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Pastorino (Linea Condivisa): “Contrari alla conversione della RSA Mazzini a struttura covid"

mancano le condizioni
Pastorino (Linea Condivisa): “Contrari alla conversione della RSA Mazzini a struttura covid"

La Spezia - “Siamo da sempre accanto ai lavoratori e alle lavoratrici, vicini ai sindacati e alle loro legittime richieste, abbiamo a cuore la salute dei pazienti - dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino - Per questo abbiamo depositato un'interrogazione sulla situazione della RSA Mazzini di La Spezia ribadendo la nostra contrarietà a una conversione della residenza in struttura covid”.

“Nell’interrogazione chiediamo alla Giunta regionale e al Presidente Toti se non si intende bloccare subito l'accordo tra ASL5 e il consorzio bergamasco KCS istituendo, rapidamente, un percorso di dialogo e confronto con i sindacati al fine di discutere della gestione della struttura - dichiara Pastorino - Sappiamo che esisteva un accordo, disatteso e calpestato, tra l'Azienda sociosanitaria spezzina e le sigle sindacali. Questo prevedeva l'istituzione di un percorso di confronto sulle questioni aperte riguardanti la RSA. Il fatto è per noi inaccettabile e vogliamo vi si ponga rimedio quanto prima.
I nodi esistenti meritano un impegno e una discussione attenta e approfondita. Non possono di certo essere ignorati ulteriormente”.

“Innanzitutto ci sono le esigenze degli ospiti e delle loro famiglie da tenere in considerazione. Ci sono i lavori di ristrutturazione e adeguamento previsti dal capitolato di appalto e non ancora affrontati. C'è poi il problema dell'organico, carente già in condizioni normali, e del regime di cassa integrazione al quale è sottoposto. Non condividiamo né comprendiamo la politica al risparmio portata avanti sulle spalle dei lavoratori, a maggior ragione oggi dal momento che, con l'emergenza covid, le esigenze sanitarie e assistenziali sono notevolmente aumentate e le mansioni sono divenute più numerose e più gravose. Il mero calcolo sul profitto rilevato dal numero di pazienti ospitati, dalle quote residenziali incassate e dunque dalle spese di gestione e del personale impiegato e stipendiato, ancor più in questo momento, rappresenta un modello di sviluppo sul massimo profitto che regge sempre meno”.

“Porteremo questi temi in Consiglio e chiederemo un intervento rapido e deciso tentando, tra l'altro, di aprire una questione che deve essere risolta: ASL5 ha bisogno di una dirigenza capace, esperta, coesa e che abbia voglia di confrontarsi col territorio - conclude il consigliere di Linea Condivisa - Tutte caratteristiche che oggi mancano e che aprono alla necessità di nominare nuove figure dirigenziali più adeguate”.

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