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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Giugno - ore 00.10

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Pd primo con lista Toti sul collo, comunisti di Ruggia superati da Casapound

Il Partito democratico dimezza il bottino rispetto al 2012 ma si conferma davanti. Lega terza davanti ai Cinque stelle.

Pd primo con lista Toti sul collo, comunisti di Ruggia superati da Casapound

La Spezia - Per mezzo migliaio di voti, la lista del Partito democratico si impone come la più scelta al primo turno delle elezioni amministrative spezzine 2017. Il Pd passa dal 27.2 per cento (10.136 voti) del 2012 al 15.34 per cento (5.704) dell'oggi. Un dimagrimento annunciato, ma che comunque consente ai dem di stare sopra la seconda lista. Che, con buona pace di Matteo Salvini, non è quella della pur forte Lega Nord, ma il listone Giovanni Toti per Peracchini (13.94 per cento, 5.181 voti), che nel suo seno raccoglie le istanze di Forza Italia, di Fratelli d'Italia e, tra i ranghi ma senza logo leonino, i liberali fittiani di Direzione italia. La menzionata lista del Carroccio ha raccolto il 9.27 per cento dei consensi, pari a 3.448 voti: quasi il triplo rispetto al 2012. Il bastonatissimo Movimento cinque stelle è proprio dietro i salviniani: 3.226 voti, 8.67 per cento. Nel 2012 era stato 10.37 (3.866 voti). E alle regionali 2015, quando i grillini erano in gran forma anche a livello nazionale, a Spezia avevano raccolto un quinto dei consensi.
Poi si scende - e anche di tanto - sotto quota 3mila. E si trova la lista di La Spezia popolare, creatura di Andrea Costa e della galassia moderata. 2.142 voti, 5.63 per cento. Un passo sotto, con il 5.5 per cento e 2.093 crocette, la lista civica La Spezia bella forte unita, a sostegno di Manfredini. Funziona bene la lista Per la nostra città, a sostegno di Guerri: 4.84 per cento, 1.842 voti.
Le due liste di casa Forcieri, Al lavoro per Spezia e Avanti per Spezia, raccolgono rispettivamente il 4.53 e il 2.96 per cento, cioè 1.723 e 1.126 voti. Abbondantemente sopra quota mille C'è Spezia, la più votata lista civica a sostengo di Melley (1.666 voti, 4.38 per cento) e Spezia vince con Peracchini: 1.613 voti, 4.24 per cento. E sono 1.782 i voti raccolti dall'unica lista a sostegno di Massimo Lombardi, Spezia bene comune, che porta quindi a casa il 4.68 per cento.

Sotto quota mille, fino ai flop

I Laici socialisti timonati da Quber, sostenitori di Manfredini, collezionano 966 voti (2.54 per cento). 717 e 1.88 per cento per gli isolabelliani di Noi cittadini. Bottino magro per la costola più a sinistra della coalizione che sostiene il preside: parliamo di A Sinistra!, che strappa uno 0.78 per cento, pari a trecento voti. Mesto fanalino di coda della coalizione, l'Italia dei Valori: 99 voti, nemmeno lo 0.3 (dal 3.34 per cento del 2012: ma allora c'era Patrizia Saccone, a questo giro passata col centrodestra). Le altre due liste a sostegno di Melley prendono il 2.19 per cento (Noi sinistra) e l'1.33 (Noi giovani), numeri modesti, contro i quali si sono infrante le robuste ambizioni dell'ex assessore.

L'altra lista a sostegno del candidato Guerri, la sgarbiana Un Rinascimento per La Spezia, non ha riscosso grande successo: 372 voti, meno dell'un per cento. Avara di soddisfazioni anche l'esperienza della Lista Bianchi, lanciata da Gianfranco Bianchi a sostegno di Peracchini con la speranza di intercettare il mondo delle partite iva. Risultato? 0.89 per cento, meno di 350 voti per il noto ex presidente della Camera di commercio. Musi lunghi, infine, attorno al vice sindaco uscente Cristiano Ruggia. Le due liste a suo sostegno hanno racimolato poco più del due e mezzo per cento, restando sotto la soglia di sbarramento del tre. Porte del consiglio comunale che restano quindi chiuse, a meno di un apparentamento formale in vista del ballottaggio. E c'è la beffa: la lista del Partito comunista italiano ha preso 435 voti (l'altra, Progressisti per Ruggia, ne ha raccolti 539), 5 in meno della destra neofascista di Casapound (440, 1.15 per cento). Un punto e mezzo percentuale collettivo, infine, per La Spezia si sicura, Forza nuova e Città nuova.

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