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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Gennaio - ore 17.43

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Pagano: "Pucciarelli nostalgica dell'accordo con il dittatore Gheddafi"

Il presidente dell'associazione Mediterraneo risponde al consigliere regionale della Lega Nord.

Pagano: `Pucciarelli nostalgica dell´accordo con il dittatore Gheddafi`

La Spezia - Ho letto l’intervento polemico di Stefania Pucciarelli (qui), consigliera regionale della Lega Nord, nei confronti di alcune mie dichiarazioni rilasciate in un’iniziativa organizzata dall’Arci di Lerici, riportate da “Città della Spezia” (qui). Pucciarelli insiste sull’impossibilità di accogliere tutti i migranti e sulla necessità di distinguere tra rifugiati politici, che fuggono dalle guerre, e migranti economici e ambientali, che fuggono dalla povertà e dai cambiamenti climatici. Dobbiamo sapere di che si parla. I migranti che fuggono dalle guerre sono 6 milioni, e l’86% di questi si trova nei Paesi vicini ai loro: il piccolo Libano, per esempio, da solo accoglie un milione e mezzo di rifugiati. Solo una minima parte arriva alle porte dell’Europa: eppure il Vecchio Continente è molto agitato e preoccupato, immemore del fatto che i rifugiati stanno fuggendo da situazioni di cui noi, i Paesi occidentali, siamo direttamente o indirettamente responsabili. Siamo intervenuti militarmente in Afghanistan, Iraq, Libia, Repubblica Centroafricana, Mali… La democrazia e i diritti dell’uomo sono stati usati per giustificare questi interventi militari, che però non hanno mantenuto le loro promesse: perché la democrazia non si esporta a colpi di missili e droni. Queste migrazioni forzate dovute alle guerre non si impediscono con i muri, e meno che mai con altre guerre, ma con le soluzioni politiche. Le guerre si possono fermare, se c’è la volontà di farlo. Io, purtroppo, oggi non vedo questa volontà. Ma comunque, intanto, non possiamo che accogliere i rifugiati, con un impegno dell’Europa che finora è mancato. Dobbiamo farlo perché nessuno di questi migranti, per ora, può tornare a casa sua: la loro casa non c’è più. Dobbiamo dar vita a piani formativi e per il lavoro che siano a loro utili, per quando potranno rientrare nel loro Paese e tornare ad avere una loro casa. Piani formativi e per il lavoro che dovrebbero riguardare tutti i deboli e tutti i poveri, rifugiati e italiani: altrimenti si scatenerà sempre più quella “guerra tra poveri” che alimenta il razzismo. Né noi né i migranti ci possiamo salvare da soli. Abbiamo bisogno delle stesse cose: casa, formazione, lavoro, salute… Tutte cose che i migranti cercano e che noi stiamo perdendo, e che possiamo forse salvare e recuperare per tutti: a patto di sconfiggere l’austerity neoliberista.
Sui migranti economici e ambientali cito la mia esperienza di cooperante a Sao Tomè e Principe, in Africa: un terzo dei giovani è fuggito, perché la povertà è estrema, e perché l’erosione della costa e le inondazioni provocate dai cambiamenti climatici stanno distruggendo le baracche di legno costruite in riva al mare. Soprattutto invito i lettori a vedere, sul web, le fotografie “On the shore of a vanishing island”: gli scatti documentano l’erosione della terra sull’isola di Ghoramara, nel golfo del Bengala. Oltre due terzi della popolazione hanno abbandonato il territorio. L’autore, il sudcoreano Daesung Lee, ha fotografato gli abitanti rimasti uno ad uno, soli sul loro metro quadrato di terra. Verso il 2040 sarà tutto sommerso. Tra il 2008 e il 2013 le persone che hanno dovuto spostarsi in altre aree o Paesi, a causa dei disastri climatici, sono state 140 milioni. Anche in questo caso, solo una piccola parte bussa alle porte dell’Occidente, dove un migrante economico o ambientale non ha diritto allo stato di rifugiato ed è bollato come clandestino. Eppure dei disastri climatici sono responsabili i Paesi abbienti. Mi chiedo: queste persone sono forse meno bisognose di chi fugge da una guerra?
Devo a Pucciarelli una risposta anche sul multiculturalismo: negli Stati Uniti, paese fondato sull’immigrazione, è una bandiera. Significa non solo riconoscere che la società è “multietnica di fatto”, ma anche che questa diversità è un valore, cioè una ricchezza per il Paese. Il multiculturalismo è la vera identità degli Stati Uniti, non la bolsa retorica di un’America bianca e omogenea propagandata da Donald Trump.

Infine: Pucciarelli dice “andiamo alle cause, aiutiamoli a casa loro”. Giusto: dobbiamo aiutarli a casa nostra, perché loro la casa non ce l’hanno, ma anche a casa loro. Sono rientrato da poco da un anno passato in Africa a seguire un progetto di cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile di una regione africana, perché i giovani non fuggano più: so bene di che si tratta. Non solo: l’Associazione Culturale Mediterraneo sta lavorando a un progetto di cooperazione internazionale che supporti alcuni immigrati spezzini a tornare, con un lavoro, nel loro Paese di origine. Ma chi si occupa oggi di cooperazione internazionale? Governo e Regione sono assai poco attivi in materia: poche risorse, scarsa attenzione politica. Domando: che cosa fa la Lega per spingere il Governo nella direzione giusta? Nulla. Del resto le promesse mancate di Silvio Berlusconi, con la Lega al governo, in materia di aiuti ai Paesi in via di sviluppo avevano fatto perdere al nostro Paese ogni credibilità: Bono Vox e Bob Geldof chiamavano il nostro Presidente del Consiglio “Mr. Tre per Cento”, con riferimento alla percentuale devoluta rispetto agli impegni solennemente presi per l’Africa. Matteo Renzi sta facendo qualcosa di più. Ma l’Unione europea ha fatto un patto scellerato con la Turchia: io ti pago perché tu ti tenga i migranti. Ora Renzi rivendica l’estensione dell’accordo a tutti i Paesi da cui fuggono i migranti: metà dell’Africa. Il rischio è quello di dare soldi a classi dirigenti corrotte e che non rispettano i diritti umani, solo per misure di sicurezza e di polizia. Esattamente ciò che propone la Pucciarelli, nostalgica dell’accordo con il dittatore libico Gheddafi, che in cambio di soldi teneva in carcere disumane i migranti. Ma i dittatori sono inevitabilmente destinati a cadere, e i nodi a venire inevitabilmente al pettine. Ancora: che cosa fa la Lega in Regione, dove governa? Januaforum, l'associazione dei cooperanti liguri, propone da molto tempo di dar vita a uno strumento permanente, pubblico-privato, che lavori a partenariati tra la Liguria e i Paesi poveri. Che risposta dà la Lega?

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