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Paita a Pagano: "Non prendo esempio da chi ha combinato tanti guai"

Sanità spezzina, la consigliere regionale replica duramente all'ex sindaco: "Abbiamo evitato la privatizzazione del nostro ospedale".

Paita a Pagano: `Non prendo esempio da chi ha combinato tanti guai`

La Spezia - “È domenica e ho potuto leggere la molto lunga riflessione di Pagano sulla vicenda della sopraelevazione del vecchio Felettino e poi della realizzazione del nuovo ospedale”. Inizia così l'intervento di Raffaella Paita, capogruppo Pd in consiglio regionale, che replica alla rubrica di Giorgio Pagano "Luci della città" nella quale si parlava oggi di ospedali e sanità spezzina.
“Il messaggio principale che emerge dallo scritto – sottolinea Paita - mi pare sia riassumibile in un "prima e dopo i miei solari mandati di assessore e sindaco" pioveva sempre e spesso grandinava. In realtà questa ricostruzione "politico " mi pare un pochino di parte. Vediamo le tre questioni trattate.
Sopraelevazione: si è risolta quasi tutta durante i suoi radiosi mandati e non mi pare si possa scaricare tutto sui cattivi della Regione di Biasotti. Dov'era con le sue funzioni di controllo il presidente della conferenza dei sindaci Asl Pagano? E soprattutto perché ora dimentica di dire una cosa centrale poi emersa con chiarezza: la sopraelevazione, e di conseguenza l'ipotesi del primo progetto nuovo ospedale che manteneva intatto il vecchio Felettino sopraelevato, non stava in piedi. E non in senso metaforico: era fuori norma sotto il profilo sismico!. Quindi un po' di attenzione su questo punto avrebbe potuto metterla anche durante la sua lunga permanenza nel consesso della classe politica”.
Paita prosegue: “Il primo progetto del nuovo ospedale è miseramente fallito. Certo, colpa di Biasotti e della giunta di centrodestra, ma anche in questa occasione mi sembra un po' debole uscirne da parte dell'allora sindaco con un "...le abbiamo prese e tante, ma gliele abbiamo dette". Anche in quel caso la funzione di controllo e l'autorevolezza furono molto deficitari. Tuttavia il fallimento di quella prima soluzione è stato anche un bene. Diciamolo con onestà. Architettonicamente era superato, tecnologicamente sarebbe nato un ospedale anni Settanta invece che un moderno nosocomio a "piastra". E soprattutto si sarebbe fatto con risorse prevalentemente private e dunque saremmo stati nelle mani dei privati per mezzo secolo con noli annuali che avrebbero pesato enormemente sottraendo risorse alla spesa corrente per la cura dei cittadini”.
Infine l'analisi del terzo punto: “Per fortuna dopo il fallimento anche se tortuosamente si potè tornare al sito del Felettino. Collocazione centrale perché grazie alla Giunta Regionale di sinistra di cui ho fatto parte si è potuto realizzare il terzo lotto della variante rendendo il futuro ospedale davvero baricentrico. Furono conquistati 250 milioni per la nuova viabilità. E soprattutto grazie a una battaglia che mi piace definire gloriosa dai 40 milioni che erano residuati dalla vecchia operazione riuscimmo ad arrivare ai 180 di oggi. Ne conquistammo Regione e Comune 120 dal Governo, gli ultimi dell'art. 20 per l'edilizia sanitaria, mai neppure sfiorati prima non so se per inedia o per ignavia. Abbiamo così evitato la privatizzazione del nostro ospedale. Per quanto riguarda il tema Primo o Secondo livello – conclude Paita - tutti o quasi sanno delle mia posizione e della mia battaglia. Che condurrò con decisione e massimo impegno, cercando di non prendere l'esempio da una vecchia classe dirigente che ha combinato tanti guai e che nel suo piccolo continua a farne”.

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