del partito. E invece sino ad oggi mi sono trovata di fronte all'impossibilità di dialogare. Bisogna tornare a discutere e da parte mia c'è una totale apertura per riprendere la collaborazione: bisogna superare i momenti e i temi che possono creare divisioni interne e conflittualità e iniziare a parlare rivolgendosi all'esterno".

Questione primarie. Esponenti di primissimo piano come i ministri liguri Andrea Orlando e Roberta Pinotti ne hanno messo in dubbio l'utilità, in vista di questa tornata elettorale. Raffaella Paita ne difende l'importanza. Lei, oggi, come la pensa?
"Da statuto le primarie sono lo strumento con il quale il Partito democratico sceglie i suoi candidati. Non farle rappresenta un'eccezione che può concretizzarsi con la concertazione da parte di tutto il partito. Bisogna prima di tutto vedere come si arriva a quella tappa del percorso di avvicinamento alle amministrative. Abbiamo tutti la responsabilità di essere consapevoli che ci presentiamo alla sfida elettorale per vincerla e questo può accadere solamente se il partito è in grado di fare quadrato su una proposta programmatica, prima che su un nome, e se lavora unito per l'obiettivo comune. Se ci dividiamo rischiamo molto. Questo non significa sì o no alle primarie, vuole dire che bisogna prima di tutto arrivare a instaurare un clima diverso. Non esistono solamente la segreteria e i capi corrente, dobbiamo ascoltare con attenzione l'opinione della base: ci porterà a creare l'atmosfera necessaria. Le potenzialità per farlo ci sono, la possibilità di confermarsi alla guida della città è alla portata del Pd".

Il Movimento cinque stelle ha fatto la sua scelta, candidando Marco Grondacci. Molti, se non tutti, lo ritengono la figura migliore che potesse essere scelta nel panorama grillino. Una candidatura di questo tipo può avere l'effetto di compattare il Pd?
"Grondacci è una persona stimata, ma è stato scelto da una assemblea di una quarantina di persone, non dal popolo del movimento, come avrebbe dovuto essere. Hanno derogato il regolamento, lo fanno molto spesso. Forse tra i grillini si devono rendere conto che sono sempre di più un partito e come tale si comportano. Grondacci, d'altronde, ha un passato contraddistinto da un percorso politico e amministrativo, non è un attivista scelto attraverso consultazioni online. Smettano di dare lezioni sulla democrazia diretta, le scelte che compiono sono spesso prese senza ascoltare l'opinione di tutti gli iscritti al blog. Attuano la democrazia rappresentativa, come gli altri. E hanno deciso arbitrariamente di mettere da parte le primarie: per il Pd, una volta che un iscritto raccogliesse le firme per chiederle e candidarsi, per non farle servirebbe una votazione a maggioranza qualificata. Non basterebbe l'opinione di una quarantina di persone. Per quanto riguarda la figura di Grondacci, sia da stimolo per il Pd a essere unito, a dimostrare la voglia di mantenere la responsabilità di governo. Ma questo è un effetto che verrebbe da qualunque nome venga messo in campo, e da qualunque forza politica".

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