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Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Novembre - ore 22.12

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Palazzine al Borgo Baceo, la maggioranza vota sì alla delibera

Il progetto di 'valorizzazione' dell'ultima area rurale rimasta della vecchia piana di Migliarina passa al vaglio del consiglio comunale. Dall'opposizione: "Pericoloso precedente visto che si raddoppia del 100% la superficie edificabile".

"nello spezzino 30mila case sono vuote"

La Spezia - Avevano promesso battaglia e così è stato indipendentemente dal voto finale che delibera il parere favorevole alla variante urbanistica proposta per la cosiddetta rigenerazione dell'antico "borgo Baceo" di Migliarina, l'area agreste fra Via Prosperi e il margine estremo del Parco della Maggiolina che già era stato tema di scontro nelle commissioni consiliari delle ultime settimane. L’Immobiliare Maggiolina è il soggetto attuatore: la rigenerazione urbana prevede la realizzazione di due edifici di otto piani lungo Via Prosperi a funzione prevalentemente residenziale, fatta eccezione per i piani terra a destinazioni commerciali, terziarie, artigianali e di un edificio di cinque piani lungo Via del Canaletto. L’area di cessione, incrementata del 20%, viene destinata interamente a parco urbano, a sviluppo e completamento dell’adiacente Parco della Maggiolina. Viene previsto il mantenimento di un edificio di valore storico-ambientale in adiacenza ai nuovi interventi, mentre è prevista la demolizione degli edifici in marcate condizioni di fatiscenza: "Emerge dai render e dalle spiegazioni la cultura che si cela dietro questa proposta - attacca Marco Raffaelli subito dopo l'introduzione dell'assessore Sorrentino -. Si incamerano soldi per l'edificabilità, che per quella zona è quantificata al 50%, si costruiscono palazzi di dieci piani e quando si parla di spazi pedonali non si dice che sono in cemento salvo qualche alberello qua e là. Capiamo che ci sono zone come quelle soggette ad incuria ma bisogna capire cosa vogliamo farci in tutta quell'area. Perché ci sono tanti, troppi appartamenti vuoti in città e anche in quella zona, penso ai palazzi costruiti a Bragarina. Senza dimenticare che all'interno di quell'area ci sono gli ultimi immobili della Spezia agricola che potrebbero far pensare ad altre soluzioni, vedi orti urbani come alla Pieve o magari un presidio di ristorazione. Alternative più vivaci, più entusiasmanti, più vitali".

L'ordine del giorno alternativo presentato dal capogruppo Pd sarà bocciato alla quarta ora di consiglio dal voto del parlamentino virtuale, sorte opposta invece, come detto, per la delibera proposta dalla giunta con 20 voti favorevoli e 11 contrari. Ma la discussione è comunque proseguita: "E' un argomento serio, perchè direttamente collegata all'idea di sviluppo della città. Viene ancora una volta a mancare un chiarimento sulla visione strategica di questo territorio, si pensa solo a galleggiare. Il sindaco ha depotenziato l'assessorato all'urbanistica. Entrando nel merito penso che questo intervento non porti alcun vantaggio alla collettività, ma è un regalo al mercato. Palazzo civico non è un bancomat e approvando questa delibera si crea un pericoloso precedente visto che si raddoppia del 100% la superficie edificabile. Dico di più: i cittadini potrebbero impugnare questa delibera, da quel che leggo non mi pare che ci sia consenso in città". Massimo Baldino Carattozzolo ha redatto una memoria legale, col chiaro intento di fermare la procedura malgrado il voto favorevole: "Non sono rispettati i criteri di rigenerazione urbana. E' un progetto immobiliare, in contrasto con la ratio della legge generale. Perchè non farci una fattoria didattica oppure orti urbani? Questa amministrazione corre dietro al mercato senza un'idea di progettualità". Massimo Lombardi, consigliere di Rifondazione Comunista giudica questa operazione "semplicemente folle, senza nessuna prospettiva, senza nessuna concreto vantaggio per la comunità, se non una possibile speculazione edilizia. La storica area tra via Prosperi, via Canaletto e la Maggiolina, lasciata all'incuria ed all'abbandono, non necessita di una demolizione a fronte di una nuova cementificazione, ma di un recupero e di un reinserimento urbanistico che valorizzi un pezzo di spezzinità autentica. Un'operazione che non va semplicemente condannata, ma che merita un opposizione ferrea, sostanziata da proposte altrettanto concrete". Non c'è una vera necessità abitativa secondo Rifondazione: "Peracchini & c. ignorano che il 24,76% delle abitazioni nello spezzino (oltre 30.000 case) sono attualmente vuote, sfitte. Non serve avere cura del territorio e preservarlo da ulteriori cementificazioni per rendersi conto che edificare nuovi alloggi non ha alcun fondamento economico. Se la giunta di destra avesse a cuore l'emergenza abitativa locale, si dovrebbe porre domande su come sono sorti le migliaia di strutture ricettive diffuse (b&b), andando ad inficiare uno dei diritti fondamentali come quello alla casa. Una scelta folle, sostanziata dal trucchetto di tenere "abbandonate" aree ed edifici per anni ed anni in attesa della monetizzazione, uno stratagemma che oramai è stato compreso anche dai non addetti ai lavori, diamo uno stop al diritto alla rendita e speculazione. L'area in questione e` stata abbandonata all'incuria, ma fa parte di un contesto piu` ampio di zona depressa e marginale (vedi ex edificio biblioteca Beghi). Gli edifici in demolizione sono parte di un tessuto urbano scomparso e quindi testimonianza di un periodo che e` stato cancellato dal boom economico. Non sono sottoposti a vincolo architettonico, ma sono un pezzo di storia, il piano campagna e` quello originario della piana originaria di Migliarina. Com'è possibile non tenere conto di queste caratteristiche?". Da qui la proposta: "Il progetto veramente innovativo, la vera sfida sociale è quello di mantenere quegli edifici e l'identità del luogo per non passare direttamente dall'incuria al degrado della speculazione; l'unica cosa realmente "innovativa" della Variante è infatti il raddoppio delle superfici edificatorie senza tener conto di pertinenze e parcheggi, in una zona già densamente abitata e con fondi commerciali sfitti".

Dalla maggioranza la replica è uguale e contraria: "Le accuse di favorire le speculazioni di privati, arrivano da chi ha dato i permessi per il più grande centro commerciale della Liguria, “Le Terrazze”, distruggendo il tessuto commerciale del centro e non solo in modo scientifico, ma in quel caso non c’erano interessi di privati ovviamente - tuona Fabio Cenerini, capogruppo di Forza Italia. Quelli che parlano sono coloro che hanno permesso la cementificazione delle colline, che hanno dato i permessi, proprio vicino a Via Prosperi a quelle brutture del megacine e del palafiere, ma un
po di vergogna nella vita, dovrebbe consigliare di tacere. Noi abbiamo difeso la riqualificazione di un’area abbandonata da decenni e della quale la sinistra se ne è sempre infischiata, altro che tutelare speculazioni, ci sarà più verde e un’area riqualificata, senza che i cittadini spezzini spendano un euro". Andrea Costa, consigliere di La Spezia Popolare, ne fa una questione ideologica: "Sono convinto che se la pratica in oggetto fosse stata una proposta del Comune per realizzare due palazzine destinate all'edilizia popolare sarebbe passata all'unanimità e nessuno si sarebbe posto il problema ambientale, di alberi e di orti. Diciamo che c'è un approccio politico diverso, credo che di fronte a privati che investono sul nostro territorio ci può essere un approccio differente. Da una parte chi impedisce e fa perdere l'entusiasmo agli imprenditori, dall'altra ci siamo noi che pur nel rispetto delle normative, accoglie proposte di rigenerazione e sviluppo". A fargli eco il totiano Andrea Biagi: "Perchè in tutti questi anni non è stato fatto niente? Ben venga allora questa possibilità di rigenerazione urbanistica. Nessuna visione? Rimando al mittente questa accusa, vedo anzi che l'opposizione vuole bloccare qualsiasi opera. Penso alla passerella giardini-mare o a Piazza del Mercato: quando è stato il momento di collaborare e produrre proposte alternative non si è fatto altro che scatenare la cittadinanza contro il sindaco. Quello della minoranza è un programma ideologico volto all'immobilismo". Emanuele Corbani ricorda che "i dieci piani sono gli stessi dei matitoni costruiti in quella stessa area". E aggiunge: "Quando sono rispettate le regole, un privato deve poter accedere. Orti urbani? Se siamo qui a parlare di aree degradate private non sarà che evidentemente i privati non hanno voglia di prendere un rastrello e un decespugliatore per andare a pulire? Dubito allora che ci sia gente che ha voglia di vangare e seminare...

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