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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Gennaio - ore 22.59

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Pd e conferma, le sfide di Cavarra passano per il nuovo anno

Bilancio di fine 2016 e propositi per il 2017 per il sindaco di Sarzana, che guarda alle prossime Comunali: "Dieci anni sono il periodo di tempo ideale per portare a compimento tutte le idee e poter dimostrare di aver fatto un buon lavoro".

Pd e conferma, le sfide di Cavarra passano per il nuovo anno

La Spezia - Stare di più fra la gente per condividere programmi e contenuti. È l'obiettivo di Alessio Cavarra per il nuovo anno alle porte, per l'amministrazione di Sarzana come per il Pd, reduci da un 2016 non privo di difficoltà. Complicato per quanto riguarda il lavoro della giunta comunale e sotto certi aspetti drammatico se analizzato dal punto di vista del partito che l'attuale sindaco della Val di Magra si era candidato a guidare in Liguria due anni fa e che si è rialzato a fatica dalla batosta delle Regionali, perdendo di recente anche la sfida di Savona e che a livello nazionale è uscito a pezzi dal referendum costituzionale voluto da Renzi.

Da un anno e mezzo il Partito Democratico ligure si trova senza un segretario e fra pochi mesi dovrà giocare partite importanti a Genova e alla Spezia. Con quali interpreti e quali certezze?
“La premessa è che il commissario Ermini ha lavorato molto bene per cercare di ricreare un clima di unità che si era perso a seguito di una stagione molto conflittuale e deleteria per tutti. Purtroppo la situazione nazionale non è stata d'aiuto visto che il Pd è diventato il partito delle correnti e questo non giova sicuramente ai territori, Liguria e provincia in primis. Il mio auspicio è quello che col nuovo anno ci si possa dotare di regole necessarie per una migliore convivenza interna perché è impensabile che un minuto dopo l'esito del Referendum il primo a gioire della sconfitta del “Si” sia stato un ex segretario nazionale. Questo in un partito moderno non può accadere ed è anche difficile da spiegare ai cittadini”.

Cittadini di centrosinistra che nella vicina Spezia hanno un quadro ancora molto nebuloso su quello che sarà il candidato per la successione di Federici, un altro segnale di incertezza che rischia di pesare
“Penso che subito dopo le festività al massimo entro gennaio, si debba individuare una strada che porti al più presto o alle primarie o ad un percorso unico e condiviso, non è possibile perdere altro tempo. Le elezioni sono alle porte e i cittadini hanno bisogno di conoscere nomi e programmi”.

L'idea di un Pd “renziano” è finita con il referendum o è ancora attuabile per il futuro anche nell'ottica della segreteria regionale?
“Dopo le elezioni politiche, che dovranno esserci al più presto, dovremo pensare ad un segretario che vista la connotazione ligure dovrà essere di area renziana. Su questo mi batterò perché sono ancora convinto che la strada indicata da Matteo resti l'unica percorribile, qui come a livello nazionale dove hanno prevalso le divisioni. Quello che non dobbiamo ripetere però è l'errore di dire “non siamo stati capiti”, tocca a noi far arrivare alle persone l'importanza del lavoro svolto fino ad oggi. Penso ad esempio alle tante cose fatte nei 1.000 giorni del Governo Renzi e alla fine dei cantieri nella Salerno-Reggio Calabria arrivata quando il premier era già cambiato”.

Per quanto riguarda Sarzana in questi mesi è spesso emerso, in particolare sulle 'piazze virtuali' di Facebook, un certo malcontento verso l'operato della giunta. La vostra campagna “Il sindaco a casa tua” che partirà a gennaio avrà anche l'obiettivo di riallacciare un rapporto più diretto con la cittadinanza?
“Abbiamo la sensazione di non essere riusciti a trasmettere il valore delle tante cose realizzate dal nostro insediamento ad oggi e la grande fatica fatta per migliorare la città, per questo andremo a toccare con mano la percezione della gente. In questi tre anni e mezzo ho ricevuto migliaia di persone ed ho riscontrato sensazioni diverse e più positiva rispetto a quella che emerge dai social. Vedo una città nettamente migliorata sotto il profilo del decoro, che è passata dal 22% al 67% di differenziata, che ha strade migliorate – e altre che lo saranno – e periferie più accoglienti. Sono stati fatti molti passi in avanti”.

Molte altre cose che proprio in questo anno ormai alla fine dovevano avere un svolta attesa a lungo sono invece rimaste “al palo”. I casi più evidenti sono quelli di Marinella, Villa Ollandini o il Laurina, cartolina quest'ultima poco edificante per i tanti turisti che arrivano a Sarzana
“Su alcune cose avremmo potuto fare di più, altre però non sono dipese da noi. Non va dimenticato che sono state sbloccate situazioni come quella del ponte Amola con una riapertura molto attesa dai cittadini, la ripresa dei lavori agli Impavidi che sarà inaugurato nel 2017, in via del Murello e via Muccini oltre al finanziamento ottenuto per la piscina. Sul Laurina avevamo annunciato l'avvio degli interventi ma tutto si è arenato con un cambio di gestione nella società che oggi è in dirittura d'arrivo e tutto potrà partire a breve. Su villa Ollandini invece il progetto è in fase di valutazione e quando Cassa Depositi e Prestiti otterrà l'ok dalla Soprintendenza si potrà iniziare. Parliamo di opere ferme da anni che finalmente hanno avuto un avvio. Lo stesso discorso vale per Marinella, ci dimentichiamo che attualmente è ancora zona rossa e questo scoraggia i possibili investitori, entro la fine della legislatura tutta l'area sarà messa in sicurezza e non più esondabile. Il piano di riqualificazione è invece il nostro cruccio maggiore, speravamo che il 2016 potesse essere finalmente l'anno giusto per l'inizio dei cantieri ma lo stop dalla giunta Toti ha complicato i nostri piani. È un punto dolente che auspichiamo di poter superare con il ricorso al Tar”.

Il secondo viaggio in Cina ha invece consolidato i rapporti con una realtà potenzialmente importantissima sotto l'aspetto turistico, voce che anche quest'anno ha avuto ottimi risultati. Come saranno concretizzati i contatti allacciati in Oriente?
“Per far conoscere la nostra città anche oltre i confini italiani abbiamo scelto la strada della Cina perché riteniamo abbia tutte le capacità per fornire riscontri molto rilevanti per una realtà come Sarzana. Nei primi giorni di gennaio ospiteremo un importante tour operator di Shanghai conosciuto nell'ultimo viaggio e che ha mostrato grande interesse per questo territorio. Lo accoglieremo a braccia aperte per fargli conoscere tutte le bellezze della città e della Val di Magra”.

Poco prima del suo ritorno dal viaggio in Cina il Comune era stato teatro del blitz della Dia, seguito poche settimane dopo dall'inchiesta sulla gestione del Miro Luperi. Due segnali nuovi e preoccupanti per Sarzana che al momento non hanno ancora avuto altri sviluppi, come li ha vissuti?
“Sicuramente non è stata una bella immagine né per il Comune né per la comunità ma come detto fin da subito abbiamo massima fiducia nel lavoro della Magistratura e delle Forze dell'ordine che faranno del loro meglio per verificare tutte le situazioni. Ci siamo messi subito a disposizione con l'auspicio che possa essere anche il momento per fare chiarezza sulle troppe illazioni fatte negli ultimi anni”.

Tornando agli aspetti strettamente politici di questo anno, molti elettori del Pd hanno digerito mal volentieri l'ingresso della sua ex avversaria Frassini in maggioranza e il recente “salvataggio” del Cinquestelle Giannini, scelte ritenute evitabili visti i numeri in consiglio comunale
“Non avevamo e non abbiamo problemi di numeri. Ampliare la maggioranza con Sara Frassini, che per quanto sostenuta anche dal centrodestra era candidata con una lista civica, è stato naturale visto che lei per prima ha condiviso cose portate avanti con grande impegno come risanamento dei conti e contrasto all'evasione, risposte concrete fornite a tutta la cittadinanza. Il confronto è fattivo e sta portando dei risultati. Diverso invece il discorso per Giannini nato dall'incapacità del M5S di risolvere il problema convincendolo a dimissioni mai arrivate e responsabilizzando l'intero consiglio con una cosa esterna ad esso. Si tratta comunque di un consigliere il quale pur avendo sbagliato nel non giustificare le proprie assenze dimostrando scarso rispetto delle istituzioni, sta lavorando lontano da casa per questioni di necessità. Non possiamo togliergli il diritto di parola solo perché è all'estero, non è una questione di numeri e ritengo che quanto accaduto lo abbia portato riflettere. Spero che possa tornare a vivere e a lavorare in città quanto prima e a fare opposizione in consiglio”.

Non ritiene che situazioni come queste contribuiscano ad aumentare il divario già esistente fra giovani ed istituzioni?
“In un momento come questo polemiche e divisioni non aiutano sicuramente a porre le istituzioni come interlocutori affidabili. Noi nel nostro piccolo abbiamo però cercato di dare delle risposte concrete come ad esempio con il Talent Garden dove oggi lavorano quotidianamente molti ragazzi del territorio che altrimenti sarebbero stati costretti ad andare fuori provincia o a non avviare le proprie imprese. Per le giovani coppie abbiamo confermato le agevolazioni sul comodato d'uso gratuito del quale hanno usufruito circa 200 famiglie mentre segnali importanti stanno arrivando da una nuova “categoria” di commercianti che stanno animando il centro storico. Crescerà anche il coinvolgimento della associazioni culturali che saranno protagoniste dirette nella gestione dei calendari e degli spazi interni del Teatro Impavidi dove potranno esprimere l'impegno prodotto ogni giorno sul territorio. Tutti messaggi rivolti ai giovani che speriamo possano essere colti”

Programmi a medio e lungo termine che presuppongono una sua candidatura per le amministrative del 2018?
“Viste le tante cose ancora sul tavolo e gli obiettivi da portare a termine ritengo che dieci anni possano essere il periodo di tempo ideale per portare a compimento tutte le idee e poter dimostrare di aver fatto un buon lavoro. Fino ad oggi abbiamo fatto tutto il possibile per migliorare Sarzana e vogliamo proseguire su questa strada”.

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