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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 12.11

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Paita: “Dimissioni Renzi sono vere, nessun accordicchio”

Il suo Pd è scofitto ma la capogruppo regionale stacca il biglietto per il Parlamento: “Dispiaciuta per tanti, a partire da Caleo.

“Certe dichiarazioni non aiutano”
Paita: “Dimissioni Renzi sono vere, nessun accordicchio”

La Spezia - “La sconfitta è assolutamente netta. Adesso si apre una fase congressuale dove discuteremo la linea politica e sarà un percorso aperto ai nostri elettori e simpatizzanti. Come ha detto il segretario Renzi in questa fase di transizione fino all’inserimento delle camere terremo la barra dritta per dire no agli accordicchi. I movimenti estremisti d’altro canto in campagna elettorale avevano detto che non avrebbero stretto alleanze”. Fedele alla linea della segreteria nazionale, Raffaella Paita, eletta al proporzionale, rappresenterà il Pd spezzino a Roma, malgrado l’ecatombe del suo partito. Non ce l’hanno fatta nè Juri Michelucci nè Massimo Caleo, battuto dalla rivale forzista Manuela Gagliardi, in un contesto di grande disagio interno al partito di Via Lunigiana. Ma prima di tutto il dato nazionale: “Renzi si è dimesso e sono dimissioni vere e certe dichiarazioni di oggi non aiutano certo il partito. Quando arriva una sconfitta, perde tutto il gruppo dirigente. È naturale che la segreteria alla vigilia della convocazione delle camere ponga considerazioni giustissime per non andare in contraddizione con la nostra linea: che è quella di dire no a intese con chi considera inutili le vaccinazioni o a chi promette un inattuabile reddito di cittadinanza. Gestiamo questa fase di transizione stando all’opposizione”.

Peggio proprio non poteva andare?
“Non mi aspettavo una sconfitta di queste proporzioni. C’è un’atmosfera di rabbia antisistema che ha prevalso, e non accade solo qui. Ricordo l’Italia nel 2011, con tutti gli indicatori possibili di segno negativo, oggi ce n’è una migliore, che era avviata secondo un progetto di crescita già partito. Credo che l’impoverimento del ceto medio sia grave e sebbene sarebbe stato meglio continuare, i cittadini hanno deciso diversamente”.

Solo un problema di mancata percezione da parte della gente?
“No, anche altri problemi cogenti come immigrazione e sicurezza: con Minniti sono stati fatti passi avanti ma non è bastato. Siamo mancati verso le persone più in difficoltà”.

Ce l’hanno tutti con voi, specialmente a sinistra. Qualche colpa l’avrete, no?
“Certi atteggiamenti comunicativi magari possono aver creato malumori, ma non mi sembra che D’Alema in Puglia abbia fatto chissà quale risultato, anzi. Idem Errani che è stato addirittura doppiato. Non è che quelli usciti siano più simpatici sennò sarebbero passati e avrebbero fatto un altro risultato. È stato invece modestissimo ma la scissione ha contribuito ad allontanare altre persone di sinistra. Io ho sempre pensato a quel disegno nazionale che ha prodotto le varie scissioni di questo periodo. E questo mi dispiace moltissimo.”

Lei difende Renzi a spada tratta ma voi oltre che perdere elezioni ovunque state perdendo anche quell’ultima base del passato che non è mai stata affiancata dalle nuove generazioni. Rischiate di ridimensionarvi ancora. E nel frattempo che succederà in Italia?
“Il paese è instabile anche perché il referendum è stata un’occasione persa: detto questo immagino che Mattarella sappia cosa decidere. Per quanto riguarda il futuro del Pd, mi viene da dire che Renzi è uscito col 70 per cento dal congresso. E che eravamo tutti candidati del Pd”.

A Roma da parlamentare per la prima volta. Viaggerà in treno in compagnia di Pucciarelli e Gagliardi, sue prossime colleghe?
“C’è un treno solo dalla Liguria per andare lá quindi è possibile che ci vedremo. Le saluterò e magari mi auguro si possa prendere un caffè. A parte questo, cercherò di fare il mio con disciplina e rigore anche se avrei preferito andare con tanti altri miei colleghi. Primo fra tutti Massimo Caleo che si sarebbe meritato il voto. Mi piacerebbe subito fare qualcosa insieme ad altre forze politiche per quelle maestre appese ad una sentenza fondamentale per le proprie vite e famiglie”.

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