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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Gennaio - ore 22.39

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Pd, due settimane di pace sino al referendum

La direzione provinciale di ieri è scivolata via nella tranquillità. Approvato informalmente il "triumvirato", poi si passerà ad approfondire le questioni programmatiche. Le elezioni si avvicinano e ci si compatta per non perdere il Comune.

Pd, due settimane di pace sino al referendum

La Spezia - Se il Pd spezzino sia di fronte a una pax armata in attesa del referendum e delle prossime mosse in vista delle amministrative oppure alla fine di una fase di contrasto continuo tra le correnti interne lo si scoprirà presto. Quel che è sicuro è che la direzione provinciale che si è riunita ieri sera è stata, per la prima volta dopo mesi bollenti, un organismo politico dai toni pacati e dall'atmosfera rilassata. Anche troppo, secondo qualcuno dei presenti: quasi noiosa, complice anche la durata superiore alle tre ore.

La segretaria provinciale Federica Pecunia ha concentrato l'attenzione sulle due settimane che separano il partito dalla chiamata alle urne per il voto sulla riforma costituzionale. Giorni nei quali l'impegno comune sarà quello di lavorare per promuovere il sì tra gli elettori: in ballo, secondo una parte dei politologi e degli osservatori interni ed esterni al Pd, la tenuta stessa del partito. Più ancora di quanto non sia a rischio il ruolo di premier per Matteo Renzi. I sondaggi sono visti come un'indicazione di massima, dopo le cantonate clamorose della Brexit e delle elezioni Usa, ma tutti sono concordi su un fatto: ci sono ancora molti indecisi, e il loro voto, soprattutto nel caso di una affluenza bassa, sarà determinante. Fondamentale, quindi, per il Pd (anche quello spezzino) presentarsi unito e compatto.

Orlandiani, paitiani e benifeiani si sono dunque accomodati sulla stessa barca e da ieri hanno iniziato a vogare tutti nella stessa direzione. Unica soluzione possibile per tentare di non farsi sopraffare dai marosi che agitano le acque tanto nei pressi della Capitale quanto sulle rive del Golfo dei poeti.
Tutti i big e tutte le seconde linee hanno ieri proposto interventi concilianti, hanno pronunciato frasi propositive e nessuno si è scagliato contro qualcun altro. Nemmeno quando è stato toccato il delicatissimo tema delle vicende processuali che stanno investendo l'Autorità portuale che hanno toccato nei giorni scorsi anche il Distretto ligure delle tecnologie marine, due feudi che sino a poco tempo fa erano saldamente nelle mani del "tesserato Pd" Lorenzo Forcieri.
"Ho riscontrato un clima di forte sostegno e impegno del gruppo dirigente al programma delle iniziative che si continueranno a svolgere in tutti i quartieri della provincia. Un Pd spezzino a tutto campo per sostenere le ragioni del sì alla riforma costituzionale che renderà più stabile, giusto e autorevole il nostro Paese. La nostra unità per il sì è stata sotto gli occhi di tutti in occasione della iniziativa alla presenza del premier e segretario del partito Matteo Renzi", afferma oggi una soddisfatta Pecunia.

A far sorridere la segretaria provinciale c'è anche l'accettazione informale (nessuna deliberazione e nessuna votazione) ma assolutamente politica, della proposta di far passare la pace e il termine della campagna referendaria attraverso il lavoro di un gruppo ristretto all'interno dell'Unione comunale spezzina, coordinato dalla stessa Pecunia, rappresentativo delle anime del partito.
I tre probi viri indicati dalla segretaria sono Barli, Mastrosimone e Venturini, ai quali viene richiesto di collaborare per organizzare le iniziative a sostegno del sì al referendum.
Gli orlandiani sembrano intenzionati a mettere a disposizione un nome differente, visto che il domicilio lavorativo di Barli è a Roma. In fondo, però, hanno ingoiato il boccone che nei giorni scorsi veniva ritenuto più che amaro: velenoso.
Di contro, però, hanno salutato con soddisfazione la condivisione unitaria sul tema sul quale hanno battuto con maggiore insistenza nell'ultimo periodo: l'apertura di una discussione politico amministrativa su tutti i temi programmatici del territorio spezzino propedeutica alla definizione delle alleanze e dei metodi di selezione delle candidature.
Un sistema che vorrebbero venisse applicato all'indomani del referendum anche per individuare un segretario comunale condiviso. Una sfida che in realtà appare ancora come una mission impossible, anche perché sotto la cenere la temperatura è in realtà ancora calda.
"Proseguiremo nel percorso che ho già avviato di ascolto della città - conclude Pecunia -. Ho proposto infine che questa nuova fase unitaria si concretizzi anche con la nascita di un comitato politico provinciale e che si completi la segreteria allargandola a tutte le componenti e sensibilità".

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