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Pd e Articolo uno: "Non una lista, ma una squadra"

Presentati i candidati della lista che vede insieme i due partiti di centrosinistra. Quattro provengono da Via Lunigiana: Natale, Pecunia, Castagna e Agata. Canessa è il nome di Articolo uno.

Cinque candidati

La Spezia - “I candidati hanno, come accade in ogni tornata elettorale, l’impegno personale per valorizzare se stessi ma vorremmo che questa lista fosse una squadra perché questa è una partita difficilissima ma tutta da giocare per vincere”. Tempo di presentazioni anche in Via Lunigiana, quartier generale del Partito Democratico per quelle che saranno le prossime consultazioni regionali. Daniele Borioli, commissario provinciale del Pd, traccia la linea davanti alla stampa locale prima di dare la parola a chi tenterà di accaparrarsi un posto nel consiglio regionale: “Veniamo da un governo che per la Liguria è stato un danno ma che per la provincia della Spezia è stato un vero disastro. Penso all’ospedale del Felettino e a tutto il presidio sanitario, completamente dimenticato. Questo territorio oltre a non avere quelle strutture, è mancante delle infrastrutture cruciali: la Pontremolese attende risposte e ha avuto un suo primo cospicuo investimento in denaro da questo governo, che è importante ma sappiamo non ancora sufficiente. La Regione è assente su questo, non propone ad Enel prospettive diverse al turbogas, preferisce smantellare i presidi di tutela delle aree ambientalmente più significative. L’idea è quella di ridurre il danno e cambiare”. Con Borioli anche il coordinatore provinciale di Articolo Uno, Luca Gazzano, l’altra gamba del centrosinistra nell’ambito dell’alleanza con il Movimento cinque stelle: “Pier Aldo Canessa è il nostro candidato: ha fatto il primario all’ospedale San Bartolomeo e per noi rappresenta la battaglia sulla sanità. Non è soltanto una questione di nuovo ospedale ma di gestione di ogni servizio: Canessa da anni si sta battendo per questi temi. La privatizzazione della sanità ligure sarebbe un disastro”.
Un obiettivo fra gli altri è quello che il Pd possa essere il primo partito della Liguria, scalzando la Lega e recuperando un po’ di quella coesione venuta meno, eufemismo, negli ultimi cinque anni.
Davide Natale, fuori dal consiglio regionale di cinque anni fa per un pugno di voti malgrado il buon risultato personale, sarà questa volta il capolista (“giusto investire sulla sua esperienza”): “Sono molto orgoglioso di questa lista: una dei punti salienti non può che essere la sanità. Partiamo dal 7 ottobre 2016 quando Toti e Viale posarono la prima pietra e arriviamo al post-Covid in cui lo stesso presidente regionale ha detto che gli spezzini non si erano accorti della mancanza di un nuovo ospedale. Una corbelleria, bastava chiedere a chi in ospedale ci lavora e a chi ha avuto parenti colpiti dal coronavirus. Noi dobbiamo pensare al tema delle visite ambulatoriali, agli accumuli temporali maturati in questi mesi che hanno costretto i cittadini a rivolgersi al privato. Mancano più di cento persone fra medici, infermieri, tecnici: dobbiamo lavorare per ridurre al minimo le cosiddette fughe sanitarie. Abbiamo di fronte dati allarmanti che tutti devono conoscere: noi vogliamo che non accadano in futuro. E poi c’è la questione ambientale: si è detto della Pontremolese, abbiamo la chance del recovery fund che potrebbe aiutarci a finanziare la galleria di Valico. La Regione governata da Sansa dovrà preoccuparsi di risolvere la questione infrastrutturale, spostando i flussi. Non deve esserci contrapposizione fra il lavoro e l’ambiente come è stato molto spesso in passato”.
Fare squadra, un concetto, quasi un mantra, che un po’ tutti ripetono. “Abbiamo investito su due donne (Pecunia e Castgna, NdR) - ha detto Borioli - non per obblighi di legge ma per forte convinzione sui profili. Una risponde al nome di Francesca Castagna, nata alla Spezia, residente a Ponzano Magra ed espressione dell’elettorato della Val di Magra e del suo capoluogo. Una donna impegnata nel sociale: “Sono stata fra le fondatrici del Pd nel 2007 perché penso che questo partito potesse sintetizzare le anime cattoliche e democratiche. La Val di Magra? Bisogna spendere per risolvere una serie di criticità che riguarda le infrastrutture perché il crollo del ponte di Albiano ha creato nuovi problemi. E’ una terra dove si parla di costruzione di un biodigestore che non farebbe che aumentare la fragilità di questo territorio. E’ una vallata bellissima, densa di occasioni culturali, di enogastronomia: serve un soggetto che lo rappresenti e che lo porti fuori dai confini, così da creare nuove possibilità occupazionali. Sindaco di Levanto uscente ma anche dirigente della Camera di Commercio, Ilario Agata è l’ultimo nome della lista in ordine di tempo: “Sarebbe una soddisfazione fare un buon risultato come partito. Siamo famosi per essere forti nelle divisioni ma quando siamo uniti normalmente vinciamo. Per vincere non bisogna amministrare solo bene, ma benissimo. Dobbiamo essere alternativi e competenti. C’è una navigazione a vista per il settore sanitario ma anche per le grandi opere: ponte Morandi a parte, non è stata fatta un’opera pubblica in tutta la Liguria. Non c’è una politica turistica su scala regionale malgrado l’indotto abbia un 8% di Pil. Tanta comunicazione, non ci sono cose fatte. Dobbiamo rivolgersi alla gente che è molto concreta e realista: la nostra sfida è parlare a loro e trasferire questi messaggi, senza essere solo interlocutori indignati ma propositivi”.

Sindaco di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia ha oltreché nelle Cinque Terre anche nel comunque nel capoluogo provinciale il suo elettorato di riferimento: “Il nostro obiettivo è cambiare il modello di Liguria, approntando un nuovo assunto di governance: del tema della sanità si è detto e non posso che essere d’accordo. L’emergenza sanitaria ha detto una cosa fra le altre: sindaci e cittadini sono stati lasciati soli a cercare risposte. Basta con i contributi a pioggia che servono oggi ma che non riescono a costruire una prospettiva per il futuro. Bisogna ragionare sulla pianificazione ambientale, bisogna soprattutto puntare ai giovani che spesso se ne vanno e non tornano più. Un’altra emergenza è quella del dissesto idrogeologico: la Regione non si preoccupa di prevenire, ci sono pochi investimenti e si finisce sempre nell’emergenziale. E’ necessario un equilibrio affinché la ricchezza venga distribuita in modo equo nei territori. Sono come Francesca, una donna, non siamo qui a rappresentare un genere ma come amministratori. E’ importante impegnarsi in politica, lavorando perché il ruolo femminile sia sempre più valorizzato. Ci sono e ci sono convintamente, e’ una sfida difficilissima ma dobbiamo combattere per vincere”. Chiude Pier Aldo Canessa: “Quando sono andato in pensione ho toccato con mano in modo evidente lo svuotamento del Sistema Sanitario Nazionale: in questi anni mi sono impegnato con il Manifesto della Sanità Locale per queste tematiche. Poi è arrivato il Covid, siamo stati noi ad ottenere che la tenda triage fosse montata davanti al pronto soccorso. Quando mi hanno chiesto di candidarmi non potevo dire di no. La lombardizzazione della sanità non s’ha da fare, serve un ospedale provinciale mentre Ire in questi anni ha fatto di tutto per arrivare alla risoluzione del contratto. Più personale a disposizione e poi ovviamente no al turbogas a Vallegrande e no al biodigestore. Dobbiamo farci sentire a Genova su queste partite che sono vitali per il territorio: questa è l’ultima possibilità perché se andasse male quel che resta di Asl5 sarebbe smontata con un’epidemia che rischia di tornare è un nuovo periodo difficilissimo da sostenere”.

Fabio Lugarini

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Ilario Agata, Francesca Castagna, Davide Natale, Fabrizia Pecunia, Pier Aldo Canessa


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