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Pagliari, gli abitanti contro il progetto: "Non siamo stati ascoltati"

L'associazione dei residenti del quartiere ha parlato nel corso della commissione Controllo e garanzia e si è detta contraria al metodo, ai volumi e alla collocazione del Puo presentato. Intanto è già stata chiesta l'assoggettabilità a Via.

Partecipazione sì o no?
Pagliari, gli abitanti contro il progetto: "Non siamo stati ascoltati"

La Spezia - A distanza di pochi giorni si parla ancora di Pagliari e del progetto che riguarda l'area delle Casermette, ma questa volta l'argomento non anima la commissione Ambiente come accaduto giovedì scorso (leggi qui), bensì una lunga seduta della Controllo e garanzia convocata su richiesta dell'opposizione per consentire le audizioni di comitati dei residenti e associazioni ambientaliste. Motivazione più volte presa da mira dai consiglieri di maggioranza, che hanno ricordato come la commissione presieduta da Dina Nobili dovrebbe essere uno strumento di controllo dell'operato dell'amministrazione e non un consesso per svolgere audizioni di altri soggetti.

Massimo Caratozzolo, primo firmatario della richiesta di commissione, ha però esordito sottolineando come la partecipazione democratica sia "il minimo sindacale per chi vede stravolgere il proprio quartiere e chiedere di modificare la propria vita quotidiana".
A rappresentare l'amministrazione era presente l'assessore alla Partecipazione e ai Lavori pubblici, Luca Piaggi, che ha ripercorso l'iter del progetto che riguarda direttamente il Comune, ovvero quello della realizzazione di una strada.
"Rientra nella richiesta di contributo fatta dalla precedente amministrazione nel 2016 alla presidenza del Consiglio dei ministri per la riqualificazione dei quartieri del Levante. Il progetto è stato finanziato e nel settembre 2017 è stato inserito nel Piano triennale delle opere da parte della giunta attuale. Il Puo è stato variato per seguire le indicazioni della Soprintendenza e a seguito di questo sono sopraggiunte modifiche anche per la strada, con meno sbancamenti atti a salvaguardare meglio le alberature presenti. Ora siamo in attesa di parere della Soprintendenza, ma intanto sono iniziate le opere di pulizia, sbancamento, demolizione di fabbricati e piano di bonifica amianto".

Critico Sergio Tognetti, portavoce dell'Associazione abitanti di Pagliari, che raccoglie all'incirca 85 famiglie (120/130 persone).
"Avevamo detto che la strada sarebbe stata un danno per un quartiere costituito da boschi, alberi e percorsi pedonali. Da quando l'area è passata al Comune c'è meno pulizia di prima. La tranquillità è l'unico valore aggiunto del quartiere di Pagliari, non vogliamo una riqualificazione che prevede capannoni alti 17 metri. Forse si creerà lavoro, ma non le centinaia di posti annunciati dal sindaco Peracchini: si sposterà qualche attività ma di nuova occupazione ce ne sarà davvero poca. Mentre per noi la “riqualificazione” rischia di essere un peggioramento. Per questo diciamo no a questo progetto: nelle prime battute i progettisti dei proponenti hanno parlato di alberi infestanti, ma non era vero. Così si rappresentano gli interessi di qualcuno, ma non degli abitanti. Non respingiamo il lavoro o l'allargamento della darsena. Ma questo modo di fare, che non tiene conto degli abitanti. Ci sarà contrapposizione con chi opererà in questa area. Ci sono altre aree dove poter sviluppare quel progetto, l'abbiamo proposto, ma siamo rimasti inascoltati".
Oltre alle criticità emerse per l'abbattimento degli alberi, Giorgio Di Sacco Rolla, per Italia Nostra, ha ricordato quelle connesse allo stato idrogeologico della zona, tenendo presente che Pagliari è assediato da Enel e altri insediamenti produttivi.
"Si parla di degrado, ma siamo di fronte a esempi di archeologia militare della nostra città: Pagliari ha una sua storia legata alle Casermette, bisognerebbe ricordarlo e stare attenti quando si distrugge la memoria. Vorremmo più attenzione per queste tipologie di interventi", ha aggiunto.

Piaggi ha invitato a parlare del progetto della strada, oggetto della commissione, e non del Puo, trovando subito la contrarietà di Guido Melley: "Di cosa parlare lo decidono il presidente e chi interviene. Facendo un passo indietro, ricordo di aver sempre guardato con attenzione questo progetto: quando era assessore Alessandro Pollio, ci furono incontri che attenevano al tipo di intervento e già all'epoca si parlava di insediamenti per la nautica. Erano state previste compensazioni per il quartiere? La strada è spuntata all'improvviso? Dal 2017 ci sono state poche occasioni di confronto, e questo è il vero errore".
"Non si può parlare della strada e non del Puo, sono due questioni collegate tra loro. Ci domandiamo che senso abbia spendere 3 milioni senza sapere cosa ci sarà dentro i capannoni. Perché realizzare una strada con traffico sostenuto vicina a un campo giochi? Basterebbe collocare due semafori per risparmiare in denaro e in salute. Siamo contro a questi capannoni, queste volumetrie e questa collocazione. Perché non viene utilizzata l'area sulla quale sorge il capannonedi 10mila metri quadrati coperti di amianto, di proprietà peraltro dell'amministrazione comunale? Perché non è stata pensata una strada d'acqua come a Viareggio? Abbiamo detto no a Pollio riguardo alla strada, ci siamo interrotti e abbiamo ripreso il discorso, ma con le stesse tavole... e per la qualità dell'aria bisogna ancora vedere cosa si insedierà negli stabilimenti".

Caratozzolo ha invitato "chi si è scoperto ambientalista nei confronti di Enel a esserlo anche in questo momento", riferendosi alla maggioranza di centrodestra e domandando come mai non sia stata prevista una Valutazione ambientale strategica, mentre Patrizia Saccone ha domandato se ci fosse stato uno scambio di atti tra i residenti e la precedente amministrazione.
"No, questo progetto non era percepito come una cosa imminente. Avevamo preso visione degli atti, ma era di là da venire, non ne conoscevamo la portata. Siamo qua per dialogare, non per distruggere, ma il sindaco non c'è nemmeno questa volta. Vogliamo solo la nostra tranquillità", ha risposto Tognetti.

Per Legambiente ha preso la parola Fabio Giacomazzi che ha stigmatizzato le premesse dei progettisti: "Erano false, non si tratta di vegetazione infestante ovunque, anzi, c'è un filare storico di tigli e platani. Parlando di biodiversità non è stata considerata una pubblicazione del Comune stesso e si parla di un'area già degradata, ma non si considerano gli impatti cumulativi dell'intervento. E' un paradosso e a nostro avviso il rapporto preliminare per la Vas è insufficiente".
Dopo aver ribadito le competenze della commissione Controllo e garanzia previste dal regolamento, Fabio Cenerini ha commentato le richieste di ascolto e partecipazione giunte nel corso dei lavori: "La democrazia prevede che una giunta venga eletta e stia in carica per 5 anni: può fare ciò che ritiene più giusto, semmai i cittadini non la premieranno alle urne. La partecipazione non vuol dire fare quello che vogliono altri, ma ascoltare. Poi si decide, e quando si vota ci si sottopone alla valutazione della popolazione".

Melley ha ripreso la parola per chiedere quali funzionalità e quali problematiche effettive abbia l'inserimento della strada nei pressi dell'area artigianale.
"La strada - ha illustrato Piaggi - era presente nel Puc del 2003, mentre il progetto specifico mandato a finanziamento con progetto di fattibilità approvato era dell'agosto 2016, quando la nostra amministrazione non era ancora in carica. Lo scopo finale è quello di spostare la viabilità verso monte".
Anche l'ingegner Claudio Canneti, dirigente dei Servizi tecnici e delle Opere pubbliche di Palazzo civico, è intervenuto per fare chiarezza: "Il Puc individua una strada di collegamento tra una parte e l'altra del quartiere. Non demanda all'approvazione del Puo. Ma c'è una connessione tra i due interventi, nel senso che la strada tiene conto delle specifiche dell'insediamento produttivo proposto. Ora il Puo è in fase di adozione da parte del Comune, poi bisognerà vedere se dovrà essere sottoposto a Via o Vas. Ma per non perdere tempo abbiamo anticipato la procedura di assoggettabilità".

Emanuele Corbani ha interrogato Tognetti e Caratozzolo riguardo ad alcune affermazioni e l'esponente del gruppo misto ne ha approfittato per chiedere come mai non si sia mandato a Via l'intero progetto e dichiarando la sua contrarietà rispetto alla possibile adozione del Puo prima di averne verificata l'assoggettabilità".
Da Federica Pecunia è giunta una risposta alle critiche di Cenerini e Corbani sull'uso della Controllo e garanzia per ascoltare cittadini e associazioni, dichiarando di aver più volte segnalato i problemi di dialogo con alcuni presidenti delle altre commissioni e proponendo infine di procrastinare la seconda seduta della commissione Ambiente così da poter discutere il licenziamento della pratica dopo aver completato il ciclo audizioni con quella di Cna, capofila dei proponenti.
Donatella Del Turco ha ribadito la necessità dell'ascolto da parte del Comune, mentre Umberto Costantini ha sottolineato il momento di audizione dei cittadini anche se in una commissione non competente.
Sul finale è intervenuto anche Lorenzo Forcieri per sapere se da parte dell'amministrazione ci fosse la disponibilità a rivedere il progetto in base a nuovi incontri ed eventuali idee.
"Il Puo è una iniziativa di una cordata privata e deve essere inviato a verifica di assoggettabilità in Regione. Una procedura che deve essere ancora fatta. Per la strada non ci sono possibilità di modifica sostanziale, il cantiere è già in esecuzione, seppure con tutte le cautele. Possiamo porci come trait d'union tra le sensibilità del quartiere e gli investitori, ma non possiamo essere noi a modificare alcunché. E non dimentichiamo che le volumetrie sono già state ridotte e che siamo in una fase preliminare".

Dopo tre ore di lavori la seduta è stata sciolta con la presidente Nobili che ha annunciato di voler chiedere a Marco Tarabugi, presidente della commissione Ambiente, di effettuare una seduta congiunta per l'audizione di Cna e degli altri proponenti.

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