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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 21.58

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Passano le linee programmatiche, ma si parla di tutto

Puc, Enel, Tpl e bilancio i temi che hanno appassionato maggiormente i consiglieri nella discussione della delibera con una lunga serie di botta e risposta.

Passano le linee programmatiche, ma si parla di tutto

La Spezia - Iniziato con un'atmosfera da secondo giorno di scuola, il consiglio comunale sulla discussione delle linee programmatiche del sindaco e della giunta ha impiegato poco per trasformarsi nel classico gioco delle parti che vige nelle assemblee elettive, sebbene talvolta a parti invertite. Pubblico e stampa presenti in sala erano infatti abituati a vedere piovere le critiche su quanto avvenuto nel recente passato dai banchi della minoranza. Ieri sera, invece, è capitato spesso che fossero i consiglieri di maggioranza a chiedere autocritiche e mea culpa a chi sedeva tra i banchi dell'opposizione, con particolare riguardo per chi sta in prima fila, il gruppo del Pd e quelli che fanno riferimento all'ex candidato sindaco del centrosinistra, Paolo Manfredini. Un ping pong che a volte ha perso di vista il tema centrale della discussione, andando a focalizzarsi su aspetti specifici che non avevano a che fare con le linee programmatiche e che sono suonati come una sorta di contrappasso per gli ex amministratori.

Con Mauro Piazzini a fare le veci del segretario generale la seduta ha preso le mosse timidamente, quasi che nessuno volesse intervenire.
Poi è iniziata la valanga che si è conclusa solamente dopo tre ore.
Luigi Liguori, di Spezia bella forte e unita ha sostenuto che "nel documento delle linee programmatiche non sono presenti spunti di rinnovamento, è incompleto, seppure con alcune cose condivisibili. Come l'attenzione al turismo, e a tal proposito propongo l'istituzione di una piccola tassa di sbarco comunale. Ma c'è poco rispetto per l'università, per la quale servono politiche di valorizzazione, essendo il Polo spezzino un unicum in Italia e in Europa".
Linee programmatiche zeppe di "povertà, incoerenza e promesse e di molte proposte già pensate dalla precedente amministrazione", ha attaccato Federica Pecunia, manifestando preoccupazione per il futuro del trasporto pubblico locale e lo "stravolgimento del sistema dei parcheggi". "Manca invece l'attenzione all'ambiente - ha proseguito - e non si capisce quale idea di città ci sia alla base. Colpisce di più quello che manca di quello che c'è". La capogruppo Pd ha posto quindi gli interrogativi sul futuro del Puc, dell'aggregazione Acam-Iren, della chiusura del ciclo dei rifiuti, delle bonifiche, dell'assetto societario del gruppo Atc, del futuro dell'area Enel e del nuovo ospedale. Marco Raffaelli, altro esponente Pd, ha detto di aver letto un "programma che di fatto attesta meriti all'amministrazione precedente. E' una lista della spesa basata su prospettive costruite da chi c'era prima, mentre si accennano appena i temi che potrebbero spaccare la maggioranza". "I 48 milioni di debito di cui ha recentemente parlato il sindaco - ha puntualizzato Raffaelli - sono effetto di mutui da rimborsare, ricordiamo che dieci anni prima erano oltre 80. E le risorse non sono svanite nel nulla, ma sono state usate per investimenti la cui utilità è riconosciuta anche da queste linee programmatiche".

Ben diversa la posizione di Giacomo Peserico, del gruppo Toti-Forza Italia, che ha spiegato come la maggioranza attuale si trovi nella condizione di ereditare quanto fatto dai predecessori.
"Non serve un'enciclopedia - ha risposto a chi riteneva le linee programmatiche troppo stringate -, servono messaggi chiari e fatti concreti. Come abbiamo fatto per la raccolta dei rifiuti, che è già in discontinuità rispetto a prima e che sarà ancora migliore col progetto per il 2018. Rimaniamo coerenti, anche sulle partecipate: non eravamo contrari all'aggregazione, ma al fatto di arrivarci col cappello in mano, dopo aver venduto tutto il buono. Sul trasporto pubblico abbiamo un problema urbanistico da affrontare, dato da Piazza Verdi, e se i debiti per Federici erano pesanti non è certo per colpa nostra. Sta di fatto che dobbiamo fare i conti con un bilancio magro".
"Leggendo la prima pagina ci è sembrato di leggere il nostro programma", ha esordito Donatella Del Turco, capogruppo M5S. "Però - ha rilevato, non c'è attenzione ai disabili, alle pari opportunità e alle questioni legate all'inchiesta sul canile. Riteniamo debbano essere realizzate le mappature su discariche e amianto. E infine - ha concluso - l'apertura di una mensa sociale non è sufficiente per combattere la povertà: serve un reddito di cittadinanza comunale e ci batteremo per averlo".
Dalla consigliera Pd Dina Nobili è giunta la domanda su quello che sarà il "contenuto" del nuovo ospedale e la proposta (poi ritirata e indirizzata verso la commissione) di impegnare l'amministrazione alla promozione della prevenzione primaria nelle scuole.
Massimo Lombardi, di Spezia bene comune, ha giudicato positivamente la posizione di sindaco e assessori sul tema dell'ascolto e del dialogo coi cittadini, "dopo anni in cui c'è stata criminalizzazione del dissenso. Poi - ha proseguito l'ex segretario di Rifondazione comunista - bisogna capire come si farà davvero la partecipazione. Mettere al primo punto decoro e sicurezza con tutti i problemi gravi che ci sono, mi pare un ribaltamento dei temi. Servono lenti più profonde per guardare la realtà".
"Il cambiamento che tanti aspettavano" è stato anche l'incipt di Guido Melley, capogruppo di Leali a Spezia, che ha però subito ravvisato come "al momento si sia visto ancora poco. Avremmo voluto sentire delle idee, mentre quello che abbiamo visto è conferma di scelte concrete che sono state giudicate giuste dagli elettori e poco altro. Quindi pongo alcune domande: su lavoro e occupazione, dove vuole intervenire l'amministrazione? Crede nel ruolo dell'industria e della nautica da diporto? Come pensa di agire per il recupero delle piccole attività imprenditoriali? E il commercio? che manca del tutto nel documento... In che tipo di porto crede? Come pensa di agire, in fatto di sanità, sulla dirigenza, sui servizi territoriali e sulla transizione tra vecchio e nuovo ospedale?".
Dai banchi di Fratelli d'Italia Maria Grazia Frijia, ha colto al balzo la palla lanciata da Lombardi: "L'approccio di dialogo coi cittadini fa già capire la distanza siderale rispetto all'amministrazione precedente. I centri commerciali? Li avete aperti voi. Si parla poco di bonifiche e ambiente? Ma se lo scempio delle colline di Pitelli è stato opera vostra...".
Il pragmatismo dell'azione amministrativa in corso è stato il punto centrale dell'intervento di Gino De Luca, capogruppo di Spezia vince con Peracchini sindaco: "La pulizia era un tema richiesto da tanti, se non tutti i cittadini, e la task force che l'amministrazione ha messo in campo è stata percepita bene. Propongo di aumentare la videosorveglianza, in Piazza Brin e all'altezza del sottopasso di Via Asso e di utilizzare i detenuti di Villa Andreino, che si erano resi disponibili con una lettera pubblica, per lavori socialmente utili, come la pulizia dei sentieri".

Di tutt'altro tenore le parole del socialista Manfredini. "Sottoscrivo la prospettiva di una città più europea e internazionale. Ma cosa significa? Affermare una identità, averne consapevolezza, esercitare attrattiva, essere riconosciuti nel proprio ruolo... ma su quale piano? Dal punto di vista economico, il mondo oggi avrebbe dovuto essere piatto, ma ci siamo accorti che sono le comunità a fare la differenza: è localmente che si vince la sfida. Abbiamo le condizioni? Secondo me sì. Possiamo diventare un hub sul piano nautico, ma anche sotto il profilo della Difesa. Noi possiamo diventare un punto di riferimento del sistema Paese. Ma dobbiamo mettere in agenda il tema delle aree militari e delle tecnologie, da estendere al massimo. E c'è bisogno di credere sin dall'asilo in questo disegno".
Più critico, Roberto Centi, di Leali a Spezia: "Condivido i dubbi su Enel e Puc e rilevo una diffusa vaghezza, anche nel settore scuola. Vengono proposte cose che ci sono già... e in compenso c'è poca attenzione agli edifici e al dimensionamento, temi fondamentali. Mi sono candidato per sentire parlare di contenuti, sono a disposizione per collaborare fattivamente ma chiedo un cambio di passo sotto questo aspetto".
Prima di andare a parlare di bilancio e turismo, il piddino Luca Erba, ha tenuto a precisare, in qualità di ex amministratore, che "è bene chiarire che le responsabilità delle scelte politiche sono da suddividere tra la maggioranza del consiglio comunale e l'architrave cittadino esterno, che comprende diverse forze economiche e sociali, compresi i sindacati".
Sul bilancio Erba ha chiesto di non fare confusione, "I pareri dei revisori sono chiari", mentre in fatto di turismo ha sottolineato la necessità "di individuare un modello di governance, senza pensare solamente al marketing".
A prendere la parola è stato dunque l'ex presidente dell'Autorità portuale, Lorenzo Forcieri, del gruppo Avantinsieme: "La città ha potenzialità enormi su tanti campi, è giusto l'intervento di Manfredini. Tecnologia e turismo qualificato sono un binomio che può rappresentare il futuro. Il centrodestra ha intercettato meglio di altri la voglia di cambiamento, ma non avverto l'invasione del futuro nelle nostre vite, con queste linee programmatiche e questi primi mesi di governo. Nulla è cambiato in fatto di nomine e non vedo l'attenzione giusta alle modalità con le quali la città può diventare davvero capoluogo. Non emerge il disegno complessivo di città, non c'è collegamento tra i 10 punti".

Patrizia Saccone, consigliera del gruppo misto con un passato da assessore del centrosinistra ed eletta tra le fila del centrodestra, ha annunciato il suo consenso rispetto alle linee programmatiche: Non posso che essere d'accordo, come è stato d'accordo il 60 per cento degli spezzini".
Dal canto suo Massimo Caratozzolo, del gruppo Per la nostra città, ha chiesto al centrosinistra e al Pd in particolare di fare autocritica, ricordando che "la gente vive il presente, non il futuro. In poco tempo sono cambiate le cose nel campo della raccolta dei rifiuti e della percezione sicurezza. E finalmente si vede una amministrazione che ascolta, che è il primo passo della partecipazione".
"Queste linee programmatiche scaturiscono dal dialogo con i cittadini. E questo a noi della Lega è piaciuto molto - ha detto Federica Paita - per nostra abitudine a stare in mezzo alla gente con i gazebo".
"Parlate di commercio? Non c'è bacino di utenza sufficiente per le Terrazze e i piccoli negozianti sono stati messi in crisi. Da voi. Parlate di dissesto - ha tuonato Fabio Cenerini, capogruppo di Toti-Forza Italia -? Avete cementificato per anni le colline. Sui rifiuti noi stiamo colmando i difetti di un sistema che non si poteva cambiare. Nell'edilizia popolare per anni avete premiato gli immigrati, partendo dal reddito e senza dare punti a cittadini italiani".
Ben più pacatamente Andrea Costa, capogruppo di La Spezia popolare, ha fatto notare come "le linee programmatiche ricevano due gradi di giudizio, quello degli elettori e quello che scaturisce durante il lavoro dell'amministrazione. Sono arrivati spunti e riflessioni interessanti anche dalla minoranza: spero troveremo una sintesi per raggiungere l'obiettivo comune del bene per la città. Possiamo avere anche da parte di chi ha governato sino a ieri una mano per mettere in atto cambiamento. Su Enel non ci saranno spaccature: siamo uniti e vogliamo tutti che torni alla cittadinanza. Per quel che riguarda il Dea di secondo livello bisogna costruire gli elementi per la deroga a decreto Balduzzi. Tutti insieme".

Conclusi gli interventi dei consiglieri, il sindaco Pierluigi Peracchini ha acceso di rosso il suo microfono per le conclusioni che hanno anticipato il voto.
"Queste sono linee di mandato, ci sono altri strumenti per l'azione di governo: è impossibile dettagliare alcuni aspetti, anche perché le leggi cambiano continuamente, come nel caso del decreto Madia. La visione del futuro c'è, nei diversi aspetti e settori che vengono citati. Vorrei sottolineare il metodo con il quale abbiamo operato sino a ora: abbiamo aperto i nostri uffici dal mattino alla sera. Io e gli assessori. Ho ricevuto oltre mille cittadini in meno di tre mesi. Abbiamo ereditato questioni come il nuovo ospedale, con un appalto delicatissimo, una variante in fase di valutazione e le riserve dell'impresa. Lo stesso che è avvenuto per Piazza Verdi, con un milione di euro di riserve da parte della ditta.Inoltre non sono a bilancio i soldi per i lavori nell'area a mare di Marola, né quelli per l'area dell'aeronautica a Cadimare e per la musealizzazione del sottomarino".
"Sul trasporto pubblico - ha proseguito Peracchini - non vogliamo fare una gara per servizio vecchio di 20 anni, stiamo valutando, facendo simulazioni con i tecnici. L'ambiente... non scherziamo. Questo è un territorio maltrattato con un tasso di tumori elevatissimo. Ne sono consapevole e non sottovalutiamo la situazione. A tal proposito ho detto a Enel di andare via il prima possibile e restituire anche qualcos'altro alla città. Mi è stato risposto che la convenzione ormai è chiusa. Sul Puc abbiamo ricevuto oltre 300 osservazioni su un documento che blocca di fatto ogni intervento, dobbiamo ricalibrare tutto. Intanto abbiamo dato un segnale al commercio e ai genitori, con le modifiche al piano della sosta, e abbiamo dato case a chi ne aveva bisogno. Non ci siamo presi alcun merito: so che le ha realizzate l'amministrazione precedente, ma dopo mesi di stallo le ho fatte assegnare. Inoltre non abbiamo ricevuto domande per gli alloggi che erano destinati agli studenti e abbiamo deciso di metterli a disposizione delle giovani coppie. Sul fronte delle nomine: ne abbiamo fatte tre. Tranquilli - ha detto Peracchini rivolto al centrosinistra - i vostri amici sono tutti lì".

Dopo altri bettibecchi sulle modalità di espressione delle intenzioni di voto, la delibera contenente le linee programmatiche è passata con i 20 voti a favore della maggioranza, l'astensione del Movimento cinque stelle e il voto contrario degli altri 10 consiglieri di opposizione. Bocciati due ordini del giorno presentati dal Pd sulla ripresa del Tavolo Enel e sul servizio di trasporto pubblico, mentre sono stati approvati due documenti della maggioranza per la vigilanza del Comune sulla dismissione dell'Enel e per la convocazione in tempi brevi della commissione sul trasporto pubblico locale.

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