Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 20.40

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Paita e Orlando per Manfredini: "C'è in ballo la storia"

I due leader del Pd sul palco di piazza Mentana, a sostegno della candidatura. "Peracchini? Come il lupo di Cappuccetto rosso".

Paita e Orlando per Manfredini: `C´è in ballo la storia`

La Spezia - Si chiude in Piazza Mentana, decisamente l'agorà più scelta in questa tortuosa campagna elettorale, la lunga e impervia strada di Paolo Manfredini, candidato di un centrosinistra che dà per scontato il secondo turno e già questa dovrebbe essere una notizia. Per il preside dell'istituto Fossati-Da Passano giungono i big, in una serata in cui i democratici non le mandano a dire. L'apertura tocca alla segretaria Federica Pecunia, che chiama a raccolta una base certamente diversa rispetto alla storia, sia per numero che per anagrafe: "Noi dobbiamo convincere del nostro progetto gli spezzini. Vediamo intorno a noi una città che ci da dei motivi per continuare a governare. Qui c'è tutto il Partito democratico a sostegno di Paolo Manfredini, sono venuti tutti, perché crediamo nella possibilità di vincere. Mettiamocela tutta perché ce la possiamo fare". Tocca poi al più giovane sul palco, Brando Benifei, eurodeputato, fresco di ritorno dalla campagna elettorale a Luni: "Parto dall'esempio di Asg Superconductor, un qualcosa fatto anche perché l'Unione europea ha deciso di finanziare questo progetto internazionale costoso che permette di lavorare in questa città, riconvertendo oltretutto uno spazio riutilizzato. Votarono contro grillini, leghisti, e questi oggi si propongono di governare facendo della retorica sull'Europa ma quando poi si parla di cose concrete dell'Europa non sanno cosa farsene. Si può fare meglio di questi anni, ma è già stato fatto molto da questa amministrazione e le ultime opere ne sono ulteriore testimonianza. Con la Brexit perdiamo un contributore, dovremo essere ancora più bravi in questi prossimi anni. Paolo Manfredini è la figura giusta, un uomo che studia, che si applica. Se non ci sarà una vittoria al primo turno potremo unire al ballottaggio, per un progetto che è quello di continuare a cambiar Spezia per rilanciare i nostri sistemi produttivi, la riconversione di alcune aree strategiche, il turismo. Non ci si può improvvisare, non ci si può candidare a governare una città dopo una riunione di famiglia".

I motori iniziano per davvero a scaldarsi e Raffaella Paita apre le cosiddette ostilità: "La prima cosa che voglio dirvi è che in queste settimane siamo stati fra la gente e quindi il primo grande ringraziamento va a voi militanti, le persone che credono in questo progetto. Non risparmiamoci, continuiamo a convincere gli indecisi. La destra e il Movimento cinque stelle avevano puntato tutto sulle nostre presunte divisioni: questo palco dimostra che nessuna divisione potrà portarci ad essere in questo momento dubbiosi sulla candidatura di una persona come Paolo. Da una parte c'è una destra che arriva da Genova e che ha portato con se una privatizzazione della sanità che conduce a un'idea di cittadini di serie a e serie b. Sono quelli che vogliono il cemento, che vogliono abolire il Parco di Montemarcello Magra". La Paita continua e se la prende con il candidato del centrodestra: "Peracchini ha parlato pochissimo, la sua idea di città è ignota. Si fa accompagnare da tutori come Toti e Salvini. Questa è la città medaglia d'argento per la Resistenza che guarda certo alla sicurezza ma che non deve lasciare indietro nessuno. E poi si deve contrastare l'idea di fermare un cambiamento giusto. E' giusto fare meglio ma non è giusto non riconoscere ciò che è stato fatto". Infine l'appello: "Non disperdiamo nemmeno un voto, sarà una sfida a due e ogni voto che non andrà a noi, andrà a Peracchini. Ci vuole grande compattezza".

Manfredini ascolta, annuisce, applaude, e prima di tutti ringrazia il Pd per l'investitura: "Io non sono un iscritto al Partito democratico ma devo ringraziare la generosità di un partito che ha voluto me, costruendo un progetto. Mi dà energia e gioia e mi fa capire la responsabilità che mi devo assumere anche rispetto a questa scelta. È stata una campagna entusiasmante, sento che stiamo crescendo, che la gente ci crede. Abbiamo fatto 343 incontri, in nome del confronto, dell'elaborazione collettiva. La nostra città è bella, unita e forte, ha saputo trasformarsi, ha saputo esercitare il suo ruolo di capoluogo di provincia. È attraversata dai turisti, è cambiata, e noi non ci associamo al coro. Perché non è vero che tutto è da buttare, certo che c'è da migliorare. E siamo positivi, anche per i nostri giovani perché è nostro dovere dare loro ottimismo, prospettiva. Tutto questo loro me lo insegnano ogni giorno e ho il dovere di dar loro delle risposte". Sui temi Manfredini esalta la contrapposizione con il centrodestra che governa la Liguria: "Si parla di sanità, la nostra non è privatizzata, si parla di sicurezza e la sicurezza è fondamentale, ma nel segno della solidarietà. Vogliamo costruire il futuro di una città più ecosostenibile, a misura d'uomo. Ci sono in pista queste idee contro una visione molto fosca, buia. La Lega, la Mussolini non c'entrano con il nostro dna, non è il nostro mondo. Mi chiedono la solita domanda su cosa farei nei primi 100 giorni di governo: ecco, vorrei avviare un vero rapporto di partecipazione con i cittadini. Ho bisogno di voi, ma so che ce la faremo".

I carichi da novanta li getta sul tavolo il ministro Andrea Orlando che si richiama ai valori storici, attaccando la destra e benedicendo la candidatura di un socialista: "Io penso che oggi ci giochiamo una storia. Una storia che ha visto una progressiva civilizzazione di questa città. Sono molto contento per questo che qui in prima fila ci sia il compagno Aldo Giacchè. Io vorrei ricordare che qui il partito del cemento, quello tanto caro a Toti, non ha mai attecchito. Ma basta andare a Sarzana, non certo per colpa di Cavarra, per capire che si può costruire anche in cima agli alberi. Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che in anni in cui la crisi ancora non mordeva, a Spezia si sono costruite reti di servizi, protezione sociale, assistenza all'infanzia. Cose non scontate, basta girare l'Italia per capirlo. Abbiamo saputo proteggere un livello di civiltà che deve renderci orgogliosi. Ricordiamocele adesso che ce l'abbiamo. Non è una questione di questa o quella amministrazione, è la sostanza di uomini e donne che avevano una certa idea di città. La città non è solo un confronto fra sindaco e cittadini: il consenso va ricercato tutti i giorni su tutti i singoli progetti non solo perché è più giusto ma perché le cose che durano sono il frutto delle azioni consapevoli e collettive. La gente è arrabbiata non solo perché non trova soluzioni ai propri problemi ma perché questi problemi sembrano invisibili, incomprensibili. E così il vicino di casa invece di tuo amico diventa uno da cui difendersi. Noi giriamo tanto e vi dico che Spezia è una città che non ha subito le crisi industriali come altri luoghi. E nel frattempo Fincantieri ha prospettive, il porto è attivo nonostante le sue vicissitudini, Finmeccanica tiene. E poi il turismo, che non è più una via per allungare lo stipendio, ma un vero e proprio settore da alimentare".

Sul cambiamento della città, sulla sicurezza, Orlando costruisce la seconda parte del suo lungo intervento che finisce per entrare nel merito delle altre candidature: "Oggi si respira un'altra aria, il centro vive davvero. Ai tempi sembravamo dei pazzi con le aperture serali. Abbiamo cambiato in parte anche il nostro carattere e non posso sentire dire tutti i giorni che piazza Brin è il bronx. Sì, vedere dei ragazzini che parlano italiano e che sono bambini che sembrerebbero venire da Santo Domingo a me commuove. È una cosa bella che parlino spezzino. Lo so, lo so bene che ciò che dico non è popolarissimo, che dovrei dire prima i nostri, ma chi sono i nostri se non quello che questa città la fanno vivere? Manfredini poi ha una peculiarità tutta sua: è l'unico candidato a non essersi scelto da solo. Immagino le assemblee dei comunisti per eleggere Ruggia o la candidatura di Lombardi che... non ci aspettavamo, gente a cui voglio bene, che conosco bene. Ma gli altri cosa hanno fatto? Sono andati dalla moglie a dire: domani vado a fare il sindaco. Non conosciamo cosa ha risposto la moglie. Sappiamo che non c'è nessun progetto collettivo, ma semplicemente l'idea che uno portatore di un'esperienza individuale sia meglio di un altro, a fare il sindaco- E a chi dice di essere di centrosinistra e votare Melley o Forcieri, dico che votando uno di questi due al ballottaggio va il M5S della signora Del Turco che dalla sua non ha alcuna esperienza amministrativa. Noi non possiamo mettere in mano la città a gente che non sa cosa sia un amministrazione".

Un finale di battute e strali verso grillini e centrodestra, poi un appello alla storia: "Abbiamo litigato, discusso tantissimo, siamo tutti un po' strani. La Paita dice anche io? Invece lei no, lei è una remissiva... Ma voglio dire una cosa chiara: noi di ladri nelle nostre amministrazioni non ne abbiamo mai avuti. Mai un'indagine, mai. A noi onestà non venitecelo a urlare in faccia, voi dovete dimostrarlo, noi lo facciamo dal 1945. E il centrodestra? La c'è il lupo di Capuccetto rosso vestito da nonna. Peracchini gentile e aggraziato, che ha costruito questa candidatura su chissà quali profonde basi programmatiche... ma a noi non sfugge che in Liguria molto più che altrove il centrodestra ha una chiara trazione leghista. E la Lega Nord che non si chiamerà più nord è una forza fascista. Noi su questo dobbiamo essere molto chiari: se destra e sinistra non esistono più, andatevi a sentire i discorsi di Salvini. Agitare la paura per costruire consenso, escludere gli ultimi, noi oggi ci giochiamo anche questo. Perché quando Salvini non va al Parlamento europeo va a far visita a Vladimir Putin. Oggi non si va a votare l'amico, il compagno di scuola, si va a votare un modello di città, di convivenza, di libertà. E io sono contento di votare Paolo, un socialista è un simbolo molto contestato ma che in tanti momenti è stato un punto di riferimento importante per le lotte dei lavoratori".

A concludere il vice segretario del Pd e Ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina: "Dobbiamo ringraziare chi in questo tempo ancora spende con generosità una parte della propria vita per la comunità - ha detto -.Troppo spesso questo volontariato di cittadinanza e di buona politica viene dato per scontato. Scontato non è. È complicato in questo tempo decidere di uscire di casa per dedicarsi al bene comune, allo spazio pubblico, ai partiti, alla politica. Noi abbiamo più gli onori che gli oneri dell'incarico che ricopriamo e per questo dobbiamo ringraziare chi ci ha consentito di arrivare fin qui. Ma l'elogio della buona politica deve partire da chi dedica il proprio tempo per prendersi cura di un quartiere, di un Comune, della propria città. Dietro la fatica c'è il tesoro più grande, fatto di persone in carne d'ossa. Questo sforzo va rappresentato anche dentro le sfide di prospettiva in una città come La Spezia. Dobbiamo essere utili anche per chi non ci vota. Lo dico da lombardo. Conosco bene la destra, conosco bene la Lega. Non fate in modo che a governare sia questa gente. Perché la loro politica non ha niente a che vedere con i bisogni e gli interessi di una comunità come questa".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure