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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Settembre - ore 22.32

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Pd in affannosa ricerca di un cavallo su cui puntare

Agosto non è ancora finito e già fioccano i nomi per il candidato sindaco della prossima primavera. Visioni, tattiche e strategie diverse tra le correnti di Via Lunigiana.

Pd in affannosa ricerca di un cavallo su cui puntare

La Spezia - Le gabbie di partenza del Pd si sono spalancate, i cavalli hanno iniziato il loro lungo galoppo sfrenato verso un traguardo che si chiama "candidatura". I primi a tendere le fibre nervose sono quelli che tentano di prendere subito la testa della corsa, per gestire il vantaggio nella seconda parte della gara. C'è poi chi preferisce attendere sornione, in vista del momento giusto per sferrare lo scatto stracciamuscoli e guadagnare la vittoria. Infine ci sono gli outsider, i cui nomi non sono nemmeno stati trascritti al botteghino delle scommesse: su di loro non si può puntare, ma il trionfo è cosa possibile. Una corsa che appassiona, quella interna al partito di Via Lunigiana, tradizionalmente ricca di colpi di scena e scortesie tra le scuderie, dimentiche talvolta che il trofeo più importante è quello con la coccarda tricolore del sindaco, che si corre su un altro circuito, con altri contendenti e altre regole.

Il clima ovattato delle scorse settimane, quel misto tra ferie estive e timore di aprire le danze fuori tempo, è stato interrotto dalle autocandidature di Renato Goretta e Corrado Mori. Di certo non due sorprese, visto che i loro nomi circolavano da mesi, se non addirittura anni.
L'assessore alle Attività produttive e ai Lavori pubblici è infatti da molto tempo il candidato in pectore dell'ala paitiana del partito. Non sono mancati i tentennamenti nel corso degli ultimi mesi, ma oggi Mori si dice disponibile alla candidatura, passando ovviamente attraverso le primarie. Dopo un periodo in cui le puntate su di lui avevano subito una forte flessione, vista l'apparente disponibilità di Raffaella Paita a trovare un accordo con il ministro Andrea Orlando su un nome della società civile, l'assessore riprende quota. Ma al momento si trova senza l'appoggio convinto - niente-popò-di-meno-che - dell'attuale primo cittadino Massimo Federici, che sta sondando il terreno alla ricerca di un altro nome che competa per diventare suo successore.
Anche Goretta, presidente di Atc esercizio, è ascrivibile all'area della Lella, anche se in tasca non ha la tessera del Pd. Il suo nome potrebbe quindi essere inserito nel novero della società civile, ma l'incarico ricoperto e la storia politica alle spalle lo rendono facilmente identificabile come una candidato di una parte del partito.

Tra le figure civiche ventilate nell'ultimo periodo dal ministro Orlando non compare infatti l'amministratore unico della Schiffini, ruolo recentemente acquisito dal manager spezzino. Ci sono invece quelli di due donne del mondo della magistratura, l'ex gip spezzino e attuale presidente del Tribunale di Massa-Carrara Cristina Failla e il magistrato Diana Brusacà. A loro si è aggiunto anche il nome di Roberto Rio, avvocato spezzino che esercita a Milano e attuale consigliere del Guardasigilli. Tanto Rio, quanto Brusacà non sembrano orientati a concorrere per la guida della città, preferendo proseguire nei rispettivi impegni. Diverso il discorso per Failla, sulla quale non solo non era stata trovata l'intesa con Paita, ma la cui ventilata candidatura non ha innescato reazioni degne di nota. Resta però questa la tipologia della figura di alto profilo che il ministro della Giustizia vede come soluzione migliore per non far perdere al Pd il domicilio a Palazzo civico.

Ma dall'altra parte si continua a preferire l'ipotesi delle primarie, consci che tra i papabili attuali Mori avrebbe la meglio su Goretta, che però se la potrebbe cavare meglio nella tenzone primaverile, potendo essere giudicato maggiormente in discontinuità con la travagliata seconda parte della consiliatura e del mandato amministrativo attuali. Un distacco dal presente che per gli orlandiani non sarebbe invece in alcun modo garantito dal presidente di Atc esercizio.
Se non dovesse saltare fuori una figura civica talmente calzante da cancellare l'ipotesi delle consultazioni interne al centrosinistra - Orlando e i suoi vorrebbero evitare il tritacarne fratricida delle primarie a un esordiente, mentre i paitiani dicono di voler socializzare la scelta e di voler realizzare una costruzione politica dietro al candidato - potrebbero allora riemergere dal recente passato i nomi dei colonnelli che hanno aperto e mantenuto tale la "primavera piddina" della crisi di giunta e del congresso. Se venissero indette le primarie per domani, infatti, la compagine orlandiana non avrebbe un nome nuovo da spendere, ma uno tra Davide Natale, Federico Barli e l'ex Pd ed esponente della sinistra critica Alessandro Pollio potrebbero essere contrapposti a quelli che oggi è il duo sostenuto dalla Lella.
Così lo schema si rafforzerebbe o si indebolirebbe? L'incognita delle primarie in salsa ligure resta, così come quella della possibilità - per qualunque candidato del centrosinistra - di sbaragliare il blocco grillino e quello del centrodestra (pronti come non mai a zompare su una preda ferita dalla mancata condivisione interna al Pd), evitando così la lotteria del ballottaggio.

Sta in silenzio, per ora, la terza corrente del Pd spezzino, quella che fa riferimento all'europarlamentare Brando Benifei, che già nei mesi scorsi si è mostrata in grado di approfittare delle beghe tra Orlando e Paita, insinuandosi in giunta con l'assessore Luca Erba.
Chi si somiglia si piglia, dice il proverbio. E tra gli iscritti si fa un gran parlare dell'alleanza - segreta ma non troppo - tra i giovani rampanti e Lorenzo Forcieri, che un pensiero alla candidatura per la poltrona di sindaco, al termine del percorso in Autorità portuale, non ha mai smesso di farlo. L'ex senatore dovrebbe far digerire all'elettorato l'essere non più di primo pelo e la provenienza sarzanese, ma potrebbe facilmente ribaltare il concetto nei confronti di un capoluogo che dovesse dimostrarsi incapace di esprimere un candidato condiviso - o quantomeno senza veti di schieramento - più giovane e credibile di lui.

E poi c'è chi continua a guardare lontano, verso Piazzale Porta Pia, a Roma, attuale domicilio lavorativo di Luigi Merlo, altro nome che, restando fuori dalle dolorose battaglie di trincea interne al Pd spezzino, non tramonta mai.

I bookmaker accettano scommesse. I rivali - centrodestra, grillini e le immancabili liste civiche - con un occhio attendono l'evolvere della situazione piddina, con l'altro sono a loro volta alla ricerca del candidato giusto per approfittare delle difficoltà che il Pd vive in questo momento. Senza dimenticare che il referendum costituzionale di novembre dirà molto sul futuro, rafforzando o indebolendo Matteo Renzi e il suo partito.

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