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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 23.06

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Pd, Melley, Battistini, tutti contro la Banchero. La Regione: "Pieni titoli"

Polemica sulla nomina dell'attuale direttore sanitario. Ma da Genova ribattono.

Pd, Melley, Battistini, tutti contro la Banchero. La Regione: `Pieni titoli`

La Spezia - "Secondo quanto disposto dalle legge 41/2006, la dottoressa Maria Antonietta Banchero è iscritta all'elenco degli idonei all'incarico di Direttore Sanitario delle aziende del Sistema Sanitario Regionale della Liguria, in forza di Deliberazione della Giunta Regionale n.925 del 7 ottobre 2016. Da tale elenco i Direttori Generali delle Aziende sanitarie debbono scegliere i Direttori sanitari. Pertanto la dottoressa Banchero svolge a pieno titolo l’incarico che le è stato affidato". Con queste poche righe la Regione Liguria prova a smorzare la polemica attorno alla legittimità dell'incarico ricoperto dalla menzionata Banchero. Un tourbillon che ha visto la politica passare anima e corpo all'attacco.

"Maria Antonietta Banchero, il 26 ottobre 2016, è stata nominata direttore sanitario dell’Asl 5 spezzina, ma pochi mesi prima, per il medesimo incarico in Lombardia, era stata giudicata priva dei requisiti necessari dal Tribunale del lavoro di Milano (sentenza emessa il 22 giugno e pubblicata il 10 settembre 2016). Ai sensi dell’articolo 3, comma 7 del Decreto Legislativo 502/1992 e del D.P.R. 484/1997, infatti, “può svolgere il compito di Direttore sanitario un medico di qualifica dirigenziale che abbia svolto per almeno cinque anni qualificata attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private, di medie o grandi dimensioni, comportante la diretta responsabilità delle risorse umane e strumentali affidate al dirigente”. E secondo i giudici lombardi l’attività a comando/distacco presso una struttura formativa, pur partecipata dalla Regione, di un medico dirigente (com’è accaduto per Banchero) non può essere considerata alla stregua di attività dirigenziale di struttura sanitaria, non comportando l’esercizio dei poteri e delle funzioni proprie dei dirigenti". Così i consigliere regionale del Partito democratico Raffaella Paita e Juri Michelucci.
"Vorremmo che sulla questione la Giunta regionale e in particolare l’assessore Viale facessero chiarezza al più presto e rispondessero a due domande ben precisa che, tramite un’interrogazione, gli abbiamo rivolto - proseguono i due dem spezzini -. Per prima cosa vorremmo sapere se la Giunta abbia verificato che la nomina del Direttore sanitario dell’Asl 5 abbia tenuto conto di quanto disposto dalla norma nazionale che fissa i requisiti per tale ruolo (i già citati dl 502/1992 e D.P.R. 484/1997). E poi vorremmo sapere cosa intenda fare la Giunta in caso dovesse emergere che Banchero non ha effettivamente i requisiti necessari a dirigere l’Asl 5. Anche perché, a parte il fatto che si tratta dell’ennesima nomina di un lombardo ai vertici della sanità ligure – una vera e propria ossessione per questa maggioranza a trazione leghista – il problema, questa volta non è tanto geografico quanto giuridico: può una persona dichiarata non in possesso dei requisiti per dirigere un’Asl in Lombardia ricoprire lo stesso ruolo in Liguria?".

Denti in fuori anche per Rete a Sinistra - LiberaMente Liguria. "Il direttore sanitario di Asl5 non avrebbe i titoli necessari per ricoprire il ruolo che gli compete", scrivono in una nota Francesco Battistini e Gianni Pastorino, parlando di una sentenza, quella del Tribunale del lavoro milanese, "da cui si evincerebbe che la dottoressa Maria Antonietta Banchero, attuale direttore sanitario della Asl spezzina, sarebbe stata esclusa da analoga carica in regione Lombardia. Se fosse vero, ci troveremmo di fronte a un vero e proprio terremoto politico sul quale pretenderemo che l’assessore Viale faccia immediatamente chiarezza. Già non è accettabile che quasi tutte le nomine in campo sanitario abbiano una chiara connotazione politica, con evidenti simpatie per il Carroccio. Quando il centrodestra assunse le redini del governo regionale disse ai cittadini 'il vento è cambiato': vorremmo sperare che il cambiamento non stia soltanto nel piazzare manager lombardi alla guida della nostra sanità; magari senza avere i titoli necessari". Secondo il duo "sicuramente bisogna fare luce sulla vicenda. Dall’assessore (Viale, ndr) ci aspettiamo parole chiare, a tutela del servizio pubblico e anche della diretta interessata. Proprio per questo in data odierna abbiamo indirizzato all’assessore Viale, al commissario straordinario di A.Li.Sa. e al direttore generale della Asl5 Spezzino, una richiesta di documentazione sui titoli in possesso dalla dottoressa Maria Antonietta Banchero in relazione all’incarico di direttore sanitario presso l’Asl5 spezzino. Se ci sono i titoli nessun problema, se invece non ci sono si apre una questione politica della quale dovrà assumersi la piena responsabilità chi guida la sanità ligure".

Una voce si è levata anche dal consiglio comunale spezzino. "Il caso Banchero dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, l'inadeguatezza della gestione della sanità da parte delle Regione Liguria". Parola di Guido Melley, capogruppo di LeAli a Spezia, che continua: "Non entriamo sulla questione dei titoli, ma sulla qualità della gestione. Il risultato delle nomine sbagliate nei ruoli apicali è sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalla Asl della Spezia: liste di attesa infinite, mobilità passiva, chiusura temporanea di reparti, carenze di organico ormai strutturali, appalti al ribasso con condizioni di lavoro precarie e disservizi per gli utenti, depotenziamento del ruolo dei dipartimenti, problematiche logistiche e di gestione amministrativa, con conflitti tra i diversi settori della direzione, assenza di progettualità e organizzazione. Per non parlare del buco di 3,5 milioni di euro nel bilancio". Conclude Melley: "Questi sono i frutti di scelte figlie del patto tra la Lega e Toti; il presidente della Regione, ostaggio dei leghisti, deve concedere cariche a persone senza preparazione e provenienti da altri territori, quando invece bisognerebbe valorizzare dirigenti con competenze ed esperienze. Basta con le nomine politiche. Invitiamo il Sindaco Peracchini a fare sentire la propria voce nell’esclusivo interesse della sanità spezzina e dei cittadini utenti, che vanno preservati da logiche spartitorie e che hanno diritto a una Sanità efficiente e vicina ai loro bisogni".

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